goffredo bettini giuseppe conte enrico letta

“UN’ALLEANZA PD-M5S DOPO IL VOTO? IL BELLO DELLA POLITICA È L’IMPREVEDIBILITÀ” - LA PRIMA VEDOVELLA DI CONTE, GOFFREDO BETTINI GIA’ IPOTIZZA UN RITORNO DI FIAMMA CON I CINQUESTELLE - “DURANTE I GIORNI CHE HANNO PRECEDUTO LA CADUTA DI DRAGHI HO PARLATO CON CONTE E HO CERCATO IN TUTTI I MODI DI FARGLI CAMBIARE IDEA, CONTANDO ANCHE SULLA NOSTRA AMICIZIA. SI ERA CONVINTO CHE IL M5S, CONTINUANDO A STARE NEL GOVERNO DRAGHI, SAREBBE SPARITO. HA FATTO UNA SCELTA DI SOPRAVVIVENZA PARTITICA. CERTO SULLE SUE VALUTAZIONI NON HANNO AIUTATO LA CAMPAGNA AGGRESSIVA CONTRO DI LUI DI TUTTA L'INFORMAZIONE E GLI APPELLI DI CALENDA A DISTRUGGERLO”

Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera”

 

GIUSEPPE CONTE E GOFFREDO BETTINI ALLA CAMERA ARDENTE DI DAVID SASSOLI

Goffredo Bettini, lei da mesi è in silenzio, come mai?

«Ho avuto tre anni di sovraesposizione. Per sostenere il Conte II, la segreteria di Zingaretti e la prospettiva politica di una alleanza progressista alternativa alla destra. Sono stato per questo molto attaccato, anche sul piano personale. E, tranne alcune eccezioni, non sono stato difeso. Ho fatto l'ombrello politico a tanti e la cosa che mi fa più male è che questa generosità è spesso scambiata per un ruolo di potere. Ho influenza, ma potere gestionale o istituzionale zero. Così ho staccato per quattro mesi. Ho scritto un libro eccentrico rispetto alla quotidianità. A 70 anni ho fatto i conti con la mia storia e i miei ideali di gioventù. Naturalmente il finale è in sospeso fino alle prossime elezioni».

GOFFREDO BETTINI GIUSEPPE CONTE ARRIVANO ALLA CAMERA ARDENTE DI SASSOLI

 

Eppure continuano a tirarla in ballo, un giorno è la candidatura, un altro la linea sui 5 Stelle

«Sì, c'è un'attenzione morbosa nei miei confronti. Molto al di là del peso che ho sulla scena pubblica. Forse sono le cose che dico a dare fastidio».

 

Tornando all'oggi, senza Renzi e Calenda la competizione con il centrodestra si fa difficile.

«La competizione con la destra sarebbe stata difficile in ogni caso. Servivano in campo tutti i democratici. Se si è arrivati a questo esito, non è per responsabilità del Pd. Letta è stato paziente e unitario fino al punto di rischiare l'autolesionismo. Ora siamo in campo con le nostre idee. È il momento di battersi, non di recriminare sul passato».

conte gualtieri orlando franceschini festa bettini

 

Lei era tra i più scettici sull'accordo con Calenda: non avreste dovuto provarci?

«Abbiamo fatto bene a provarci. Ma ho avvertito il mio partito che il percorso con lui sarebbe stato rischioso e difficile. A questo punto la chiarezza è d'obbligo. Calenda talvolta al nostro elettorato è sembrato una variante accattivante rispetto al Pd. A Roma ha preso i voti per questo. Invece è tutta un'altra cosa. Non parlo del suo carattere (ognuno ha il suo), ma di politica, di visione del mondo, di sensibilità verso i ceti popolari».

 

giuseppe conte alle agora di bettini 2

Il Pd ha messo su una sorta di Cln contro le destre, perché tenere fuori i 5 Stelle?

«Ha una sua logica quello che dice. Ed è buffo che lo chieda a me che mi sono speso fino all'ultimo per salvare la prospettiva unitaria con Conte. Non rinnego nulla delle scelte passate. Insieme abbiamo salvato l'Italia, ottenuto miliardi preziosi dall'Europa e affrontato con dignità ed efficacia la pandemia.

