zuppi meloni trump

“UN'ASSENZA SPIACEVOLE” – OGGI LA PRIMA RIUNIONE DEL CLUB DEI PUZZONI BY TRUMP E LA CASA BIANCA STRIGLIA IL VATICANO: “LA PACE NON È QUESTIONE DI PARTE” – SORGI: “PREOCCUPA IL CENTRODESTRA LO SCHIERAMENTO DEL VATICANO CONTRO IL BOARD OF PEACE DI TRUMP E QUELLO DELLA CONFERENZA EPISCOPALE PER IL 'NO' AL REFERENDUM DEL 22 MARZO. MA QUANTO PUÒ PESARE LA CHIESA? IN QUESTO REFERENDUM, IL QUORUM NON C'È. I SONDAGGI PREVEDONO FINORA UN TESTA A TESTA TRA "SÌ" E "NO" CON UNA FORTE PERCENTUALE, FINO A UN TERZO, DI INDECISI. LO SCHIERAMENTO DEI VESCOVI, IN TESTA A TUTTI IL CARDINAL ZUPPI, PRESIDENTE DELLA CEI, PUÒ QUINDI FARE LA DIFFERENZA…”

 

1 - QUANTO PESA IL VOTO DEI VESCOVI 

Marcello Sorgi per “la Stampa” - Estratti

 

il giuramento di matteop zuppi prima del conclave

Preoccupa il centrodestra lo schieramento del Vaticano contro il Board of Peace di Trump e quello della Conferenza episcopale per il "no" al referendum del 22 marzo. Ma quanto può pesare la Chiesa al momento del voto? L'epoca del sostegno alla Dc, delle raccomandazioni dei parroci ai fedeli di "votare per un partito democratico e cristiano" è finita da tempo. 

 

Da Wojtyla in poi i Papi stranieri hanno scelto una vocazione soprattutto spirituale, confermata da Leone XIV. Gli anni dei referendum sul divorzio e sull'aborto sono lontani, e comunque anche in quei casi, in cui i cattolici si divisero e la difesa della famiglia si assestò al 32 per cento, l'invito a votare "sì" per abrogare le leggi fu duramente sconfitto. 

Da allora a oggi la società italiana è molto mutata, così come la definizione dell'Italia come "Paese cattolico". Forse si può dire che l'influenza politica della Santa Sede non è poi così sensibile quando si schiera a favore, mentre lo diventa quando è esplicitamente contro. Lo è stata, da Papa Ratzinger al cardinal Ruini, nelle quattro consultazioni sulla fecondazione artificiale, fallite nel 2005 perché l'affluenza ai seggi si fermò al 25 per cento, anche se i "sì" alla parziale abrogazione della legge approvata dal centrodestra arrivarono a sfiorare il 90. 

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP

 

Probabilmente il quorum richiesto per la validità della metà più uno degli elettori non ci sarebbe stato lo stesso. Ma l'invito ai cattolici a non votare assicurò il fallimento. Tra centrodestra e vescovi un motivo di divisione è l'accoglienza negata agli immigrati. Così come del centrosinistra non sono accettate le proposte sui diritti Lgbtq+. 

 

In questo referendum, costituzionale, il quorum non c'è. I sondaggi prevedono finora un testa a testa tra "sì" e "no" con una forte percentuale, fino a un terzo, di indecisi.

 

Lo schieramento dei vescovi, in testa a tutti il cardinal Zuppi, presidente della Cei, può quindi fare la differenza. Sebbene sia chiaro da un paio di giorni che la premier Meloni, contraddicendo se stessa, abbia deciso di entrare a gamba tesa nella campagna referendaria. Quando i toni si alzano, in genere gli elettori tentati dall'astensione optano per restare a casa. Il "sì", per vincere, ha bisogno di una partecipazione dal 46 per cento in su. Il "no", al contrario, punta sulla scarsa affluenza. 

 

2 - LA CASA BIANCA STRIGLIA IL VATICANO "NEL BOARD ASSENZA SPIACEVOLE" 

Alberto Simoni per “la Stampa” - Estratti

matteo zuppi giura prima del conclave nella cappella sistina 2

 

Ci saranno oltre venti Paesi fra membri e osservatori – come l'Italia rappresentata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani – oggi al "Donald J Trump Institute of Peace" per la riunione del Board of Peace.

 

Non ci sarà il Vaticano a cui la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt ha riservato una risposta dopo la decisione della Santa Sede di non aderire all'organismo voluto da Trump e sostenuto dalle Nazioni Unite nell'ambito della risoluzione sul piano per Gaza. Leavitt ha definito la decisione «molto spiacevole». «Il Board è un'organizzazione legittima, la pace non dovrebbe essere una questione di parte, politica o controversa». 

giorgia meloni in conferenza stampa 4

La Santa Sede aveva ricevuto l'invito in gennaio ma ha declinato «a causa della natura particolare che evidentemente non è quella di altri Stati», aveva detto martedì il segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin. Il cardinale aveva sottolineato che a livello internazionale «dovrebbe essere l'Onu che gestisce situazioni di crisi». 

 

E proprio questo aspetto – ovvero l'estensione del mandato del Board of Peace ben oltre il perimetro di Gaza ponendosi come un'alternativa alle Nazioni Unite – ha spinto la stragrande maggioranza delle Nazioni europee a non aderire. Unici membri effettivi sono l'Ungheria e la Bulgaria, quest'ultima attende il formale via libera del parlamento. 

matteo zuppi giura prima del conclave nella cappella sistina 3

Altri Paesi, come l'Italia, partecipano come osservatori.

 

Il ministro Tajani è arrivato nella notte a Washington. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che solo lunedì ha rotto gli indugi su una sua presenza a Washington, ha inviato un funzionario del ministero degli Esteri. La Commissione europea sarà rappresentata dalla Commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Suica.

 

La decisione del team di Ursula von der Leyen ha suscitato parecchi malumori. Il rappresentante permanente di Parigi alla Ue durante la riunione del Coreper con i parigrado ha espresso «critiche molto esplicite» per la decisione della Commissione. Saranno comunque presenti, a quanto si apprende da fonti bruxellesi, delegati di 14 Paesi europei, tutti in veste di osservatori. Lo "status" dell'inviato differisce: se l'Italia è rappresentata al massimo grado con il vicepresidente del Consiglio (così come la Repubblica Ceca), la Polonia manda un consigliere della presidenza mentre Cipro e Grecia invieranno rispettivamente il ministro degli esteri e un viceministro. 

matteo zuppi giura prima del conclave nella cappella sistina 4meloni tajani

 

(...)

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO