sigfrido ranucci valter lavitola natalia potenza laura cianfoni

RANUCCI, LA BOMBA, IL RISTORANTE: NATALIA POTENZA, EX COMPAGNA DI VALTER LAVITOLA, TORCHIATA PER 10 ORE DAI PM, PARLA DEI RAPPORTI TRA SIGFRIDO, A CUI HA DATO DEL “BUGIARDO” E DEL “PORCONE”, E VALTERINO: “SULLA BOMBA NON SO NULLA MA NEI GIORNI DOPO L’ATTENTATO SI SONO INCONTRATI, HANNO LASCIATO I TELEFONI LONTANO” (LA REPLICA DEL CONDUTTORE: “ERA UNA PRASSI ABITUALE”) – POI LA SIGNORA, CHE HA IL DENTE AVVELENATO CON LAVITOLA CHE L’HA TRADITA CON UNA ESTETISTA BRASILIANA, HA RACCONTATO DEGLI AFFARI CON IL "CEFALU’ BISTROT", DEL TENTATIVO DI ACQUISTARE 5.000 ACRI IN ZIMBABWE, DEL 'CARBON CREDIT'. E ANCORA LE “SCORCIATOIE” DI VALTERINO, L’AIUTO CHE RANUCCI AVEVA OFFERTO ALL’AMICO CERCANDO DI MEDIARE UN AFFARE, MAI CONCRETIZZATOSI, CON IL COSTRUTTORE DANIELE PULCINI. A TITOLO PERSONALE, SENZA SFRUTTARE 'REPORT' (“SPERO DI ESSERE STATO UTILE. SAI CHE TI VOGLIO BENE ANCH’IO. E ANCHE AI TUOI FIGLI”, SCRIVEVA IL GIORNALISTA) - ALTRI GUAI PER RANUCCI SONO IN ARRIVO DALLO ZIMBABWE... - VIDEO

https://www.rainews.it/articoli/2026/09/attentato-ranucci-ex-compagna-lavitola-in-procura-per-essere-ascoltata-da-p-0f5f4b66-1e73-4e97-becf-e9b1dc10674d.html

 

 

Andrea Ossino per repubblica.it - Estratti

NATALIA POTENZA

È stata ascoltata per 10 ore. Ha varcato i cancelli della cittadella giudiziaria di Roma ieri mattina, alle 10,15, accompagnata dalla sorella e da un’avvocata. Con un faldone blu e nero sotto il braccio. All’interno, circa un migliaio di pagine. Decine di documenti, soprattutto fiscali, che qualche minuto dopo sono finiti sul tavolo del pm Edoardo De Santis. Natalia Potenza, la compagna (ormai ex) di Valter Lavitola, lo ha consegnato di sua spontanea volontà dopo aver chiesto ai pm che indagano sull’attentato subito da Sigfrido Ranucci di essere ascoltata come persona informata sui fatti.

 

 

E così è stato. Ha parlato degli affari e dei rapporti, anche quelli tra il faccendiere e il giornalista: «Nei giorni dopo la bomba si sono incontrati, hanno lasciato i telefoni lontano», avrebbe detto. «Era una prassi, sarà accaduto decine di volte. Dopo l’attentato mi ha chiesto di vederci per la storia dei carbon credit, in vista della cena con Urban Vision aveva paura che non mi occupassi più di questa cosa dopo la bomba», ha spiegato il giornalista a Repubblica.

Natalia Potenza VALTER LAVITOLA

 

È solo una delle circostanze emerse durante il colloquio con i pm. La parte più rilevante ha riguardato il nuovo fronte dell’indagine, quello che riguarda gli affari di Lavitola. Natalia Potenza li conosce bene. Ha trascorso gli ultimi 15 anni con l’ex direttore dell’Avanti!, sopportando le diverse peripezie legali e imprenditoriali. Lo ha conosciuto durante la latitanza in Argentina, lo ha supportato nel corso dei processi, lo ha aiutato a rialzarsi. Gli è stata vicina anche quando ha scoperto che la procura lo accusava di essere il mandante dell’attentato nei confronti dell’amico Ranucci. Poi, dagli atti dell’indagine, ha scoperto di essere stata tradita. E le cose sono cambiate. Ha deciso di parlare.

LAURA CIANFONI E SIGFRIDO RANUCCI AL PREMIO COLALUCCI NEL 2020 - FOTO LUCIANO DI BACCO

 

 

 

Bionda, con un fisico esile che tradisce la forza che ieri ha mostrato per dieci ore consecutive, Natalia Potenza si è inserita in una storia fatta di intrighi, bombaroli, faccendieri, affari opachi. La storia che ruota intorno all’attentato subito da Sigfrido Ranucci il 16 ottobre del 2025 sotto la sua abitazione di Pomezia. Una vicenda che dopo anni ha fatto comparire sulle prime pagine, ancora una volta, il Faccendiere per antonomasia: Valter Lavitola.

 

Su di lui ha parlato la donna. Raccontando gli affari con il ristorante, quelli con il pesce in Brasile, il tentativo di acquistare 5.000 acri in Zimbabwe, i safari, il carbon credit.

 

Con i pm ha ricordato le persone che Lavitola frequentava, come Clesio Gomes Tavares, l’uomo di fiducia ricercato per l’attentato. E poi Ranucci, i momenti concitati dopo le perquisizioni. Quando il giornalista non poteva credere alle tesi dei pm, quando neanche lei voleva credere che il suo compagno fosse mandante dell’attentato a un suo «amico fraterno». E quindi le chiamate nel cuore della notte. E le discussioni tra Ranucci e Lavitola prima e dopo l’attentato.