 

Ma la sfiducia al governo Draghi è stato un grave errore di Conte. Ha mandato all'aria la nostra alleanza e un lavoro positivo che si stava svolgendo. È rimasta una ferita profonda. Dopo il 25 settembre si vedrà. Comunque non dò affatto per scontata la vittoria della destra. È divisiva, intimorisce una grande parte del Paese e nell'insieme ha un sapore illiberale condito con troppe promesse demagogiche e irrealizzabili».

 

goffredo bettini gianni letta giuseppe conte

Anche Fratoianni ha votato la sfiducia a Draghi.

«È diverso. Fratoianni con coerenza ha compiuto passi di avvicinamento. I 5 Stelle hanno rotto un patto precedentemente stipulato, catapultandoci in pochi giorni nel clima elettorale».

 

Con loro potreste allearvi dopo, in Parlamento?

«La bellezza della politica è nella sua imprevedibilità. Adesso la priorità è il voto al Pd e alla coalizione che siamo riusciti a costruire».

CONTE DRAGHI

 

L'agenda Draghi è parte del programma elettorale del Pd?

«L'agenda Draghi ha realizzato obiettivi importanti. Ma è l'agenda di un governo di unità nazionale. Molti di essi vanno semplicemente portati a compimento, ma in una prospettiva nuova che il Pd ha il compito di indicare. È stato giusto stare appresso al 2-3-4% di Calenda, ma francamente è assai più utile e significativo guardare a quel 50% di Italia che non vota.

 

È lì la miniera nella quale scavare per il riscatto della Nazione. Ecco perché è decisivo mettere al centro la credibilità della democrazia e le ingiustizie sociali che permangono e si allargano. Se riusciremo a essere convincenti, empatici, esemplari su questi fronti, guardando con gli occhi di chi nella vita fatica, ogni impresa è possibile. Parlo di questioni molto concrete.

calenda letta

 

Salario minimo per i lavoratori; recupero di uno stipendio in più su base annua; difesa del reddito di cittadinanza, con le modifiche tecniche necessarie suggerite dall'esperienza; un fisco progressivo contro l'ingiustizia della flat tax; una tassa di successione sui grandi patrimoni, quelli oltre i 5 milioni di euro, per sostenere l'avvio di una vita autonoma per i giovani. Potrei continuare ma ci siamo capiti».

 

SILVIO BERLUSCONI - GIORGIA MELONI - MATTEO SALVINI

In caso di sconfitta elettorale, se il Pd dovesse superare Fratelli d'Italia dovreste ritenervi soddisfatti, oppure secondo lei dovreste aprire una riflessione?

«Essere il primo partito è importante. Impedire che la destra conquisti i 2/3 del Parlamento è decisivo per salvare la Costituzione. Ma noi lottiamo per vincere».

 

Avete qualcosa da rimproverarvi nella gestione della pre-crisi?

«Vede, siamo stati gettati nella mischia all'improvviso, le pare che ci mettiamo a fare un congresso adesso? A rimproverarci errori? Letta ha la mia totale fiducia e ha deciso tutto collegialmente».

 

BONACCINI

Bonaccini ha detto che non rinuncerà al riformismo

«Avremo il tempo di discutere. Riformismo è una parola tradita, abusata, fraintesa. Sono tutti i riformisti! Ma il riformismo vero è solo una cosa: accorciare le distanze tra il privilegio e il dolore sociale. Il resto francamente sono chiacchiere da talk-show».

 

Lei crede al «pericolo fascista» o pensa piuttosto che siano altri i problemi se vince il centrodestra?

«Non credo al pericolo fascista se intendiamo il fascismo storico. Attenzione a non delegittimare l'avversario fino a renderlo un mostro. Credo invece in una possibile stretta autoritaria e illiberale; accompagnata da un'impronta di classe a favore dei più ricchi».

 

Durante i giorni che hanno preceduto la caduta di Draghi lei che conosce bene Conte non gli ha consigliato di cambiare strada?

«Eccome se ci ho parlato! Ho cercato in tutti i modi di fargli cambiare idea, contando anche sulla nostra amicizia. Niente da fare. Si era convinto che il M5S, continuando a stare nel governo Draghi, sarebbe pressoché sparito. Ha fatto una scelta di sopravvivenza partitica. Certo sulle sue valutazioni non hanno aiutato la campagna aggressiva contro di lui di tutta l'informazione e gli appelli di Calenda a distruggerlo».

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...