draghi salvini giorgetti

PIÙ CHE DRAGHI, SALVINI HA FATTO INCAZZARE GIORGETTI - L’IMBARAZZO DEL MINISTRO ALLO SVILUPPO ECONOMICO DOPO LO STRAPPO SUL COPRIFUOCO ERA SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI: “SE MI DICI OK AL DECRETO PRIMA DELLA CABINA DI REGIA, OK ALLA RIUNIONE PRIMA DEL CDM, POI NON È CHE MI MANDI COSÌ DAVANTI A TUTTI A DIRE ABBIAMO CAMBIATO IDEA” - UFFICIALMENTE NELLA LEGA NON ESISTONO DUE LINEE DIVERSE, ALMENO NON SUL MERITO. ALTRO DISCORSO È IL METODO…

GIANCARLO GIORGETTI E MATTEO SALVINI

RETROSCENA - MATTEO SALVINI HA CHIAMATO DUE VOLTE MARIO DRAGHI PER PROVARE A MODIFICARE IL COPRIFUOCO ALLE 22 - SUPERMARIO LO HA RINTUZZATO IN MODO FERMO: "LE DECISIONI PRESE DALLA CABINA DI REGIA DEVONO ESSERE RISPETTATE" - L'OPUS DEI GIORGETTI S'E' PROPOSTO COME MEDIATORE PER CONVINCERE IL "CAPITONE". SOLO CHE L'ACCOMODAMENTO È RIUSCITO A METÀ PERCHE'…

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/retroscena-matteo-salvini-ha-chiamato-due-volte-mario-draghi-provare-267816.htm

 

GIANCARLO GIORGETTI E MARIO DRAGHI LEGGONO DAGOSPIA

1 - IL PREMIER PRONTO AL COMPROMESSO "DA METÀ MAGGIO COPRIFUOCO ALLE 23"

Ilario Lombardo per “la Stampa”

 

È vero, Mario Draghi non se lo aspettava. Non pensava che Matteo Salvini potesse arrivare a un centimetro dal Consiglio dei ministri con un preciso accordo e poi non onorarlo imponendo ai suoi ministri di astenersi dal votare il decreto sulle riaperture. Ma sta cominciando a prendere le misure delle oscillazioni del leader leghista e delle ragioni che stanno dietro alla sua irruenza politica.

 

salvini europeista meme 12

E così il giorno dopo lo strappo sul coprifuoco mantenuto alle 22 si fa trovare pronto e disponibile al compromesso, consapevole che finché non sarà lui il bersaglio delle critiche e delle accuse il suo pragmatismo non passerà come cedimento.

 

Il premier ha comunque fatto un passo indietro quando le Regioni hanno pesantemente accusato il governo di muoversi fuori dalla Costituzione per aver deciso «in contrasto con le posizioni concordate» di lasciare la scuola in presenza al 70% alle superiori. Il presidente del Consiglio ha sentito la ministra agli Affari Regionali Maria Stella Gelmini e insieme hanno concordato di concedere deroghe per arrivare, da subito, anche al 50%. Lo stesso ha fatto sul coprifuoco. È nella ragionevolezza dei numeri, sostiene Draghi, che va trovata la soluzione.

 

MATTEO SALVINI ARRIVA AL QUIRINALE

Vaccini e contagi. Dunque è nei fatti che appena sarà possibile ci saranno modifiche al decreto e si aprirà ancora un po'. Tutto il resto, sostiene chi è vicino al premier, «è propaganda». La data che adesso è sulla bocca di tutti è lunedì 17 maggio. Sulla base dell' andamento epidemiologico che verrà fotografato venerdì 14 maggio si potrebbe spostare l' orario del coprifuoco alle 23.

 

Ma andrà prima assorbito e analizzato l' effetto su due settimane delle aperture del prossimo lunedì: ristoranti e bar aperti all' esterno, cinema, teatri, mostre. Molta più gente si riverserà in strada aumentando le opportunità di assembramento.

