1- LA QUERELLE CON SCAZZO BOCCHINO-BEGAN FA RISORGERE I FASTI DEL BAGAGLINO 2- DOPO LA DENUNCIA PER DIFFAMAZIONE L’APER REGINA MEDITA UNA QUERELA PER STALKING E ALLA BISOGNA CONSERVA SUL CELLULARE TUTTI I MESSAGGINI DEL SUO EX. 3- “L'ULTIMO? "VADO DAL GIUDICE E GLI RACCONTO COME HAI FATTO AD AVERE IL PASSAPORTO" 4- INSINUA IL PORTACHIAVI DI FINI: “LA SIGNORA BEGANOVIC, IL SUO VERO COGNOME, MI HA RACCONTATO DELLE COSE INCREDIBILI SU BERLUSCONI. NO, NON LE POSSO RIPETERE E NEMMENO CI CREDO. MA È LA PROVA DELLA SUA ABITUDINE ALLA DIFFAMAZIONE»” 5- DA GIANPI ALL’APE REGINA: CRUDI E SCANDALI AL RISTORANTE “ASSUNTA MADRE”

1- L'IRA DI BEGAN ‘DENUNCIO BOCCHINO PER STALKING'
Lorenzo Salvia per il "Corriere della Sera"

Minaccia lei: «Il signor Bocchino continua a cercarmi ogni giorno con sms e telefonate. Se va avanti così lo denuncio per stalking». Insinua lui: «La signora Beganovic, il suo vero cognome è questo, mi ha raccontato delle cose incredibili su Berlusconi. No, non le posso ripetere e nemmeno ci credo. Ma è la prova della sua abitudine alla diffamazione».

Sarà anche vero che quando finisce un amore non capisci più niente, come da lamento in musica di Riccardo Cocciante. Ma stavolta le cose erano apparse difficile da comprendere fin dall'inizio.

Lei è Sabina Began, detta ape regina per la vicinanza a Berlusconi e alle sue feste, anche se ci tiene a ripetere che il suo vero soprannome è bunga bunga. Lui è Italo Bocchino, scissionista di rito finiano che a Berlusconi ha dato tra le altre cose dell'«eversore» invitandolo a dimettersi come Ben Alì. La loro storia comincia a giugno ad un tavolo del ristorante Assunta Madre di Roma. Un incontro casuale, dicono tutti e due.

Ma tre mesi dopo, forse un record, è già arrivato il momento della carta bollata. Bocchino ha denunciato la Began per diffamazione dopo che lei ha rivelato su Vanity fair i loro sms privati. Lei medita una querela per stalking e alla bisogna conserva sul cellulare tutti i messaggini del suo ex. «Vuole sapere l'ultimo?», dice dopo un'abbuffata di carote e finocchi che chiude il suo ennesimo «digiuno spirituale» di tre giorni. Certo. «Glielo leggo: "adesso vado dal giudice e gli racconto come hai fatto ad avere il passaporto". Capito che tipo? Peccato che io il passaporto non ce l'ho. È solo una minaccia per farmi stare male». Bocchino smentisce, come farebbe ogni ex preso in castagna: «Non ho più nemmeno il suo numero di cellulare».

Ma quello che conta davvero non sono i cocci di un amore finito male. Bocchino sospetta che non sia stata una storia di mezza estate ma un trappolone organizzato da Berlusconi per far perdere la faccia ad uno dei suoi nemici. Sospetto rafforzato da un indizio: le foto che li hanno pizzicati insieme in costiera amalfitana sono finite su Chi, settimanale della famiglia Berlusconi.

E qui più che alla carta bollata siamo agli stracci: «Italo... - dice Began - cioè il signor Bocchino mi chiedeva di aiutarlo a fare pace con Berlusconi che era arrabbiato con lui soprattutto per la storia della Carfagna. E io c'ero quasi riuscita». In che senso? «Ne ho parlato con il presidente. Lui mi ha detto che Bocchino lo insultava tutti i giorni ma che se stava con me doveva essere una brava persona. Ci avrebbe pensato, mi disse». Poi sono arrivate le foto su Chi, e Bocchino non l'ha presa affatto bene.

