erdogan merkel

PUNTUALE COME UNA TASSA SULLA MISERIA UMANA, ARRIVA IL RICATTO DI ERDOGAN ALL'EUROPA: O MI DATE ALTRI TRE MILIARDI O CONTINUO A INONDARVI DI PROFUGHI - IL SULTANO VUOLE LA TERZA TRANCHE DOPO I 6 MILIARDI SGANCIATI IN QUATTRO ANNI, E VISTO CHE LA ROTTA CHE PASSA PER LA GRECIA ARRIVA IN AUSTRIA, GERMANIA E CENTRO EUROPA (MICA ITALIA), SCOMMETTIAMO CHE SARÀ PRESTO ACCONTENTATO?

 

1. IL RICATTO DEL SULTANO: ALTRI TRE MILIARDI PER FERMARE L'ONDATA

Dall'articolo di Alberto D'Argenio per ''la Repubblica''

https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2020/03/01/news/bruxelles_unione_europea_erdogan_turchia_siria_migranti_frontiere-249989320/

 

 

recep tayyip erdogan e angela merkel 1

Il ricatto del Sultano gli europei se lo aspettavano, ma non così in grande stile. E pensare che il governo tedesco da tempo premeva sui partner per prendere quella (sofferta) decisione che avrebbe evitato di arrivare alla riapertura del flusso di migranti verso l'Europa: versare a Erdogan una nuova tranche di soldi per continuare a ospitare nel suo Paese i 3,6 milioni di rifugiati siriani, afgani e iracheni in ossequio all'accordo firmato con l'Unione nel 2016. La terza, dopo i 6 miliardi offerti ad Ankara dai nostri governi negli ultimi quattro anni.

 

Ora la decisione non è più rinviabile, per quanto difficile. I leader dell'Unione europea dovranno discuterne al vertice del 26 e 27 marzo a Bruxelles.

 

Non tutti i Paesi sono contenti di versare nuovi soldi al Sultano, ma la decisione appare ineluttabile visto che a Berlino, Vienna e nelle altre capitali dell'Europa centro-orientale il pensiero della riapertura della Rotta balcanica e di arrivi in massa come quelli del 2015 è un vero incubo politico. Senza contare la crisi umanitaria in Grecia.

 

MERKEL ERDOGAN

Da stabilire se firmare un nuovo assegno da 3 miliardi di euro, come i due precedenti, o se questa volta optare per una cifra inferiore, ma comunque non sotto il miliardo.

 

(…)

 

 

2. EMERGENZA PROFUGHI SIRIANI, 10MILA PREMONO SULLA GRECIA

Enrico Tibuzzi per l'ANSA

 

L'Europa prova a mobilitarsi per cercare una soluzione al nuovo assalto dei migranti alle sue frontiere esterne e per disinnescare la bomba del conflitto tra Turchia e Siria. Ma la strada da percorrere per arrivare a sciogliere i nodi sul tappeto appare lunga, piena di ostacoli e tutta in salita. Anche se nei prossimi giorni i ministri degli Esteri dell'Unione proveranno a fare del loro meglio in occasione della riunione straordinaria del Consiglio convocata dall'Alto rappresentante Josep Borrell. I numeri e le notizie che giungono dalle aree di confine tra Grecia e Turchia sono agghiaccianti.

 

PROFUGHI - FAMIGLIA SIRIANA APPRODATI DALLA TURCHIA A ISOLA DI LESBO IN GRECIA

I migranti che Ankara ha lasciato liberi di ammassarsi sul confine, secondo l'Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim), sono oltre 13000, tra cui donne e bambini costretti a vivere in condizioni indicibili. Atene, dal canto suo, ha fatto sapere che nelle ultime 24 ha respinto circa 10 mila migranti che cercavano di passare il confine illegalmente. Altri 2000 si sarebbero concentrati nei pressi del varco di Pazarkule, mentre alcune centinaia, a bordo di gommoni, sono sbarcati sull'isola greca di Lesbo. Dove però, almeno in alcuni casi, sono stati oggetto di un'accoglienza tutt'altro che amichevole da parte della popolazione locale.

 

Protagonista indiscusso di questa tragedia umanitaria è e resta il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, deciso per ora a non arretrare di un centimetro dalle sue posizioni. Erdogan da un lato chiede all'Ue di mantenere gli accordi stipulati nel 2016, quando gli allora 28 promisero 6 miliardi di euro di aiuti ad Ankara per finanziare l'accoglienza non solo dei siriani, ma anche di afghani, iracheni e di altre etnie in fuga dalla fame e dalle guerre. In tutto 3,6 milioni di persone 'ospitate' sul territorio turco. Dall'altro il presidente turco, a capo di un Paese membro della Nato, continua a combattere in Siria, nell'area di Iblid, contro un nemico che gode del pieno appoggio, non solo politico, di Mosca.

 

yannis behrakis un campo profughi sullisola grecha di lesbo

Deciso più che mai ad affermare la sua forza e a vendicare i suoi soldati morti nei giorni scorsi in un attacco del regime. Come avvenuto oggi con il lancio di una nuova offensiva in territorio siriano. In questo contesto, a poco o niente sono valsi finora gli appelli lanciati da Oim, papa Francesco, i vertici Ue e tanti altri a tutte le parti in conflitto per porre fine alle violenze. Ma anche alle sofferenze della popolazione vittima dei combattimenti e dei migranti in cerca di un futuro migliore.

 

 Per ora la tensione continua quindi a salire. Il governo greco ha convocato una riunione d'emergenza per fare il punto della situazione. Mentre si guarda con cauta speranza all'incontro, annunciato dai media turchi, tra Erdogan e Putin che si dovrebbe tenere il 5 marzo a Mosca. Intanto Frontex, l'Agenzia per la difesa delle frontiere esterne dell'Ue, ha annunciato l'invio di mezzi e uomini supplementari per dare man forte alla Grecia.

PUTIN ERDOGAN

 

E Borrell - dopo aver ribadito per l'ennesima volta che la soluzione al conflitto in Siria può essere solo politica - ha confermato il pieno sostegno dell'Unione sia ad Atene sia alla Bulgaria, anch'essa confinante con la Turchia e quindi esposta alle pressioni che Ankara sta esercitando con l'apertura del flusso dei migranti.

JOSEP BORRELL

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