GIANCARLO GIORGETTI MATTEO SALVINI

 

Se la curva non avrà picchi all' insù, visto anche il prevedibile aumento della popolazione vaccinata, l' alleggerimento delle restrizioni sarà conseguente. Fino a che punto, però, è tutto da vedere. Perché Salvini è già pronto a rilanciare sui ristoranti anche al chiuso prima di giugno. La speranza del suo numero due Giancarlo Giorgetti è che però la prossima volta la decisione sia coordinata.

 

Per indole Draghi ama scomporsi poco, anche se questa volta, il blitz di Salvini a pochi minuti dal Cdm lo ha irritato. Giorgetti invece si anima più facilmente e il racconto del suo sfogo fatto da diversi ministri è eloquente.

 

ROBERTO SPERANZA MARIO DRAGHI

«Se mi dici ok al decreto prima della cabina di regia, ok alla riunione prima del Cdm, poi non è che mi mandi così davanti a tutti a dire abbiamo cambiato idea». A quanto pare, però, Giorgetti avrebbe confessato di aver ricevuto un altro ordine, ben più radicale. Salvini gli aveva detto di votare no, poi si è lasciato convincere a limitarsi all' astensione, altrimenti non avrebbe potuto evitare una rottura forse insanabile con il governo.

 

L' imbarazzo di Giorgetti è stato sotto gli occhi di tutti. Di Draghi, per primo. Il leghista non ha mai avuto paura a definire il premier un amico. Ci ha scherzato su tante volte quando l' ex banchiere centrale a Palazzo Chigi era ancora solo un' idea coccolata da tanti: «Non lo racconto troppo in giro perché sennò dicono che sono amico dei poteri forti», scherzava Giorgetti.

 

mario draghi e giancarlo giorgetti in senato

Sta di fatto che non sono servite molte parole ieri quando ha incontrato il presidente del Consiglio in mattinata e si è confrontato con lui. Entrambi sanno cosa muove Salvini e cosa lo ha mosso a pretendere che la Lega spingesse il più possibile su una battaglia che si gioca sulle frustrazioni legittime di tantissimi ristoratori e che è diventata identitaria per il partito. Se lo sono detti anche di persona, Giorgetti e Salvini, quando ieri sera si sono visti per circa un' ora nell' ufficio del segretario del Carroccio.

 

salvini europeista meme

Un colloquio necessario per dimostrare all' interno e all' esterno della Lega che non esistono due linee, come tengono a precisare fonti vicine al ministro dello Sviluppo economico. Perlomeno non sul merito delle battaglie. Altro discorso è il metodo con il quale il partito adotta decisioni che poi affida al capodelegazione nel governo.

Metodo che secondo Giorgetti è stato completamente sbagliato, perché lo ha mandato allo sbaraglio, facendogli fare una figuraccia con Draghi e con i colleghi.

 

2 - IPOTESI COPRIFUOCO A MEZZANOTTE IL PIANO PER SALVARE IL TURISMO

Marco Conti e Mauro Evangelisti per “il Messaggero”

GIANCARLO GIORGETTI E MATTEO SALVINI

 

Ogni due settimane ci sarà un tagliando per capire se le misure anti Covid contenute nel nuovo decreto siano adeguate all' andamento dell' epidemia, se siano possibili ulteriori aperture. Lo promette la ministra Maria Stella Gelmini che tenta una mediazione con i presidenti di regione che potrebbe incontrare di nuovo a breve forse anche con Mario Draghi.

 

In altri termini: il 15 maggio, quando è prevista la verifica d' esordio, sarà la prima data utile per andare a una modifica del coprifuoco, ora fermo alle 22 e materia di scontro all' interno del governo con la Lega che ha deciso di astenersi ed è convinta che a breve il decreto licenziato ieri l' altro dal consiglio dei ministri sarà superato da un nuovo decreto che porti in là il coprifuoco sino a cancellarlo del tutto in vista dell' estate.

