merkel e la bambina palestinese

TEDESCA AD HONO-REEM - PARLA LA RAGAZZINA PALESTINESE, REEM SAHWIL, CHE PIANSE DAVANTI ALLA MERKEL - LA SUA ODISSEA TRA FUGHE, OSPEDALI E RICHIESTE D’ASILO...

Testo di Jesse Coburn per “The New York Times” pubblicato da “la Repubblica”

REEMREEM

 

Non si è fatta commuovere dalla Grecia, abbracciando fino in fondo il suo ruolo di guardiana delle regole dell’Unione europea. Ma una piccola richiedente asilo mediorientale con le lacrime agli occhi, la settimana scorsa, ha messo in difficoltà la cancelliera tedesca Angela Merkel, sollevando dubbi sulla sua capacità di compassione e richiamando l’attenzione sul cruciale dilemma umanitario che attanaglia l’Europa.

 

E dire che questo episodio è avvenuto quasi per caso. «Non avevo assolutamente in mente di parlare alla cancelliera del problema dei rifugiati», dice Reem Sahwil, una ragazzina palestinese di 14 anni, intervistata lunedì scorso nell’appartamento di Rostock dove vive la sua famiglia.

 

Eppure lo ha fatto, in occasione di un forum pubblico con ragazzi e ragazze organizzato mercoledì scorso in questa città, e il video del botta e risposta ha avuto ampia diffusione in rete. Le lacrime versate da Reem quando Frau Merkel le ha detto che no, non tutti i richiedenti asilo possono rimanere in Germania, hanno trasformato questa timida adolescente nel volto simbolo dell’ondata di sbarchi che sta colpendo l’Europa.

angela merkel e la profuga palestineseangela merkel e la profuga palestinese

 

Reem è una delle migliaia di persone arrivate negli ultimi anni in Europa occidentale dal Medio Oriente, dall’Africa e da altre parti del mondo alla ricerca di sicurezza e opportunità. La Germania è uno dei Paesi che ricevono più richieste di asilo di tutta l’Ue. Possono volerci anni per esaminare ogni domanda, e come ha fatto notare la Merkel, molte vengono respinte.

 

Ma una legge attualmente all’esame del Bundestag sta offrendo a richiedenti asilo ben integrati come Reem nuove speranze di poter restare più a lungo nel Paese di adozione. Una revisione della normativa consentirebbe ad alcuni richiedenti asilo minorenni, che hanno frequentato le scuole tedesche e si sono integrati, l’opportunità di rimanere nel Paese a tempo indefinito, insieme ai genitori.

 

angela merkel e la profuga palestinese 9angela merkel e la profuga palestinese 9

Reem si sente a casa sua in Germania. «Sono stata trattata bene», ci dice, seduta su un copriletto disseminato di peluche. Insieme ai due fratelli più piccoli e ai genitori, Reem vive in un anonimo palazzone nella periferia della città. L’appartamento è stato messo a disposizione dalle autorità. I genitori di Reem non possono lavorare finché che la loro domanda d’asilo non è stata presa in esame, la famiglia vive grazie a un piccolo sussidio statale.

 

Reem, che dopo cinque anni in Germania parla un tedesco fluente, dice che vuole studiare e rimanere a vivere qui. Vuole lavorare come interprete o come insegnante di inglese, per aiutare altri a superare quelle barriere comunicative che lei stessa ben conosce. «Vedo quant’è fondamentale questa cosa, quando gli immigrati arrivano qui».

 

È nata in un campo profughi a Baalbek, in Libano, nel 2000. È nata settimina e ha un tendine di Achille più corto e una paralisi cerebrale infantile che le ha paralizzato parzialmente il lato sinistro e le rende difficile camminare. Suo padre Atef faticava a pagare le sue cure mediche con il suo stipendio da saldatore. Nell’estate del 2006, quando la guerra fra Israele e Hezbollah sconvolse la loro esistenza a Baalbek, i Sawhil scapparono in Siria per qualche mese, stabilendosi in altro campo profughi. Quando la famiglia tornò in Libano, Reem si ruppe la gamba destra in un incidente d’auto. «Doveva essere la mia gamba sana», dice ridendo e indicandosi una profonda cicatrice sulla fronte, altro ricordo dell’incidente.

angela merkel e la profuga palestinese 8angela merkel e la profuga palestinese 8

 

Dopo anni di cure inadeguate, i Sawhil nel 2010 fecero domanda per ottenere un visto sanitario per la Germania, e volarono a Düsseldorf per far operare Reem alla schiena, pagando il viaggio con soldi prestati dal datore di lavoro del padre e donazioni della Croce Rossa, parenti e vicini. «Ci rivolgevamo a persone che non conoscevamo neppure: bussavamo alla porta e chiedevamo aiuto», racconta Reem. Quell’operazione è stata la prima di una serie di procedure mediche a cui si è sottoposta in Germania, che hanno spinto la sua famiglia a decidere di rimanere presentando domanda di asilo.

 

«Papà non riusciva più a sopportarla », dice Reem alludendo alla difficile vita della famiglia in Libano. I Sawhil inizialmente hanno presentato domanda d’asilo in Svezia, che però l’ha respinta perché le regole Ue stabiliscono che la domanda dev’essere gestita dal primo Paese dell’Unione in cui entra il rifugiato. La famiglia è quindi tornata in Germania e ha presentato domanda d’asilo. Le autorità tedesche (come ha detto Reem alla Merkel durante il loro drammatico incontro) l’hanno respinta, ma la famiglia ha presentato appello.

angela merkel e la profuga palestinese 7angela merkel e la profuga palestinese 7

 

Indipendentemente dai risultati di questi sforzi, Roland Methling, il sindaco di Rostock, ha detto che farà tutto quanto è in suo potere per aiutare famiglie residenti nel suo territorio come i Sawhil a rimanere in Germania. «La Germania, l’Europa e specialmente la Palestina hanno bisogno di figure come Reem», scrive il borgomastro di Rostock.

 

La ragazza frequenta una scuola con strutture per studenti disabili. Ha iniziato le vacanze estive questa settimana. «Quando sono a scuola, sento che sto facendo qualcosa per la mia vita », dice. Aggiunge che le sue materie preferite sono inglese e tedesco, in cui quest’anno è stata l’unica della sua classe ad avere il massimo dei voti. Reem era una delle studentesse invitate a partecipare al forum con la cancelliera. «La politica a volte è dura», aveva detto la cancelliera, dimostrando, secondo alcuni commentatori, mancanza di empatia. Altri hanno applaudito il candore della cancelliera, perfino la stessa Reem. «È stata sincera, trovo che sia una buona cosa».

angela merkel e la profuga palestinese 6angela merkel e la profuga palestinese 6

(Traduzione di Fabio Galimberti)

angela merkel e la profuga palestinese 5angela merkel e la profuga palestinese 5angela merkel e la profuga palestinese angela merkel e la profuga palestinese angela merkel e la profuga palestinese 3angela merkel e la profuga palestinese 3angela merkel e la profuga palestinese 4angela merkel e la profuga palestinese 4

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...