AVVISATE IL DUPLEX CONTE-BETTINI (CHE PUNTANO SUL CIVICO ONORATO): NON C'E' NESSUN VETO DA PARTE DEL PD SU RENZI CHE HA SIGLATO UN PATTO DI FERRO CON SCHLEIN E FRANCESCHINI. IL SENATORE SEMPLICE DI RIGNANO, CHE CON L’EX MINISTRO E’ TORNATO SUL PALCO DELLA FESTA DELL’UNITA’ DA CUI MANCAVA DAL 2018, SARA’ NEL CAMPO LARGO CON LA SUA CASA RIFORMISTA ED E’ INTENZIONATO A SOSTENERE ALLE PRIMARIE, IN UN EVENTUALE BALLOTTAGGIO, ELLY (CHE SARA’ PROROGATA ALLA GUIDA DEL PD) - DELLA SUA PRESENZA IN COALIZIONE, COME DAGO DIXIT, AVREBBERO PARLATO IN UN INCONTRO SCHLEIN E CONTE (ANCHE SE IL M5S SMENTISCE) - RENZI: “CONTE DICE CHE FACCIO PERDERE VOTI? ANDIAMO AVANTI. IL PD È AL 22, IL M5S FA IL 12 E AVS IL 6. MANCA UN 2 PER CENTO: ECCOLO QUA. LO PORTA IN DOTE ITALIA VIVA. MA POSSIAMO ANDARE ANCHE OLTRE IL 3...”
Ruggiero Montenegro per ilfoglio.it - Estratti
RENZI FRANCESCHINI FESTA UNITA REGGIO EMILIA 1
“Sono molto contento di stare con Dario”, sorride Matteo Renzi. Dario è Franceschini, l’ex ministro della Cultura, il leader del correntone Montepulciano, il grande tessitore, con cui l’ex premier ha duettato alla festa dell’Unità di Reggio Emilia.
(...) Giuseppe Conte va in giro a dire che Iv fa perdere voti. Che ne pensa Renzi? “Andiamo avanti”, risponde. Ma della sua presenza in coalizione, ha rivelato Dagospia (con pronta smentita del M5s) ne avrebbero parlato in un incontro proprio Schlein e Conte.
Sul palco della festa dell’Unità nazionale del Pd Renzi manca dal 2018. Altri tempi. Oggi però c’è la testardamente unitaria Schlein, ci sono le spinte del correntone: “I veti sono sbagliati e antistorici”, come dice Marco Sarracino. Nelle scorse settimane comunque il senatore di Rignano è stato ospite di varie kermesse locali dem, con De Pascale e Bonaccini per esempio, strappando applausi e riempiendo la platea, come a Bologna qualche giorno fa.
E se Conte punta sul progetto civico Italia di Alessandro Onorato, dalle parti del Nazareno i ragionamenti sono diversi. Strategie e apparentamenti, anche in vista delle primarie. Renzi è convinto, lo ripete da tempo, che senza il centro non si vince.
Fa la sua parte, l’opposizione dura a Meloni, come è accaduto anche ieri sulla legge elettorale, parlando due volte in Senato sul subemendamento che ha mandato in tilt la destra di governo. E’ andato all’attacco, senza risparmiarsi, per prendersi la scena. Lo ha fatto cercando il colpo a effetto, in dichiarazione di voto al posto del suo intervento ne ha letto un altro di Giorgia Meloni del 2014, quando la premier si spendeva per le preferenze e chiedeva “coraggio” ai colleghi parlamentari.
Quello che Meloni non ha avuto, andando fino in fondo. Poco prima nel transatlantico di Palazzo Madama ai giornalisti ha spiegato che oggi “Pd-Iv e M5s hanno lavorato bene”. E poi che la “premier ha paura di Vannacci” e “che ha tutto l’interesse a votare dopo le amministrative”. Ma anche, è la profezia renziana, che senza un accordo con il generale il destino è praticamente scritto: la destra perderà. “A meno che la sinistra non si spari nella balle, cosa che potrebbe anche accadere”. D’altra parte, dice ancora il senatore, “non ho visto un sondaggio in cui, senza intese con Fn, il centrodestra è davanti”. Per il resto, per arrivare al fatidico 42 per cento, i conti sono presto fatti: “Il Pd è al 22, il M5s fa il 12 e Avs il 6. Manca un 2 per cento: eccolo qua”. Lo porta in dote Italia viva. “Ma possiamo andare anche oltre il 3”.
RENZI FRANCESCHINI FESTA UNITA REGGIO EMILIA
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