VIENI AVANTI CREMLINO - IL PREMIER MEDVEDEV MINACCIA DI CHIUDERE I CIELI E IL PORTAFOGLI: “LE SANZIONI? ARMA A DOPPIO TAGLIO. CHI LE INTRODUCE PER PRIMO CONDANNA ANCHE SE STESSO” - COL DIVIETO DI SORVOLO DELLO SPAZIO AEREO RUSSO MOLTE COMPAGNIE RISCHIEREBBERO IL CRAC

1. MEDVEDEV: “PRONTI A CHIUDERE I NOSTRI CIELI, L’OCCIDENTE RIFLETTA”

Tatjana Lyssova, Filipp Sterkin e Kirill Kharatjan per “Vedomosti” pubblicato da “la Repubblica

 

Medvedev Medvedev

Signor primo ministro Dmitri Medvedev, la contrapposizione tra Russia e Occidente sarà di lungo termine? Le sanzioni verranno accresciute da entrambe le parti?
«Le sanzioni sono sempre a doppio taglio. Chi le introduce per primo cercando di far male all’altro condanna anche se stesso. Nella storia dell’umanità sono state introdotte molte volte: sia quelle legittime dell’Onu sia illegittime dei singoli stati. Di solito non hanno portato a nulla di buono.

 

All’inizio le sanzioni sono economiche, ma poi diventano politiche. È un aspetto più preoccupante delle limitazioni nelle forniture, minaccia di incrinare la sicurezza nel mondo. Spero che i nostri partner occidentali non lo desiderino, e che tra le personalità che prendono decisioni non ci siano matti».
 

PutinPutin

La Russia ha introdotto le sanzioni per dimostrare potenza e forza? Non avete pensato alle compagnie russe?
«Non siamo stati noi a cominciare. Abbiamo tollerato a lungo. La posizione del presidente era di non reagire, ma quando le sanzioni sono state attuate, siamo stati costretti a prendere la decisione ».
 

Vi state preparando per l’arrivo di nuove sanzioni? Per i quali settori? E quale potrebbe essere la risposta?
«Speravo che i nostri partner fossero più intelligenti. Ahimè. Se ci saranno sanzioni relative all’energia, ulteriori restrizioni per il nostro settore finanziario, dovremo rispondere in modo asimmetrico.

 

Ad esempio, restrizioni al settore dei trasporti. Noi partiamo dalla supposizione che abbiamo relazioni amichevoli con i nostri partner e perciò il cielo sopra la Russia è aperto ai voli. Ma se ci impongono restrizioni dobbiamo rispondere.

 

barack obama 4barack obama 4

Se i trasportatori occidentali saranno costretti a volare fuori del nostro spazio aereo questo può portare al fallimento di molte compagnie aeree che sono già sull’orlo della sopravvivenza. È una brutta storia, questa. Vorrei solo che i nostri partner a un certo punto se ne rendessero conto. Le sanzioni non possono sicuramente contribuire a recuperare la pace in Ucraina. Sparano senza colpire il bersaglio. C’è semplicemente inerzia del pensiero e, purtroppo, il desiderio di usare la forza nelle relazioni internazionali».
 

jean claude junckerjean claude juncker

Vedete una reale possibilità di risolvere la situazione in Ucraina?
«La crisi ucraina, purtroppo, continua. Si tratta di un dramma pesante. Ma spero che sarà risolta con la buona volontà della dirigenza ucraina, con le proposte che ha fatto la Russia. Il presidente Putin ha presentato un piano di pace, l’Ucraina è come se l’avesse accettato.

 

I rappresentanti della parte contrastante, le milizie hanno pure accettato questo piano con alcune riserve. Così ora deve svolgersi un lavoro delicato finalizzato alla salvaguardia della pace. Spero che riesca».
 

Il nostro business è costretto a frenare con l’Europa e a orientarsi sempre di più verso l’Asia, in particolare la Cina.
«Il fatturato del commercio tra la Russia e la Cina è 100 miliardi di dollari, quello tra la Russia e l’Europa è 450 miliardi dollari. Quasi la metà del fatturato commerciale della Russia.

 

È ovvio che dobbiamo essere presenti in modo più attivo nell’Asia e nel Pacifico. Lavorare con Cina, India, Vietnam. Questa svolta in linea di principio è maturata. E non a causa delle sanzioni, abbiamo dovuto diversificare i flussi delle materie prime».
 

angela merkel 1angela merkel 1

Le operazioni militari nel sud-est dell’Ucraina sono un problema politico, ma anche economico.
«In primo luogo, ci sono i rifugiati. È una tragedia umanitaria, lo teniamo in considerazione e stiamo aumentando il finanziamento dei territori federali. Nel Sudest dell’Ucraina, a parte le case, sono state distrutte anche le strutture industriali. Ed è un problema immenso la loro ricostruzione.

