parodia renzi (5)

RENZI VUOL DIRE FIDUCIA - COME PER L’ITALICUM, IL BULLETTO TOSCANO VUOLE METTERE LA FIDUCIA AL SENATO PER FAR PASSARE LA RIFORMA DELLA SCUOLA - LA SINISTRA PD AFFILA LE ARMI PER SGAMBETTARE L’ITER DEL PROVVEDIMENTO

Francesco Bei per “la Repubblica”

 

renzi gianninirenzi giannini

Come, è forse più del Jobs Act, la “Buona Scuola” è la bandiera che Matteo Renzi ha issato sul pennone di palazzo Chigi. E il muro alzato ieri dai sindacati, nonostante la «riapertura della sala verde», provocato una reazione speculare nel premier. «Minacciare il blocco degli scrutini e boicottare i test Invalsi è inaccettabile, a che punto sono arrivati! Qualsiasi modifica accettassimo — confida ai suoi — ormai sarebbe giudicata insufficiente, tanto vale andare avanti».

 

renzi gianninirenzi giannini

Convinto di aver dato prova di buona volontà, con il giro di consultazioni affidato a Orfini e Guerini, e che la mobilitazione della scuola — cavalcata da M5S, da Sel e da una parte di irriducibili della sinistra Pd — sia diventata per la Cgil e i Cobas l’ennesimo terreno di scontro politico con il governo, Renzi ha impartito l’ordine di procedere nei tempi e nei modi già concordati.

 

Con l’obiettivo di arrivare alla terza e ultima lettura della Camera prima del 15 giugno, in modo da poter procedere alle assunzioni dei precari senza decreto e averli in cattedra per la riapertura dell’anno scolastico. L’incontro di ieri tra i ministri Giannini, Boschi, Madia, Delrio e i sindacati — disertato volutamente dal premier — non sarà comunque l’ultima occasione di confronto. Al Senato infatti il presidente della commissione Istruzione, il renzianissimo Andrea Marcucci, ha già previsto audizioni per i confederali. Senza tuttavia farsi illusioni su un ammorbidimento dell’ostilità manifestata finora.

 

MADIA BOSCHI GIANNINI FIDUCIA AL GOVERNO RENZI IN SENATO FOTO LAPRESSE MADIA BOSCHI GIANNINI FIDUCIA AL GOVERNO RENZI IN SENATO FOTO LAPRESSE

E dunque, ecco la novità figlia del muro contro muro, a palazzo Madama è ormai certo che il governo metterà la fiducia. Non a Montecitorio, dove i numeri e il contingentamento dei tempi assicurano un passaggio indolore, ma al Senato la forzatura è giudicata da Renzi «necessaria». «Ci prenderemo la nostra responsabilità, come sull’Italicum, condurremo in porto la riforma mettendoci la faccia».

 

La scelta di mettere la fiducia è frutto anche dei rapporti di forza a palazzo Madama, dove oltre venti democratici hanno già deciso di dare filo da torcere al governo. La minoranza di bersaniani e civatiani — alcuni dei quali scesi in piazza insieme ai sindacati nello sciopero del 5 maggio, gli stessi che non votarono l’Italicum — farà di tutto per bloccare l’iter del provvedimento e modificarlo secondo le indicazioni del mondo della scuola. «Sull’Italicum — spiega uno di loro — siamo rimasti isolati nel paese, ma sulla scuola tutto il popolo della sinistra è con noi».

matteo renzi graziano delriomatteo renzi graziano delrio

 

L’idea è quella di cavalcare l’onda della mobilitazione degli insegnanti per riconnettersi con un mondo che è sempre stato orientato verso il Pd. Un’altra carta pesante che gioca a favore della minoranza anti-renzi è nascosta nei numeri della commissione Istruzione. Dove la maggioranza si regge su un solo voto di differenza, ma la rappresentanza del Pd vede due senatori agguerriti come Corradino Mineo e Walter Tocci, entrambi vicini al fuoriuscito Civati. Certo, Renzi potrebbe chiedere al capogruppo Zanda che i due vengano sostituiti d’ufficio. Come accaduto alla Camera ai dieci ribelli dell’Italicum.

 

Walter TocciWalter Tocci

Eppure, per il momento, ogni decisione è sospesa. Anzi, l’orientamento è quello di evitare prove di forza inutili e tenerle da parte solo come extrema ratio. «Il metodo giusto è il confronto», dichiara ecumenico Marcucci. Tanto più che qualche ulteriore limatura del testo ci sarà anche al Senato per venire incontro ai sindacati. Nulla di sostanziale, ma la delega, nel passaggio in commissione, «non sarà blindata». La fiducia verrà posta invece in aula, per consentire un’approvazione sprint e il ritorno del ddl a Montecitorio per l’ultima lettura, quella definitiva.

 

Ma intanto c’è da gestire la nuova offensiva mediatica lanciata dai sindacati e dagli studenti, oltretutto a due settimane dalle elezioni. «Siamo dispiaciuti — commenta il sottosegretario Davide Faraone — per la mancata volontà di dialogo e per l’atteggiamento preconcetto che abbiamo visto».

CORRADINO MINEOCORRADINO MINEO

 

Secondo il governo, come spiega un ministro che ha partecipato al vertice in sala verde, «la questione non riguarda né i precari, né i poteri del preside. La verità è che ai sindacati interessa solo il contratto e non gli va giù che questa pioggia di soldi — 580 milioni all’anno — che diamo direttamente agli insegnanti, non passi attraverso la loro mediazione». Tra gli euro che verranno caricati sulla “card” di ogni professoressa o maestra per l’aggiornamento culturale (500 all’anno) e quelli che saranno distribuiti in base al merito, «ci saranno 45 euro netti al mese in più in busta paga».

 

civati, fassina e d attorrecivati, fassina e d attorre

Questo è il messaggio che Renzi intende far passare in questo mese. Sperando anche che alcune mosse degli “avversari”, come il blocco degli scrutini e la diserzione dai test Invalsi, non contribuiscano a suscitare simpatie tra i cittadini e le famiglie. «In questo modo, se vanno avanti a farsi guidare dalla parte più oltranzista di Cgil, Snals e Cobas — osserva un renziano coinvolto nella trattativa — si metteranno contro tutto il Paese». In ogni caso il premier ha già deciso. La riforma, come l’Italicum, sarà approvata nei tempi previsti. Anche perché è uno dei test per provare a Bruxelles che l’Italia fa sul serio.

 

 

Ultimi Dagoreport

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO