“QUANDO GOVERNA, LA DESTRA NON FA COME NOI E NON CONTINUA A INVOCARE DISCONTINUITÀ” – VOLANO GLI STRACCI TRA BEPPE SALA E IL SEGRETARIO DEM DI MILANO, ALESSANDRO CAPPELLI, FEDELISSIMO DI SCHLEIN, CHE INVOCA UN CAMBIO DI PASSO PER IL CAPOLUOGO LOMBARDO IN VISTA DELLE ELEZIONI COMUNALI DEL 2027 – DIETRO L’ATTACCO, LA VENDETTA DI ELLY NEI CONFRONTI DI SALA, “COLPEVOLE” DI AVER PARTECIPATO, PRIMA DI NATALE, ALLA CENA SUL FUTURO DEL CENTROSINISTRA, ORGANIZZATA DA ROMANO PRODI, CON L’EX DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE ERNESTO MARIA RUFFINI, PAOLO CIANI, VICINO A SANT'EGIDIO, E IL SENATORE GRAZIANO DELRIO - L’INIZIATIVA È STATA LETTA AL NAZARENO COME UNA MOSSA ANTI SCHLEIN…
M.T.M. per il "Corriere della Sera" - Estratti
A Milano le elezioni comunali saranno nel 2027, ma la partita della successione a Giuseppe Sala è già aperta, come dimostra l’intervista del Corriere della Sera al segretario dem del capoluogo lombardo Alessandro Cappelli.
Tra le varie affermazioni dell’esponente pd, fedelissimo di Elly Schlein, una in particolare ha colpito il sindaco di Milano, che ha replicato seccamente.
Cappelli invoca un cambio di passo per la città. Sala interpreta quella frase come un attacco e risponde per le rime: «Discontinuità? Quando la destra è al governo non continua a invocare discontinuità. A sinistra evidentemente siamo più furbi, molto più furbi».
Lo scambio di battute tra Cappelli e Sala ha creato qualche malinteso. Qualcuno nel Pd ha immaginato che il partito volesse scaricare il sindaco.
E le voci più disparate si sono rincorse per qualche ora. Soprattutto quella secondo cui i dem volevano colpire Sala, «reo» di aver partecipato, prima di Natale, alla cena organizzata da Romano Prodi, con l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, il vice capogruppo del Pd alla Camera Paolo Ciani (vicino a Sant’Egidio) e il senatore Graziano Delrio. Portata principale dell’incontro conviviale a casa del «Professore» (che infatti ha scelto personalmente gli invitati), il futuro del centrosinistra. L’iniziativa è stata letta al Nazareno come una mossa anti Schlein.
Ma al di là dei movimenti del Pd e dintorni per evitare che la segretaria dem si candidi a Palazzo Chigi alle prossime elezioni politiche, giocando in prima persona il ruolo dell’anti-Meloni, il botta e risposta tra Sala e Cappelli in realtà ha molto più a che fare con la realtà milanese.
graziano delrio saluta romano prodi foto di bacco (2)
E, infatti, onde evitare ulteriori speculazioni, in serata il segretario del Partito democratico del capoluogo lombardo, in un post, tenta di ridimensionare la polemica con il sindaco: «Il centrosinistra ha cambiato dal 2011 la città e siamo molto orgogliosi del lavoro fatto in questi 15 anni. Questo non è affatto incompatibile con l’idea che, da qui in avanti, Milano avrà bisogno di risposte nuove».
Dunque, nonostante i rapporti tra Sala e Schlein siano tutt’altro che idilliaci, l’intervista di Cappelli non era un attacco al sindaco. In realtà l’obiettivo era quello di avviare la pratica della successione al primo cittadino di Milano.
È un passaggio importante, a cui il Pd guarda già adesso, anche perché i sondaggi danno il centrosinistra largamente avanti rispetto alla destra.
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