 

Se le autorità di Kiev ritengono che queste regioni siano parte del Paese ci deve pensare l’Ucraina. Coloro che decidono di usare artiglieria, carri armati e aerei contro i propri cittadini e le città devono capire che dovranno pagare un prezzo economico colossale ».
© Vedomosti

 

2. MOSCA MINACCIA DI BLOCCARE TUTTI I VOLI

Mirko Molteni per “Libero Quotidiano

 

PoroshenkoPoroshenko

Altro che Alitalia, la guerra di sanzioni fra Russia e Unione Europea può portare una crisi generale del trasporto aereo civile. Lo ha detto ieri il primo ministro russo Medvedev, evocando il blocco dello spazio aereo russo come la più temibile fra le ritorsioni «asimmetriche» valutate dal Cremlino.

 

Per il delfino di Putin: «I cieli della Russia sono aperti alle rotte aeree civili. Ma se arrivano altre sanzioni,dovremo reagire. Un divieto di sorvolo del territorio russo manderà in bancarotta molte compagnie aeree occidentali».

 

L’ammonimento arriva mentre l’Unione Europea vara nuove sanzioni contro le compagnie energetiche russe, specie Gazprom, Rosneft e Transneft, che non potranno più attirare investimenti dall’Occidente. Simili sanzioni le avranno anche banche come Sberbank e VTB, mentre le grosse industrie militari come la Uralvagonzavod, che fa carri armati, e la Kalashnikov, che sforna gli omonimi mitra, non potranno usare brevetti tecnologici occidentali di uso civile, ma con possibili risvolti militari.

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Le linee aeree tremano, poiché la Russia è un Paese talmente esteso, un settimo delle terre emerse, che evitarne i confini moltiplicherebbe i costi di ogni tratta, per carburante,usura dei velivoli e aumento di scali. Con requiem per ibiglietti scontatiche finorahanno assicurato clienti.

 

Le deviazioni sono ostacolate dal fatto che vari Paesi a Sud della Russia, come Ucraina, Iraq e Afghanistan, sono di per sé pericolosi,come testimonia la distruzione il 17 luglio del Boeing della Malaysian Airlines. Ciliegina sulla torta, Medvedev ha annunciato chenel settore degli aerei civili, spesso comprati in Occidente, la Russia può fare da sé, costruendosi pezzi di ricambio.

 

Un’autarchia vagheggiata anche dal ministro dell’Industria Manturov: «Se la Francia non ci dà le navi Mistral, possiamo farle da noi, esattamente uguali». Sul campo la tregua regge con difficoltà. Il presidente ucraino Poroshenko ha posto in allerta le difese di Mariupol, dove si temono offensive a sorpresa dai ribelli filorussi. Poroshenko ha inoltre annunciato che il concordato scambio di prigionieri funziona e che «in 4 giorni abbiamo fatto liberare 1.200 nostri uomini, speriamo di riportarne a casa altri863 entro la settimana». Il ministro della Sicurezza della repubblica di Donetsk Baranov ha però lamentato: «Kiev non ha ancora preparato precise liste dei prigionieri, noi ne abbiamo ancora un migliaio e loro hanno circa 300 dei nostri».

 

Matteo Renzi all’arrivo alla Festa Nazionale dell’Unita? di Bologna Matteo Renzi all’arrivo alla Festa Nazionale dell’Unita? di Bologna

I rilasci procedono a singhiozzo e i secessionisti hanno confermato di aver liberato ieri solo 28 avversari. Inoltre il capo della repubblica, Zacharchenko, accusa gli ucraini di «non concordare col nostro piano per tre corridoi umanitari a soccorso della popolazione».Già 2000 tonnellate di aiuti, in cibo, medicine e generi di conforto, sono pronti sul confine russo, mentre l’Ucraina ribatte che «se vogliono fare un convoglio di camion come in agosto possono passare dallo stesso valico di frontiera».

 

RENZI ALLA FESTA DEL PD A BOLOGNA RENZI ALLA FESTA DEL PD A BOLOGNA

Nel frattempo,Usa,Polonia e Italia, imbarazzati, hanno respinto ieri le dichiarazioni di Kiev che li vuole fra i maggiori fornitori di armi del Paese. L’Ucraina, dopo il vertice Nato, pare imbaldanzita e il suo premier Yastenyuk ha perfino evocato lo svincolarsi dalla dipendenza dalla Russia in fatto di gas, per ammettere subito dopo che «ci vorranno 5 anni e intanto, per quest’inverno abbiamo solo 16miliardi di metri cubi di riserve».

 

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