 

MARIO DRAGHI MEME

Lo scenario di compromesso tra i sostenitori della linea della prudenza, in primis il ministro Speranza, e coloro che spingono per una maggiore libertà fissa la decisione al 15 maggio, ma la sua attuazione pratica a partire dal primo giugno e questo non piace a Salvini.

 

SCOGLI

Fare previsioni oggi, però, significherebbe leggere nel futuro dell' epidemia. Si parte da 16 mila nuovi casi in un giorno, ancora non si conosce quali effetti negativi potranno avere sulla trasmissione del virus la riapertura delle scuole e il ripristino delle fasce gialle da lunedì.

ROBERTO SPERANZA E MARIASTELLA GELMINI

 

C' è chi dà per scontato un pericoloso rimbalzo, una ripartenza del contagio e, successivamente, dei ricoveri, e questo toglierebbe argomenti a chi, a metà maggio, tornerà alla carica per l' ammorbidimento del coprifuoco o, addirittura, la sua eliminazione. Sono attesi, però, anche gli effetti positivi della bella stagione, che ridurrà la permanenza nei luoghi chiusi dove più facilmente si trasmette il virus, e dai numeri molto più alti, tra due-tre settimane, delle vaccinazioni.

 

MARIO DRAGHI BY CARLI

Quando saranno stati protetti se non tutti, la maggioranza degli over 60, ci avvicineremo allo scenario Regno Unito. Ed è quello che spera il premier Mario Draghi. «Se anche aumentassero i casi, ma ricoveri, terapie intensive e decessi diminuissero drasticamente grazie alla vaccinazione massiccia dei soggetti più a rischio, allora si potrebbe essere più coraggiosi nelle riaperture», spiega una fonte governativa.

 

COMPROMESSO

Ricapitolando: il 15 maggio non saranno tanto decisivi i numeri dei contagi, ma quelli del ricoveri e dei vaccinati. Tutto questo premesso, lo scenario più probabile è che, dopo il tagliando, venga alzato a mezzanotte il coprifuoco, ma a partire dal primo giugno. E lo stesso meccanismo dovrebbe valere per consentire ai ristoranti di lavorare di sera anche al chiuso.

Giorgetti Salvini

 

C' è un altro nodo che preoccupa governo e Regioni: questa estate l' Italia combatterà anche la guerra del turismo, molte località tenteranno di riconquistare visitatori da altri paesi europei, magari anche grazie all' introduzione del pass vaccinale. Mantenere il coprifuoco fino al 31 luglio, anche alzandolo alle 23 o a mezzanotte, darebbe però un colpo letale al turismo.

 

I competitori principali, Spagna e Grecia, dove già stanno piovendo le prenotazioni, oggi promettono libertà, bar e ristoranti aperti fino a tardi. A Madrid la vita notturna non si è mai fermata anche se formalmente il coprifuoco è alle 23, ma con grande tolleranza. Certo, c' è sempre il rischio che questo causi una ripresa dell' epidemia.

FRANCESCO PAOLO FIGLIUOLO

 

Ma un tedesco o un francese che prenota la vacanza per la prossima estate deve essere proprio innamorato dell' Italia per scegliere Roma, Firenze o in Sicilia sapendo che alle 22 dovrà rinchiudersi in hotel, mentre a Santorini o a Malaga probabilmente avrà maggiore libertà.

 

MEDIAZIONE

Per questo il tagliando di metà maggio sarà particolarmente importante e ieri il ministro degli Affari regionali, Mariastella Gelmini, ha tentato una mediazione, parlando a Porta a Porta: «Stiamo andando verso le riaperture, e questa conquista non è la vittoria di Salvini, di Forza Italia o del centrodestra: è la vittoria degli italiani.

 

Il coprifuoco non durerà fino al 31 luglio, e non vediamo l' ora di abolirlo. Ogni due settimane verrà fatto un check a tutte le misure previste dal decreto: il primo sarà a metà maggio. Dispiace che la polemica sul coprifuoco abbia un po' offuscato tutto il resto, ma questo è il decreto delle riaperture».

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