DAGOREPORT - CHIAMATELO ‘’RENZUSCONI”! L’EX ROTTAMATORE RIENTRA IN CAMPO AL FIANCO DELLA METÀ DEI GRUPPI PD (D’ALEMA, VELTRONI, LETTA, FRANCESCHINI), PIÙ QUELLI DI ITALIA FUTURA, E CON L’APPOGGIO DI BERLUSCONI SUGGELLATO IERI DA UN COLLOQUIO TELEFONICO DEL SINDACO DI FIRENZE CON IL COORDINATORE DEL PDL E PAESANO TOSCANO DENIS VERDINI - I 170 DEPUTATI PD HANNO IN COMUNE - A DIFFERENZA DI CULATELLO - NON SOLO L’IPOTESI DI UN GOVERNO DI LARGHE INTESE MA SOPRATTUTTO, NESSUNA VOGLIA DI VOTARE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA IL “GIUSTIZIALISTA ANTI-BERLUSCA” PRODI

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Poche ore fa, prima che Renzi Matteo annunciasse il suo rientro in campo con un chiarissimo "stiamo perdendo tempo", avevamo dagoreportato che quando si ha in mano un jolly e' nella fase più cruciale della partita che esso va giocato. Il sindaco di Firenze si è messo in gioco mercoledì 3 aprile nella tarda mattinata e già nel tardo pomeriggio arrivava l'endorsement di Italia Futura, attentissima a dare la prima sponda al sindaco di Firenze senza paura di fare la mosca cocchiera. (Un sì non del tutto sorprendente visto il legame di Montezemolo con il patron della Fiorentina Diego Della Valle, caro al tifoso viola Renzi).

Sin qui i fatti del 3 aprile. In realtà il treno Renzi ha ben altri vagoni, oltre a quello del movimento dell'ex presidente di Italo:

Uno. Facendo i conti con una approssimazione pari ai sondaggi di Pagnoncelli Nando, dalla parte del sindaco di Firenze e' oggi schierata la metà dei gruppi parlamentari del Pd. Oltre alla cinquantina di parlamentari che già fanno capo al Rottamattore vanno infatti conteggiati gli uomini di Letta e Franceschini, i Bruto e Cassio di Bersani (copy Maria Teresa Meli), gran parte dell'ex Margherita (Fioroni innanzitutto, mentre Zanda rimane leale a Bersani), i dalemiani e i veltroniani residui.

Oltre 170 deputati che hanno in comune non solo l'ipotesi di un governo di larghe intese con il Pdl e una un urgente desiderio di rispondere alla supponenza grilloide, ma soprattutto - a differenza di Culatello, nessuna voglia di votare Prodi presidente della Repubblica.

Un bel pacchetto di mischia derivante dall'apertura di quella vera e propria pentola a pressione che è il Pd dopo la "cura" Bersani. Cura sulla quale Grillo ha messo oggi una doppia lapide elencando tutti i motivi per i quali i suoi elettori hanno votato Movimento 5 Stelle e non Pd. E chiudendo la porta anche a qualsiasi alleanza per il Quirinale, dove i grillini voteranno un proprio candidato di bandiera (tipo Gino Strada) e non si mischieranno a candidati avanzati da altre forze politiche.

Due. Il secondo jolly in mano a Renzi e' una linea sostanzialmente vicina su diversi temi a quella del Pdl e, del resto, il fenomeno della sua affermazione politica e' nato dentro un trasversalismo in parte spontaneo in parte ricercato. Una conferma della democristianeria di fondo di Renzi è arrivata con il colloquio telefonico del sindaco di Firenze con il coordinatore del Pdl, il paesano toscano Denis Verdini. Da una parte Renzi ha chiesto l'appoggio del Pdl, dall'altro Verdini ho posto le condizione che è facile immaginare sul salvataggio giudiziario, vedi ineleggibilità e conflitto di interessi, del Banana.

Ricapitolando: Renzi non è più alla finestra, con la metà dei gruppi parlamentari Pd, con quelli di Italia Futura, con quelli rimasti a Scelta Civica (che certamente non si immoleranno sull'altare dello sconfitto Bersani) e con il dialogo con il Pdl può essere determinante per l'elezione del futuro presidente della Repubblica. Un nuovo Capo dello Stato che non potrà che dare l'incarico al sindaco di Firenze, forte a quel punto di una base parlamentare propria (con la sua quota di Pd che sara' intanto diventata maggioranza nel partito, con Scelta Civica e Lega) e di una astensione tecnica o di un "si condizionato" del Pdl.

A questo punto resterebbe un solo problemino tecnico, ma riguarda tutte le forze politiche, grillini e Bersani a parte: come riempire politicamente i 15 (quindici) giorni che mancano all'inizio delle votazioni per il Presidente della Repubblica. Anche qui Renzi e' avanti, sabato infatti va in onda "Amici" di Maria De Filippi, la piattaforma nazional giovanile del sindaco camuffato da Fonzie, tappa importante di un movimento verso Roma costruito con abilità e disciplina proprio come un bravo concorrente della dura e professionale moglie di Costanzo.

 

ROTTAMA STO CAZZO I DALEMIANI CONTRO RENZI RENZI E BERLUSCONIrenzi e bersani BERSANI-RENZIverdiniVERDINI-TREMONTI

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