Nella denuncia che presenterà oggi sostiene che è stata la stessa Began ad «annunciarmi una vendetta al telefono». E questo dopo che lui l'aveva presa in giro dicendo che «affidare una mediazione a lei sarebbe come nominare Rambo ambasciatore».

Come molti uomini, finita l'estate Bocchino chiude la parentesi: «Ci sono troppe cose importanti da fare per occuparsi della Beganovic. Non lo so, forse all'inizio era sincera ma poi è stata manovrata». Come molte donne, lei non cede di una virgola: «Se amo ancora Italo? Non sono mai stata innamorata di nessuno. Solo di Berlusconi ma platonicamente, ci mancherebbe».

2- DA GIANPI ALL'APE REGINA: CRUDI E SCANDALI DA "ASSUNTA MADRE"
Da "il Fatto quotidiano"

Fuori, via Giulia, di notte: via vai di Benltey, Jaguar, Ferrari, incastrate l'una dietro l'altra sui sampietrini. Dentro Assunta Madre: pesce allo stato puro. Ma soprattutto eterno casting di personaggi usciti da un film mezzo Fellini mezzo Scarface. O, più semplicemente, dai faldoni dell'inchiesta Tarantini.

"Ma non hai capito Gianpà... - urla Lavitola al compare - la questione è, digli pure a Ninni di non andare con la borsa di Cartier là... , di cercare di andare una volta in meno al ristorante, perché quello non è il problema se ci va una volta a settimana, il problema è che quando ci vai... chi vuole rompere il cazzo, fa la fotografia che tu entri da Assunta Madre, se il pranzo è 100 euro loro mettono 200, se esce tutto elegante, ingioiellato che cazzo ne so... e fanno la relazione, hai capito?". Relazioni, appunto.

Da Assunta Madre è questo il piatto vero della casa, magari mascherato da carpacci di dentice e di gamberi rossi, pezzogne e cannolicchi. Generone Bella Vita, ma anche facce mascellate, armate di rolex, soldi arrotolati e immancabili accompagnatrici impossibili da non notare. Gran maestro di cerimonia lui, Giovanni Micalusi da Terracina. Per tutti Johnny. Grosso, indubbiamente. Ma anche fine e svelto, un po' lupo di mare un po' broker da banchina. Nel ristorante resta vago se i trofei siano i crudi o i De Niro e gli Elton John che fanno bella mostra nelle foto ricordo.

Per non far mancare nulla compilano il book anche i nostri Sgarbi, Mora & co. Ci sono due scuole di pensiero su Assunta Madre. Quella minimalista: c'è il miglior pescato di Roma (a prezzi da gioielleria, s'intende ), quindi perché farsi distrarre dall'antropologia dei vicini di tavolo? E quella "strutturalista". Valgono un po' di giudizi che invadono i blog: "Il prezzo non vale il pesce seppur buono, inoltre è pieno di burini che ci vanno per farsi vedere con giovani discinte che a tavola non hanno mai imparato a stare composte".

Di certo non si scompongono Johnny e i suoi. Il gossip anzi è un ingrediente prezioso. "Tutto ebbe inizio da Assunta Madre" è la scritta che infatti ora campeggia sul facebook del ristorante. Il post più aggiornato - più sotto recensioni culinarie e un reso-conto sulla visita agostana di Woody Allen - rimanda a un articolo su Bocchino e Sabina Began.

Lei, l'ape regina delle feste del caimano a Villa Certosa, candida racconta a "Chi": "Ho trascorso una breve vacanza a Ravello con Italo. Abbiamo utilizzato un'auto di servizio e c'era anche la scorta". E ancora: "Ci siamo incontrati a Roma, due mesi e mezzo fa, al ristorante Assunta Madre, dove vado spesso". "Si è seduto al mio tavolo, dove ero a cena con due amiche". E infine: "Lui ci prova un po'". Pesca a strascico. Chissà cosa ne pensa Johnny.

 

BOCCHINO CON LA BEGAN Bocchino e la BeganBocchino e la BeganBocchino e la BeganBocchino e la BeganBOCCHINO SALE IN AUTO CON LA BEGANBocchino e la BeganRISTORANTE 'ASSUNTA MADRE' IN VIA GIULIA

Ultimi Dagoreport

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!