IL REFERENDUM? PIU’ CHE UNA CORSA, E’ UNA “MARATONA” A OSTACOLI – DOMENICA 22 MARZO, IL GIORNO IN CUI SI VOTERA’ SUL QUESITO SULLA GIUSTIZIA, NELLA CAPITALE SI CORRERA’ ANCHE LA MARATONA DI ROMA CON PARTENZA DAI FORI IMPERIALI. LA CITTA’ SARA’ PRATICAMENTE BLOCCATA FINO ALL’ORA DI PRANZO, I SEGGI SARANNO DIFFICILI DA RAGGIUNGERE - NEL GOVERNO C’È CHI HA MESSO NEL MIRINO IL MINISTRO DELLO SPORT ANDREA ABODI. ANCHE SE LA DECISIONE FINALE SULLA DATA E IL PERCORSO SPETTA AL COMUNE DI ROMA. FORSE IL SINDACO DEM ROBERTO GUALTIERI HA CUCINATO LO SCHERZETTO SPERANDO DI ABBATTERE L’AFFLUENZA, VISTO CHE PIÙ BASSA SARÀ E PIÙ PROBABILITÀ AVRÀ IL NO DI VINCERE…
Estratti da lettera43.it
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Il referendum, dicono gli stessi promotori del quesito sulla giustizia, «è una corsa ad ostacoli». E in effetti proprio domenica 22 marzo, nella prima giornata di voto, Roma sarà bloccata perché si corre la maratona. Quella vera, con decine di migliaia di iscritti, che gireranno in lungo e in largo per 42 chilometri, toccando ogni parte della città.
La classica manifestazione podistica che fa arrabbiare i negozianti romani del centro, innanzitutto, e che invece fa godere chi ha uno store in un centro commerciale situato fuori dal raccordo anulare.
Si chiama esattamente “Acea Run Rome The Marathon”, con partenza dai Fori Imperiali e un percorso che fatalmente blocca una quantità enorme di mezzi pubblici, con bus fermi per la durata della corsa, vigili urbani impegnati a tenere a bada gli automobilisti e pure i pedoni che vorrebbero semplicemente attraversare una strada ma non possono farlo.
Sul percorso si trovano, più o meno ovunque, tavoli con acqua e spugne, tutto gentilmente donato da organizzatori e sponsor ma che finirà gettato per terra tra una sgambata e l’altra. E in questo scenario complicato, con la maratona nemica del referendum e la città ferma, ci sono i seggi (se gli addetti riescono ad arrivarci) con le urne aperte nelle scuole, che a Roma nelle ultime settimane sono vittime dei vandali: l’ultimo caso riguarda il liceo Righi, con estintori scaricati nelle aule rese così inagibili e lezioni sospese fino al completo ripristino dell’istituto.
Senza contare che, come da tradizione, ai seggi non mancano mai come scrutatori gli autisti dell’Atac, ossia il servizio dei mezzi pubblici romani, con l’effetto di veder diminuire i bus in circolazione perché mancano i guidatori. Insomma un allarme rosso, dato che al referendum dedicato alla giustizia non serve il quorum: vince chi è andato a votare esprimendo la propria preferenza, sì o no.
Nel governo qualcuno vorrebbe “dirne quattro”, per non dire proprio litigare, con il ministro dello Sport Andrea Abodi, una presenza immancabile a eventi come questa maratona.
Anche se l’organizzazione è responsabilità delle imprese che gestiscono l’evento, mentre la decisione finale sulla data e il percorso spetta al Comune di Roma (forse il sindaco Roberto Gualtieri ha cucinato lo scherzetto sperando di abbattere l’affluenza, visto che più bassa sarà e più probabilità avrà il no di vincere, dicono i sondaggi).
Forse Abodi potrebbe rimediare quando, posizionato accanto allo starter, con la pistola in mano, potrà urlare: «Appena terminata la maratona andate tutti a votare!». C’è qualcuno che vorrebbe persino rinviare ad altra data la manifestazione, con la motivazione che «impedirebbe l’esercizio regolare del voto».
roberto gualtieri rilancio di rinascita
Tra l’altro non bisogna dimenticare le esigenze delle persone con disabilità, che vengono accompagnate ai seggi con mezzi idonei per le loro condizioni che però rischiano di non poter essere utilizzati. Insomma, un caos. Che poi è l’ennesima spinta per rilanciare il voto elettronico, da casa, con ognuno davanti al suo computer a esprimere la preferenza (...)


