PUTIN VUOLE TRASFORMARE IL PARLAMENTO IN UNA GRANDE CASERMA! – IN RUSSIA, ALLE ELEZIONI PER IL RINNOVO DELLA DUMA DEL 20 SETTEMBRE, LE DIECI LISTE AMMESSE SONO TUTTE SCHIERATE CON IL CREMLINO E PER LA GUERRA IN UCRAINA – “RUSSIA UNITA” CANDIDA 76 VETERANI, MENTRE TRA GLI ASPIRANTI DEPUTATI FIGURANO MILITARI, ESPONENTI DELLE AMMINISTRAZIONI DEI TERRITORI OCCUPATI E UOMINI DELL’APPARATO DI SICUREZZA E MILITARE-INDUSTRIALE – “JABLOKO”, L’UNICO PARTITO CONTRO “MAD VLAD” E ALL’INVASIONE, È STATO ESCLUSO DALLE LISTE…
Estratto dell’artciolo di Maurizio Carta per Domani
Le elezioni per il rinnovo della Duma si concluderanno il 20 settembre.
[…] Quanto al sistema consociativo che vige in Russia, le dieci liste ammesse dalla Commissione elettorale centrale – Russia Unita (il partito fondato da Putin e Shoigu), Rodina, Liberal-democratici, Comunisti Federazione Russa, Russia Giusta, Nuove Persone, Pensionati, Comunisti di Russia, Verdi e Democrazia Diretta – sono tutte schierate a senso unico, in particolare le prime cinque. Si tratta, in sostanza, del partito collettivo della guerra, l’unico ammesso a concorrere.
L’ASSENZA DI PLURALISMO
A latere, fino alla fine, ci ha provato anche Jabloko (“Mela”), il solo partito contro Putin e contro l’invasione dell’Ucraina. Lo scorso 10 agosto la Commissione elettorale centrale lo ha però escluso dalla partecipazione alla corsa per i seggi assegnati con il proporzionale.
I 141 candidati di Jabloko correranno dunque solo nei collegi uninominali, in nessun caso con la possibilità di vincere (tranne qualche sorpresa che andrebbe oltre il clamoroso). (…) Oggi due vicepresidenti (Šlosberg e Kruglov) e diversi altri membri del partito sono in carcere o in colonia penale. Segno evidente, oltre alla brutalità, che il regime non sia particolarmente perspicace né troppo sicuro di sé.
Considerando tutto il periodo post sovietico, l’assenza in Russia di reale pluralismo non è mai stata così forte.(…)
PARLAMENTO GUERRAFONDAIO Tuttavia, persino da una duma che nasce su questi presupposti, c’è da aspettarsi qualcosa di nuovo e inquietante. Sarà infatti il parlamento di chi la guerra l’ha fatta e di chi dalla guerra aspetta un premio. Tutti i partiti hanno dato gratifiche ai partecipanti alla cosiddetta Operazione militare speciale.
Russia Unita, che candida addirittura 76 “veterani”, durante le primarie di partito ha previsto un meccanismo premiante che dava un bonus del 25 per cento delle preferenze a questi candidati. Categoria, quella dei veterani, che è insufficiente a descrivere il contesto generale, perché il 20 settembre si presenteranno anche esponenti delle amministrazioni dei territori occupati, gente colpita da sanzioni, propagandisti, funzionari, eccetera.
vladimir putin al congresso di russia unita 3
Alla fine, i nomi controversi sono tanti. Tra i militari, ad esempio, c’è Nursultan Mussagaleev, accusato dal servizio di sicurezza ucraino di aver fatto parte delle operazioni a Buca (l’accusa è di aver rapito, torturato e fatto uccidere un giovane del luogo).
È terzo nella lista di Russia Unita del gruppo regionale di Orenburg: ottima posizione, quasi blindata. Sempre allo scempio di Buca, secondo un’inchiesta della Novaja Gazeta, potrebbe esser legato Eduard Šonov, membro della 45ª brigata dei VDV (forze speciali, paracadutisti), brigata che appunto partecipò all’occupazione della cittadina alle porte di Kiev.
Šonov corre in un collegio uninominale moscovita per Russia Unita, l’elezione è a portata di mano. Ma i nomi da considerare sono davvero tanti. C’è Aleksandr Lapin, accusato dalle autorità ucraine di aver partecipato all’attacco al centro commerciale Epizentr di Charkiv (19 morti); per lui, secondo posto nella lista di Russia Unita in Tatarstan (elezione sicura).
VLADIMIR PUTIN AL FORUM ECONOMICO DI VLADIVOSTOK - FOTO LAPRESSE
Ci sono poi membri della 5ª brigata corazzata separata (strage di una colonna di civili nella regione di Kiev), della 155ª brigata della fanteria di marina (Irpin, Hostomel’, Buca). C’è Sergey Zacharcenko, figlio di Aleksandr, ex capo della Repubblica Popolare di Doneck (candidato del partito comunista di Zjuganov). C’è Vitalij Nariznij, ex procuratore della Repubblica popolare di Lugansk (sempre candidato comunista).
La lista dei candidati che hanno avuto ruoli centrali nell’Ucraina occupata è lunghissima. (…)
Se a tutti questi aggiungiamo i candidati legati all’apparato di sicurezza e al complesso militare-industriale, il quadro è quasi al completo. Migliaia di candidature figlie della campagna bellica, spesso coinvolte nel programma “Tempo degli eroi”, progetto presidenziale lanciato nel 2024 che prevede un corso di formazione manageriale volto a preparare i dirigenti della pubblica amministrazione e delle aziende statali a partire dai partecipanti alla guerra contro l’Ucraina. Insomma, la nuova infornata di deputati sarà l’ultimo e decisivo contributo del Cremlino alla trasformazione della Russia in grande caserma.
vladimir putin al congresso di russia unita
VLADIMIR PUTIN AL FORUM ECONOMICO DI VLADIVOSTOK - FOTO LAPRESSE



