referendum giustizia voto schede elettorali giorgia meloni elly schlein giuseppe conte

PRONTI A BALLARE IL TOGA TOGA? - ORA CHE IL GOVERNO HA UFFICIALIZZATO LA DATA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA (IL 22 E 23 MARZO) INIZIA LA VERA CAMPAGNA ELETTORALE, CHE SI ANNUNCIA AVVELENATA, ANCHE SE MELONI HA DATO ORDINE AI SUOI DI NON “POLITICIZZARE” L’APPUNTAMENTO PER EVITARE L’EFFETTO RENZI DEL 2016 - A SINISTRA IL FRONTE DEL “NO” È TUTT’ALTRO CHE COMPATTO – MASSIMO FRANCO: “LA CONSULTAZIONE INCROCERÀ LE TENSIONI SULLA NUOVA LEGGE ELETTORALE. LA DATA DEL 22 E 23 MARZO VERRÀ USATA DAL ‘NO’ PER SOSTENERE CHE IL GOVERNO HA FRETTA, PREOCCUPATO DA UNA VIRTUALE RIMONTA AVVERSARIA…”

1 - UN CALENDARIO CHE PROMETTE UN’ESCALATION DELLE TENSIONI

Estratto dell’articolo di Massimo Franco per il “Corriere della Sera”

 

GIORGIA MELONI CONFERENZA STAMPA INIZIO ANNO 2026

Il referendum sulla giustizia è confermato per il 22 e 23 marzo prossimi. La decisione del governo, scontata, è arrivata ieri pomeriggio. Ma adesso comincia la corsa contro il tempo dei sostenitori del No, che vogliono raccogliere mezzo milione di firme entro fine gennaio per fare ricorso e cercare così di far slittare la consultazione: toccherebbe alla Corte costituzionale rivedere la data.

 

[…]  Il fronte a favore sia della separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, sia di un Csm eletto per sorteggio, appare più compatto. E non a caso viene dato in netto vantaggio rispetto allo schieramento del No.

 

comitato per il no al referendum sulla giustizia - enrico grosso e antonio diella

Tra l’altro, a sinistra, in particolare nel Pd, non esiste uno schieramento granitico, né finora un ordine di scuderia che obblighi in teoria tutti a esprimersi contro la riforma. È significativo il convegno di ieri a Firenze nel quale esponenti prestigiosi del centrosinistra come l’ex presidente della Consulta, Augusto Barbera, hanno confermato il Sì.

 

Soprattutto, i promotori hanno teso a smantellare la narrativa secondo la quale il governo di Giorgia Meloni punterebbe a mettere sotto tutela la magistratura: nonostante l’insistenza con la quale soprattutto FI parla di una riforma che dovrebbe vendicare i processi «politici» contro Silvio Berlusconi.

 

ELLY SCHLEIN GIUSEPPE CONTE

Il tentativo della maggioranza è di togliere il più possibile la patina politica e governativa al referendum. Non a caso, la premier ha già fatto sapere che, se sconfitta, non si dimetterebbe. È un modo per smarcarsi dalla «sindrome Matteo Renzi»: il premier che gettò la spugna dopo il referendum sull’abolizione del Senato, perso nel 2016.

 

Ma la politicizzazione sarà difficilmente evitabile. Nel grosso del Pd, in sintonia con l’Anm, il «no» è una bandiera obbligata: anche per non essere scavalcato dalla virulenza con la quale viene brandita dal M5S, e per gli attacchi della coalizione di governo all’ordine giudiziario. Non a caso, si accredita la volontà di Palazzo Chigi di vincere per poi andare al voto anticipato.

 

Prevedere che i toni si alzeranno non è azzardato, dunque, anche perché la consultazione incrocerà le tensioni sulla nuova legge elettorale. La data del 22 e 23 marzo verrà usata dal No per sostenere che il governo ha fretta, preoccupato da una virtuale rimonta avversaria. In realtà, non essendo necessario il quorum del 50 per cento più uno dei votanti, prevarrà chi mobiliterà al meglio la propria minoranza. […]

 

2 - VOTO DI PRIMAVERA. IL CDM FISSA AL 22 E 23 MARZO LA DATA DEL REFERENDUM AL VIA LA CORSA ELETTORALE. INSORGONO LE OPPOSIZIONI

Estratto dell’articolo di Federico Capurso per “la Stampa”

 

giorgia meloni carlo nordio

Il primo Consiglio dei ministri del 2026 fissa la data del referendum sulla separazione delle carriere: si vota domenica 22 e lunedì 23 marzo. Inizia ufficialmente, così, la campagna elettorale.

