matteo renzi giuseppe conte

“PRENDEREI UN CAFFÈ CON CONTE” – RENZI PROPONE IL PATTO DELL’ESPRESSO A PEPPINIELLO CHE ALLA FESTA DELL’UNITA’ REPLICA GELIDO: “SE LO BEVO POI NON DORMO. MI CHIEDETE SEMPRE DI MATTEO, NON SE NE PUÒ PIÙ. MA DOBBIAMO ALLARGARLO QUESTO SPAZIO POLITICO O VOGLIAMO RESTRINGERLO? SI VINCE ANDANDO OLTRE RENZI, CHE È LÌ DAL 2019, HA UNA CAPACITÀ ELETTORALE CIRCOSCRITTA” – IL LEADER M5S CORTEGGIA LA PLATEA DEM (CHE LO APPLAUDE), INVOCA LE PRIMARIE (“IL LEADER NON SI SCEGLIE IN QUALCHE SEGRETA STANZA. IO LEALE SE PERDO? QUESTO E’ OFFENSIVO”) – POI METTE IL DITO NELLA PIAGA DEL CAMPO LARGO (LA POLITICA ESTERA E LA MINACCIA DI MOSCA) E MOSTRA LA SUA VENA FILO-PUTINIANA: “VOI CREDETE CHE LA RUSSIA SIA PRONTA A INVADERE L’EUROPA?” – VIDEO

Elisa Messina, Valentina Santarpia per corriere.it - Estratti

matteo renzi al senato foto lapresse

 

«Un caffè con Giuseppe Conte? Non ho problemi a prenderlo, e anche a parlare del passato, purché cominciamo a pensare al futuro»: così il leader di Italia Vina Matteo Renzi, ospite sul palco del Tempo delle donne 2026 a Milano. La leadership del centrosinistra è un tema, lo ammette l'ex presidente del Consiglio, ma per lui l'unica strada possiible sono le primarie:

 

«Ci saranno sicuramente Schlein, Conte, e poi chissà. Salis mi piacerebbe, la voterei, ma lei continua a dire che non vuole partecipare e rispetto la sua scelta. Ma sono contento che Salis e anche altre sindache e sindaci possano portare il loro contributo. Uno come Vincenzo De Luca per esempio, va ascoltato quando si parla di sicurezza, su questo tema è molto più credibile di Salvini».

 

GIUSEPPE CONTE FESTA UNITA

Sul ruolo del centro nella coalizione di centro-sinistra Renzi ribadisce: «Che sia la parte garantista» e sul tema non risparmia frecciate al «giustizialismo dei grillini». Però ora è tempo di dialogo nel Campo largo. E non di rivendicare, dice il leader di Iv, una posizione di leader dento la coalizione: «Non ambisco a fare il gregario dei 5Stelle ma essere quello che porta un contributo di idee».

 

Insomma, il suo nome sulla scheda di ipotetiche primarie non ci sarà: «Io non voglio ruoli, non sto facendo questa battaglia per un mio interesse personale. Voglio che il centrosinistra vinca e per vincere c'è bisogno di una classe dirigente nuova» ha precisato. «Dei litigi tra leader non gliene frega niente a nessuno. Se i litigi tra leader portano di nuovo all'elezione della Meloni al Quirinale e poi di Vannacci a Palazzo Chigi, la gente del centrosinistra rincorrerà chi ha messo i veti».

 

RENZI FRANCESCHINI FESTA UNITA REGGIO EMILIA

E Vannacci ? Renzi lo tira in ballo in altre due circostanze, oltre allo «spettro» di vederlo a Palazzo Chigi in caso di vittoria del centrodestra: «È l'elemento che ha portato alla divisione della coalizione di governo, qualcosa che sembrava impossibile solo un anno fa ma che ora è successo».