 

LE CHAT WHATSAPP TRA LAURA CIANFONI E NATALIA POTENZA

E ancora l’aiuto che Ranucci aveva offerto all’amico cercando di mediare un affare — mai concretizzatosi — con il costruttore Daniele Pulcini. A titolo personale, senza sfruttare Report. «Spero di essere stato utile. Sai che ti voglio bene anch’io. E anche ai tuoi figli», scriveva il giornalista. Messaggi presenti agli atti.

 

Nel frattempo, in Africa il socio di Benjamin Chimutengo ha detto al Tg1 di voler denunciare Ranucci per un’intervista rilasciata a un giornale dello Zimbabwe in cui si parla di un’inchiesta di Report su un gruppo di investitori italiani nel carbon credit, vittime di un truffatore. «Ha abusato della sua posizione per aiutare Lavitola», dice Chimutengo.

NATALIA POTENZA

 

LA EX DI LAVITOLA

Ilaria Sacchettoni per corriere.it - Estratti

 

Piovono pietre su «Valterino» e hanno la forma di bonifici e causali. L’ex compagna di Lavitola — dieci ore a colloquio con i pm antimafia — ha allegato documentazione bancaria alla sua ricostruzione dei fatti. Natalia Potenza, ormai convinta che il suo compagno di un tempo sia in amore almeno altrettanto cinico che negli affari, si è imposta di svelare il suo ménage e così è andata.

(…)

Sappiamo (era emerso già durante le intercettazioni disposte nei confronti del quattro «bombaroli») che Lavitola progettava investimenti nel business del carbon credit, vale a dire la cessione di crediti alle aziende che acquistassero quote di foreste di mangrovie, mentre il Montenegro sarebbe divenuto meta recente di alcuni affari, per via di maglie ben più larghe sotto il profilo della normativa antiriciclaggio.

 

 

LAURA CIANFONI E SIGFRIDO RANUCCI AL PREMIO COLALUCCI NEL 2020 - FOTO LUCIANO DI BACCO

Parla, dunque, Natalia Potenza. E produce documentazione, anche fiscale. Dichiarazioni e altro ancora su cui intende mantenere grande riserbo, rispettosa, dice, degli investigatori.

 

Non bastasse, si sofferma pure sul Cefalù bistrot, il ristorante nato un decennio fa per riscattare Lavitola dalle sue vicissitudini processuali. Spiega la gestione del locale che ormai attrae imprenditori e intellettuali in eguale misura. Ma soprattutto fa luce, stando alle sue stesse affermazioni, su piccole scorciatoie intraprese da «Valterino» sotto il profilo della intestazione fittizia di beni.

 

Ieri, intanto, l’ex socio di Lavitola nello Zimbabwe, Benjamin Chimutengo, è tornato a esternare contro l’ex socio: «Ho iniziato a dubitare — sostiene al Tg1 Chimutengo — del giro di denaro che dall’Italia dovevo smistare. Io ricevevo i soldi, li mandavo in Camerun e non avevo idea di cosa succedesse là. Come posso essere certo che Gomes non abbia usato i soldi che gli ho spedito per pagare gli esecutori dell’attentato». Chimutengo ne ha anche per Ranucci, che intende citare in giudizio per l’intervista di luglio a un giornale dello Zimbabwe, in cui parlò di un’inchiesta di Report su un gruppo di investitori italiani nel carbon credit vittime di un truffatore. «Ha abusato della sua posizione per aiutare Lavitola», dice. Piovono pietre, e ce n’è per tutti.

sigfrido ranucci (16)

 

Ma la testimonianza di Potenza è una rivoluzione per l’inchiesta? Non ancora. Per almeno tre ragioni. Primo. La signora nulla sa, come ha pubblicamente ammesso, dell’attentato dinamitardo nei confronti del giornalista Rai Sigfrido Ranucci che Lavitola ammette di aver progettato (tacendone il vero motivo) delegando però tutti gli aspetti operativi al suo factotum Gomes Clesio Tavares.

 

Natalia, infatti, conferma: «Non sapevo della bomba». Secondo. Le sue parole sono tutte da riscontrare, vuoi perché provengono da una fonte pregiudizialmente ostile all’indagato (di cui ha scoperto il tradimento), vuoi per questione di puro metodo: l’Antimafia capitolina non è solita accogliere rivelazioni unilateralmente. Terzo. Potenza avrebbe prodotto mail del suo ex. Così fosse, avrebbe violato la legge.

 

 

GOMES TAVARES - SIGFRIDO RANUCCI - VALTER LAVITOLA - MEME BY OSHO

La corrispondenza privata non può entrare a far parte dell’inchiesta. «Sarebbe semplicemente un illecito» osserva, sornione, l’avvocato di Lavitola, Sergio Cola, che si prepara a discuterne con il cliente e che intanto ha inviato una diffida all’avvocato di «lady Lavitola» dall’utilizzarle.

 

  È però vero che il procuratore capo Franco Lo Voi e il sostituto Edoardo De Santis hanno avviato un nuovo approfondimento, complementare, per così dire, al filone sulla bomba. Verifiche su aspetti finanziari e altri più strettamente economici saranno affidate ai carabinieri del Nucleo investigativo e ai colleghi del Gruppo Frascati. Lavitola sarebbe, secondo l’ex compagna, titolare di una rete di piccole società. Al di là delle sue parole, nel tempo erano emersi interessi imprenditoriali anche in Brasile, dove peraltro Lavitola ha tuttora un commercialista che cura i suoi affari a Buzios.

valter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiarosigfrido ranucci (7)

 

valter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiaroIL MESSIA - UN FILM DI VALTER LAVITOLAsigfrido ranucci e valter lavitolavalter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiaroLAVITOLA RANUCCI MEME LA DOLCE VITOLA - MEME BY EMILIANO CARLI

(..)

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…