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STAPPA UN PRODINO: “PUTIN HA MANI LIBERE SULL'UCRAINA E TRUMP, IN ACCORDO CON ISRAELE, IN MEDIO ORIENTE. ANDIAMO VERSO UN EQUILIBRIO DI AUTORITARISMI” – ROMANO PRODI INFILZA LA MELONI: "IL GOVERNO SEGUE LE ISTRUZIONI DI TRUMP. IN QUESTO QUADRO APPOGGIARE IL PRESIDENTE USA SIGNIFICA ESSERE SCETTICI SULL'EUROPA" – IL DIBATTITO “LUNARE PER RAGIONI DI POLITICA INTERNA” RIGUARDO AL DOCUMENTO CINQUE STELLE SUL GAS RUSSO E LE BORDATE AL PD DI SCHLEIN: “HO LETTO DIVERSE ACROBATICHE DICHIARAZIONI DEI DEM SULLA VITTORIA NEI REFERENDUM!”

Fabio Martini per la Stampa - Estratti

 

romano prodi a piazzapulita 7

Nella sua lunga vita Romano Prodi ha incrociato e trattato con i principali leader del mondo, da George W. Bush a Vladimir Putin, da Helmut Kohl a Benjamin Netanyahu, dai capi cinesi a quelli iraniani e per il Professore il tumulto di queste ore in Medio Oriente dimostra che siamo entrati in un'epoca profondamente diversa dalle precedenti: «Viviamo una fase nuova nella quale domina l'idea che la forza è tutto e tutto decide. Un'idea che si accompagna al disprezzo per il diritto.

 

meloni trump g7 canada

Abbiamo tanto lamentato l'autoritarismo russo e cinese, ma ci stiamo mettendo su una china pericolosa. Proprio in questi giorni ricorrono gli 80 anni dalla Carta dell'Onu e dobbiamo "celebrare" amaramente questo anniversario: il sogno che prese corpo nel primo dopoguerra, purtroppo è finito».

 

(…)

 

Trump ha annunciato con le sue iperboli la fine perenne dei conflitti in Medio Oriente, ma la tregua non regge: siamo entrati nell'era delle guerre dimostrative, che consentono di cantar vittoria per qualche ora o settimana, ma lasciano inalterati i dossier?

romano prodi a piazzapulita 6

«Sì, e così si aggravano i problemi. Si va verso una nuova divisione del mondo. Non vorrei fare il dottor Stranamore, ma sono convinto che gli ultimi avvenimenti abbiano saldato un rapporto per il quale Putin ha mani libere sull'Ucraina e Trump, in accordo con Israele, in Medio Oriente. Andiamo verso un equilibrio di autoritarismi che potrà dare anche una stabilità al mondo. Ma sarà una stabilità terribile perché tiene conto solo di chi ha il potere e non dei popoli» .

 

(...)

 

Negli ultimi mesi Germania, Francia e Regno Unito hanno preso iniziative potenzialmente strategiche, quasi prefigurando una nuova trojka, ma l'Europa in quanto tale fatica a toccare palla?

meloni trump g7 canada

«Non mi sembra che questi frammentari dialoghi tra i tre Paesi cambino la sostanza delle cose. L'Europa non decide niente di politicamente importante per il mondo da troppo tempo: l'euro e l'allargamento, che sono gli ultimi due grandi progetti europei, risalgono a decenni fa. C'è stato un rigurgito di unità durante la pestilenza del Covid, ma c'è divisione su tutto il resto. Mi addolora, anche se non mi stupisce, che secondo indagini demoscopiche, estese ai grandi Paesi europei, i giovani risultino, nonostante l'Erasmus, più euroscettici degli anziani. Hanno vissuto in un periodo in cui l'Unione Europea ha fatto solo mediazioni. Un'Europa indebolita e sempre meno assertiva».

 

La nuova Europa potrebbe nascere proprio da una difesa comune ma la regola Nato del 5 per cento del Pil, non è rigida?

putin trump netanyahu

«Le proposte rigide servono a facilitare il consenso, ma non danno la garanzia dell'efficacia dell'impegno. Certo che con la nuova politica americana dobbiamo spendere di più per la nostra difesa, ma prima di stabilire il quanto, si sarebbe dovuto stabilire il come. Continuando con una pur crescente spesa, suddivisa in 27 diversi Paesi, aumenteremo di molto l'impegno finanziario, ma in realtà non la nostra capacità di difesa. Una difesa comune implica un unico centro decisionale, comuni regole operative e anche strutture produttive comuni. Volendo interpretare alla lettera le parole di Trump, non avremo mai una difesa comune continuando ad acquistare gli armamenti più sofisticati dagli Stati Uniti».

 

Gli americani ritireranno l'ombrello difensivo in Europa e per ora la risposta sono stati tanti ombrellini nazionali: per accelerare una difesa comune ed integrata non servirebbe anche un protagonismo politico dei grandi partiti europei, Ppe e Pse? Se non ora, quando?

romano prodi a piazzapulita 5

«Certo, ma realisticamente dobbiamo prendere atto che questo per ora non sta accadendo. Ci sono troppe divisioni nei diversi Paesi europei e sono trasversali ai partiti. Dall'attuale politica dei piccoli passettini, si potrebbe però uscire adottando una proposta a suo modo rivoluzionaria.

 

L'ultima decisione popolare, in negativo, fu la bocciatura della Costituzione europea da parte di Francia e Olanda. Bene, ora dovremmo fare un referendum finalmente europeo per abolire la regola paralizzante dell'unanimità. Continuiamo a ripetere retoricamente: "quanto siamo belli", "quanto siamo bravi", ma per difendere i diritti, servono decisioni e per farlo è necessario un referendum che chiami a pronunciarsi 350 milioni di elettori per stabilire se l'Europa sarà in futuro in grado di decidere».

romano prodi a piazzapulita 4

 

Nel più recente discorso in Parlamento, Meloni ha usato parole severe sull'azione di Israele a Gaza. In Medio Oriente e in Europa il governo fa il possibile? O galleggia, aspettando che passi la nottata?

«Il governo segue le istruzioni di Trump. La destra europea, a cominciare da quella italiana, appoggia il presidente degli Stati Uniti come i vecchi partiti comunisti seguivano l'Urss. In questo quadro essere per Trump significa essere scettici sull'Europa».

 

Il Pd non ha votato un documento Cinque stelle sul gas russo e sulle armi all'Ucraina: dissociarsi ma continuare a far finta di niente, significa aver dimenticato l'unità a tutti i costi ma effimera, di Ulivo e Unione?

GIUSEPPE CONTE - ELLY SCHLEIN - NICOLA FRATOIANNI - ANGELO BONELLI - MANIFESTAZIONE PD AVS M5S PER GAZA - FOTO LAPRESSE - FOTO LAPRESSE

«Il documento dei Cinque Stelle ha suscitato un dibattito lunare, un inutile gioco a distinguersi per ragioni di politica interna».

 

Il flop nei referendum sta facendo rispuntare un Pd con una vocazione di governo?

Prodi sorride: «Non capisco la domanda: ho letto diverse acrobatiche dichiarazioni del Pd sulla vittoria nei referendum! Sarei felice di ricredermi in futuro, ma per il momento cerco di supplire, alla mancanza di vocazione, con una calorosa invocazione» .

romano prodi a piazzapulita 1

 

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