PUTIN È UN BEL COJONE: SI È IMPANTANATO IN UCRAINA E... SI È ANCHE ROVINATO LE VACANZE! - NEANCHE QUEST'ANNO "MAD-VLAD" ANDRÀ NELLA SUA RESIDENZA A SOCHI, LA "SAINT-TROPEZ RUSSA": IL TIMORE È CHE LA SUA VILLA VENGA BERSAGLIATA DAI DRONI DI KIEV (LA COSTA DEL MAR NERO OSPITA DECINE DI RAFFINERIE OGGETTO DI CONTINUI ATTACCHI DA PARTE DI ZELENSKY) - PUTIN È OSSESSIONATO DALLA PROPRIA SICUREZZA: DAL 2023, PASSA BUONA PARTE DEL TEMPO TRA MOSCA, SAN PIETROBURGO E L’ALTRA RESIDENZA PRESIDENZIALE, SUL LAGO VALDAI - IL "CORRIERE DELLA SERA": "È LA FINE DI UNA GRANDE AMBIZIONE IMPERIALE, CHE IN SOCHI AVEVA INDIVIDUATO IL PALCOSCENICO PER I MARI CALDI, TROVANDO LA SUA PLASTICA RAPPRESENTAZIONE NELLE OLIMPIADI INVERNALI DEL 2014"
Estratto dell'articolo di Paolo Valentino per il “Corriere della Sera"
la dacia di sochi di vladimir putin 1
Un vecchio adagio russo, all’evidenza molto maschilista, dice che «andare a Sochi con una ragazza è come andare a Tula col samovar». Nella Russia zarista, intorno al 1830, Tula, la città 200 chilometri a Sud di Mosca, era infatti diventata il principale centro di fabbricazione del celebre scaldacqua.
Tra il 2014 e il 2021, Vladimir Putin a Sochi, la Saint-Tropez della Federazione, è andato in media una trentina di volte l’anno. Per quanto se ne sappia da solo, probabilmente in omaggio al proverbio. Era la sua Mar-a-Lago [...]
Un po’ per il clima mite consigliato per curare la forma di leucemia di cui soffrirebbe, un po’ perché la città sul Mar Nero ne incarna la proiezione imperiale verso il Mediterraneo, non ultimo anche per la bellezza muliebre che vi abbonda, lo zar adorava passare molto tempo nella lussuosa residenza, ribattezzata il Cremlino del Sud, dove riceveva capi di Stato e primi ministri.
vladimir putin ospita silvio berlusconi nella dacia a sochi
Non più. Ieri erano 322 giorni che Putin non si è più recato a Sochi. L’ultima volta che ha visitato la regione di Krasnodar è stato infatti nell’ottobre 2025, in occasione di un evento del Valdai Club. Secondo l’agenzia indipendente Agentstvo, lo scorso anno e in quello precedente il presidente russo è stato in città appena quattro volte in tutto. A tenerlo lontano è la guerra in Ucraina.
Oltre a essere meta prediletta dei russi per le vacanze estive, la costa del Mar Nero ospita anche decine di raffinerie e terminali petroliferi, diventati oggetto di continui attacchi da parte dei droni di Kiev.
Lunedì scorso, le forze ucraine hanno colpito l’impianto di Nizhnekamsk, nel non distante Tatarstan, uccidendo almeno 12 persone. Una settimana prima, un drone era caduto sulla spiaggia di Arkhipo-Osipovka, località turistica non lontano da Sochi, causando la morte di sette persone, di cui quattro bambini, e il ferimento di altre quaranta.
I comandi di Kiev sostengono di programmare i droni solo contro siti militari e infrastrutture energetiche e che i danni collaterali nelle aree civili accadono solo quando questi vengono intercettati e abbattuti dalle difese aree russe prima di raggiungere l’obiettivo.
È un fatto che allarmi aerei, esplosioni di droni, incendi, perdite di petrolio nel mare e code alle stazioni di rifornimento sono diventati parte integrante delle ferie per i russi che ancora scelgono Sochi e la regione limitrofa come meta. Sono sempre meno comunque. Secondo i dati ufficiali forniti da Amos, l’associazione albergatori del Mar Nero, nell’ultimo anno le presenze si sono infatti ridotte dell’11%, con punte del 20% in meno nelle prenotazioni d’albergo e un calo del 40% negli arrivi all’aeroporto di Sochi.
Eppure, una maggioranza di semplici cittadini russi continua sfidare il rischio della guerra e a trascorrerci le sue vacanze. Una ragione è che non hanno molte alternative da quando Putin ha invaso l’Ucraina, scatenando le sanzioni internazionali: i visti turistici vengono dati col contagocce da molti Paesi europei, non ci sono più voli diretti ed è anche diventato impossibile pagare con carte di credito russe. Risultato, al momento, l’80% dei russi fa vacanze in patria e di loro l’11% si ostina ancora a prenotare nella regione di Krasnodar.
Ma il grande assente è lui, Vladimir Putin. Ossessionato dalla propria sicurezza personale, lo zar ha quasi ridotto a zero le visite dall’autunno 2023, quando i primi droni hanno cominciato a cadere su Sochi. Da allora, buona parte del tempo il leader del Cremlino la passa tra Mosca, San Pietroburgo e l’altra residenza presidenziale sul Lago Valdai.
Anche adesso, che le elezioni per la Duma in settembre gli hanno imposto di uscire dall’isolamento, Putin si è tenuto alla larga dalla regione che ha tanto amato: i suoi viaggi regionali attraverso la Federazione sono stati tutti o quasi fuori dalla Russia europea, a Est degli Urali, dove i droni ucraini colpiscono meno di frequente.
drone ucraino abbatte una nave russa nel mar nero 4
È la fine di una grande ambizione imperiale, che in Sochi aveva individuato il palcoscenico per i mari caldi, sulle orme di Caterina II, trovando la sua plastica rappresentazione nelle Olimpiadi invernali del 2014. Orchestrata da Vladislav Surkov, il mago del Cremlino, la cerimonia di apertura dei Giochi era stata una summa della visione putiniana, celebrazione della Russia eterna che comprendeva e abbracciava tutto: gli Zar, Lenin, la Grande Guerra Patriottica, lo Sputnik, la nuova Russia post-comunista, la riconquista del Russkij Mir che sarebbe iniziata pochi mesi dopo con l’annessione della Crimea. [...]
drone ucraino abbatte una nave russa nel mar nero 3
PUTIN A SOCHI DOVE MANCA LA NEVE