 

E poi cita il generale, dato che siamo al Tempo delle Donne, per sottilineare che «le cose che  lui dice sui temi delle donne sono indecenti, vorrei che le donne del centrodestra se ne rendessero conto. Quello che ha detto sul femminicidio lo vada a ripetere ai genitori di Lorena Isceri», ha aggiunto ricordando il delitto, a Firenze, della 35enne gettata viva dal cavalcavia della A1. Quanto al «Patriarcato mediterraneo, «è qualcosa che ambisce al premio idiozia dell'anno»

 

(…)

nicola fratoianni elly schlein giuseppe conte angelo bonelli (3)

 

Non si è fatta attendere la reazione di Giuseppe Conte, che arrivando alla Festa dell'Unità di Reggio Emilia ha commentato: «Un caffè con Renzi? A quest'ora poi non dormo». Il leader M5s ha poi voluto ricordare come quella delle primarie è «una tradizione che appartiene al Pd», rivendicandole però come «l'unica soluzione» per permettere agli elettori di decidere chi dovrebbe guidare il campo largo: «Adesso che facciamo, ci riuniamo in qualche segreta stanza, facciamo qualche caminetto dopo aver detto a tutto il popolo progressista che decideranno loro chi è il migliore o la migliore interprete per quanto riguarda la realizzazione del programma?».

 

 

 

CONTE

Serena Riformato per repubblica.it

GIUSEPPE CONTE FESTA UNITA

 

(…) A chi chiede se sa che molti dei presenti – elettori Pd – voterebbero per lui, sorride di un sorriso largo, da fossetta a fossetta: «Non ipotecherei il futuro». Pronto a prenderselo. Ecco infatti mentre si fa strada verso la Sala Guccini, tra i militanti 5s in cerca di una stretta di mano, tre volontarie dem – con le magliette del partito – lo fermano per un selfie, i volti emozionati.

Pd, mossa di Schlein sulla segreteria: proroga fino al voto

 

Quando sale sul palco con l’ex presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, la platea – tanti in piedi pur di assistere – gli tributa un lungo applauso (ma rimane imbattibile quello riservato a Pier Luigi Bersani nel panel precedente). La moderatrice Monica Guerzoni rompe l’idillio apparente. Recupera un’agenzia uscita un minuto prima: ancora sul pratone, Conte ha liquidato con una battuta l’offerta di pace di Matteo Renzi, pronto a un caffè con lui. Ci sta? «No, il caffè a quest’ora non posso prenderlo, poi non dormo». Niente patto dell’espresso corretto. Anzi, davanti al pubblico, alle domande sul leader Iv, l’ex premier M5S si mostra stizzito: «Mi chiedete sempre di Renzi, non se ne può più. Ma dobbiamo allargarlo questo spazio politico o vogliamo restringerlo?».

 

matteo renzi al senato foto lapresse

Guardare oltre l’ex rottamatore è il mantra di questi giorni per il leader pentastellato. È furioso per la misura “anti-frammentazione” voluta dalla maggioranza nel Melonellum: per correre alle Politiche, chi non è in parlamento è tenuto a raccogliere circa 300mila firme. Cifra monstre che mette i bastoni tra le ruote al Progetto Civico di Alessandro Onorato, che all’ex premier (e a Goffredo Bettini) sta molto a cuore: «Renzi è lì dal 2019, ha una capacità elettorale circoscritta».

 

Sullo sfondo ci sono sempre i gazebo: Conte punta sulla rete di amministratori locali intorno all’assessore in vista della sfida contro Schlein. Un’ora prima un ex ministro del governo giallorosso Roberto Speranza – con il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi – ha ribadito il suo monito contro le consultazioni: «Temo che chi perde possa arrivare con le ruote sgonfie alle politiche».

 

GIUSEPPE CONTE FESTA UNITA

La platea, va detto, concorda con un applauso deciso. Conte invece non arretra, ai dem rinfaccia di disdegnare un pezzo della propria storia: «Nel M5S non c’è la tradizione delle primarie. Noi abbiamo omaggiato una tradizione Pd perché non c’era altra soluzione». Messaggio in bottiglia ai dirigenti dem che cercano di fermare il treno dei gazebo: «Che facciamo? Ci riuniamo in qualche segreta stanza, facciamo qualche caminetto?». Non si torna indietro. Ma sarà leale se perde? «Questa domanda è offensiva». Poi una velata minaccia: «Se mai ci trovassimo in un governo che non fa cose progressiste sarebbe un problema, ma non credo».

 

nicola fratoianni elly schlein giuseppe conte angelo bonelli (4)

Nel pubblico tanti sono suoi, difficile misurare la claque. Di certo si fa sentire quando Conte mette il dito nella piaga più dolorosa del campo progressista: «Voi credete che la Russia sia pronta a invadere l’Europa?». «Nooo», gli fanno eco. (...)

MATTEO RENZI FESTA UNITA BOLOGNAnicola fratoianni elly schlein giuseppe conte angelo bonelli (5)MATTEO RENZI

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