 

[…]

 

Nel corso della riunione a Palazzo Chigi non c'è stata – come racconta una fonte di governo presente al tavolo – una vera e propria discussione sulla data. Ha preso la parola il sottosegretario Alfredo Mantovano per illustrare la necessità di fissare ora il voto, perché per legge il limite ultimo era il 17 gennaio. Stringere i tempi, poi, permette di applicare le nuove norme costituzionali all'elezione del nuovo Consiglio superiore della magistratura.

 

ALFREDO MANTOVANO ALLA CONFERENZA STAMPA DI INIZIO ANNO (2026) DI GIORGIA MELONI

Non che in quella sala ci fosse qualcuno desideroso di allungare i tempi, dando a chi è contrario alla riforma modo di organizzarsi meglio. «Hanno paura di perdere», commentano infatti dal centrosinistra.

 

Non sono stati concessi nemmeno i tre mesi che di consueto vengono garantiti ai cittadini per raccogliere 500 mila firme e proporre alla Corte costituzionale un quesito referendario alternativo a quello che formulerà il governo. C'è il pericolo di ricorsi, ma il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti ha forti dubbi che vengano accolti: «Se mio nonno fosse un treno...» , commenta sardonico uscendo da Palazzo Chigi.

 

giorgia meloni al seggio elettorale per i referendum - 2

Un ricorso è già stato annunciato dal comitato di cittadini che aveva l'obiettivo di raccogliere 500mila firme entro la fine di gennaio, ed è già arrivato oltre le 355mila. «Informeremo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i comitati promotori parlamentari», annuncia il portavoce del comitato, Carlo Guglielmi, che dice di voler tutelare la loro iniziativa «in tutte le sedi».

 

[…]

 

Nel centrodestra, invece, è soprattutto Forza Italia a mobilitarsi. Il segretario Antonio Tajani ha riunito gli azzurri e insieme al coordinatore Giorgio Mulè ha messo sul tavolo le risorse a disposizione per la campagna: tra i 500mila e un milione di euro.

 

Si cercano poi testimonianze di giudici, pm, vittime di errori giudiziari. E servono slogan semplici, chiari, per «smentire la falsa narrazione secondo cui questa riforma produrrebbe una sottomissione dei pm alla politica o addirittura la fine dell'obbligatorietà dell'azione penale».

 

augusto barbera

Per il momento, trovano la sponda di un pezzo della sinistra che a Firenze si è radunata per spiegare le ragioni del Sì con Augusto Barbera, giurista e ex ministro. È una riforma «liberale», la difende Barbera, e inquadra il referendum «non come un voto pro o contro il governo Meloni».

 

Ma il loro è un sì che divide. Il Pd, come spesso accade, è tutt'altro che granitico: «Non dobbiamo lasciare alle destre la bandiera delle garanzie e delle riforme», interviene la dem Pina Picierno. […]

LEGGE ELETTORALEPINA PICIERNO

Ultimi Dagoreport

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…

antonio di pietro raul gardini

FLASH – PERCHÉ TONINO DI PIETRO HA ASPETTATO 33 ANNI PER RIVELARE LA VERITÀ SULLA PISTOLA RITROVATA LONTANO DAL CADAVERE DI RAUL GARDINI IL 23 LUGLIO 1993? SOLO ORA, IN UN’INTERVISTA AD ALDO CAZZULLO CHE ANDRÀ IN ONDA DOMANI SU LA7, DURANTE “UNA GIORNATA PARTICOLARE”, DI PIETRO AMMETTE: “L’HO PRESA IO STESSO CON IL FAZZOLETTO QUANDO SONO ARRIVATO E ABBIAMO PRESO ATTO CHE SI ERA UCCISO”. POI PRECISA: “NON FUI IO IL PRIMO A INTERVENIRE, MA L’EX MAGGIORDOMO”. NON CAMBIA IL SUCCO DEL DISCORSO: PERCHÉ NE PARLA PUBBLICAMENTE SOLO ADESSO, DOPO TRE DECENNI IN CUI SI È SUSSEGUITO OGNI TIPO DI IPOTESI SU QUELLA PISTOLA…

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI BATTERÀ I TACCHI E ANDRÀ ALLA KERMESSE LEGHISTA “IDEE IN MOVIMENTO”, DAL 23 AL 25 GENNAIO A ROCCARASO? PER L'ADNKRONOS, IL GENERALE NON CI SARA' MA I RUMORS SOSTENGONO CHE IL GENERALE E SALVINI AVRANNO UN FACCIA A FACCIA, PROPRIO IN ABRUZZO - IL MILITARE ABBASSERÀ I TONI, RIALLINEANDOSI ALLA VECCHIA BASE LEGHISTA, O SALUTERÀ INAUGURANDO UN PARTITO SUO? - UNA FORMAZIONE “VANNACCIANA” POTREBBE VALERE TRA IL 2-3%. POCHINO MA IN GRADO DI ROMPERE LE UOVA ALLA LEGA E AL CENTRODESTRA...

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...