PIÙ DELLE VIOLAZIONI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, POTÉ LA PRESA PER IL CULO – EMMANUEL MACRON PARTE LANCIA IN RESTA ALL’ATTACCO DI TRUMP: “SI ALLONTANA DAI SUOI ALLEATI E SI AFFRANCA DALLE REGOLE, BASTA NEOCOLONIALISMO” – IL TOYBOY DELL’ELISEO INIZIALMENTE AVEVA APPLAUDITO LA DEPOSIZIONE DI MADURO, ESPRIMENDO “SODDISFAZIONE PER IL POPOLO VENEZUELANO CHE SI È SBARAZZATO DELLA DITTATURA”. POI PERÒ TRUMP SI È ESIBITO IN UNA VERGOGNOSA IMITAZIONE DEL PRESIDENTE FRANCESE, E QUELLO HA CAMBIATO IDEA…
Estratto dell’articolo di Danilo Ceccarelli per “la Stampa”
stretta di mano emmanuel macron donald trump 3
Ancora una volta, la voce più dura che si alza dall'Unione europea contro Donald Trump è quella della Francia. Gli Stati Uniti sono una potenza che «si allontana progressivamente da alcuni dei suoi alleati e si affranca dalle regole», denuncia Emmanuel Macron durante il suo discorso annuale tenuto davanti alle ambasciatrici e agli ambasciatori di Francia.
Una stoccata in risposta all'atteggiamento di Washington, sferrata facendo il quadro di un bilancio internazionale dalle tinte sempre più fosche. Macron parla della «aggressività commerciale sempre più disinibita» della Cina ed evoca le forze di «destabilizzazione» come la Russia o l'Iran, mentre «le istanze del multilateralismo funzionano sempre meno bene».
emmanuel macron e donald trump foto lapresse 3
Ma l'inquilino dell'Eliseo sembra avercela soprattutto con l'omologo della Casa Bianca, come quando parla delle «grandi potenze» che vogliono «dividersi il mondo», ricordando quanto accaduto «negli ultimi mesi o negli ultimi giorni».
Il riferimento è all'attacco americano al Venezuela con la conseguente cattura di Nicolas Maduro e alle mire americane sulla Groenlandia, nei confronti della quale ci si chiede «ogni giorno» se sarà «invasa».
[…] Macron chiede ai suoi diplomatici di rifiutare «il nuovo colonialismo e il nuovo imperialismo», ma anche «la vassallizzazione e il disfattismo». L'Europa, definita come «l'ultimo spazio in cui si continuano a ricordare le regole del gioco che gli altri non applicano più», rischia l'«indebolimento» a causa di «questa brutalità e della legge del più forte».
Il presidente francese va dritto al punto, dopo la sua imitazione fatta nei giorni scorsi dal tycoon, che parlando di un vecchio incontro lo ha scimmiottato piagnucolante imitandone l'accento. L'ennesima provocazione, in un rapporto che negli anni ha vissuto alti e bassi, decisi sempre in base agli umori trumpiani.
Macron parla da leader europeo, usando i toni più duri tra quelli sentiti dai membri dell'Ue. Stavolta, però, quella partita da Parigi non è stata una risposta ma un contrattacco, che sembra aprire una nuova linea. Subito dopo l'operazione americana in Venezuela, il presidente francese aveva attirato su di sé critiche, esprimendo soddisfazione nei confronti del popolo che si era «sbarazzato» della «dittatura Maduro», per poi correggere il tiro condannando il «metodo» di Washington.
Sull'Ucraina, non aveva nascosto la soddisfazione per la presenza degli emissari americani Steve Witkoff e Jared Kushner alla riunione della Coalizione dei Volenterosi tenutasi martedì a Parigi, conclusasi però senza la firma di Washington sulla dichiarazione finale.
Segnali che sembrano aver convinto il leader francese a cambiare passo, ma anche toni.
Macron spinge per il «multilateralismo efficace» dinnanzi a un mondo che «si sta disgregando».
Sul piano europeo, il capo dello Stato francese consiglia di «difendere» e «consolidare» il settore della tech attraverso i regolamenti del «Dsa e del Dmca» tanto invisi agli Usa, oltre a evocare una agenda di preferenza europea «accelerata».
EMMANUEL MACRON E VOLODYMYR ZELENSKY OSSERVANO LA COLLEZIONE DI CAPPELLI DI TRUMP
Con il G7, che quest'anno è guidato dalla Francia, sarà poi necessario dare una risposta agli «squilibri macroeconomici internazionali», senza entrare in contrapposizione con i Brics, in particolare con la Cina. […]
la stretta di mano tra donald trump ed emmanuel macron 1
trump macron meloni e altri leader foto di gruppo l'aja

