“NASCOSTO AL MONDO” - LA RESIDENZA DI CASTEL GANDOLFO, DOVE IL PAPA SI RITIRERÀ PER DUE MESI TORNANDO AD ESSERE SEMPLICEMENTE JOSEPH RATZINGER, ASSOMIGLIA A UN EREMO - NESSUNO SFARZO PARTICOLARE, POCHE STANZE DI MODESTE DIMENSIONI, UN BEL GIARDINO E TANTI LIBRI - BENEDETTO XVI NON USCIRÀ DALLA SUA CLAUSURA VIRTUALE, NEGANDOSI ANCHE AGLI OCCHI DEGLI ABITANTI DEL PAESE, CHE UNA VOLTA LO VIDERO ARRIVARE IN PIAZZA A SORPRESA...

Paolo Griseri per "la Repubblica"

Quel giorno la musica era scivolata tra gli ulivi nel giardino che guarda il lago, sulla collina che era stata la sede dell'antica Alba Longa della leggenda di Enea e della Villa di Domiziano pochi anni dopo il martirio di Pietro a Roma. «A sorpresa, pochi mesi dopo la sua elezione, era stato regalato un pianoforte a Benedetto XVI perché potesse utilizzarlo nella sua residenza estiva», ricorda Joaquin Navarro Valls che visse con il Papa tedesco i primi mesi del pontificato.

Negli anni precedenti, da cardinale, Ratzinger aveva frequentato quel palazzo poche ore al giorno, per lavorare insieme a Giovanni Paolo II nei mesi estivi: «Aveva avuto tempo di apprezzare il giardino solo da Papa». E da Papa aveva gradito i luoghi: «A Castel Gandolfo c'è gente buona. Arriva l'aria fresca dei boschi e da lontano si vede anche il mare». L'elogio papale campeggia sulla lapide che abbellisce la facciata del Municipio, proprio di fronte all'ingresso del palazzo pontificio.

Che cosa rimarrà tra una settimana della serenità di un tempo, delle passeggiate nel giardino, delle uscite a sorpresa sulla piazza del paese? Il 28 febbraio tramonterà anche sulla tranquillità scoperta da Benedetto XVI nei suoi otto anni di villeggiatura nell'antico castello dei Gandolfi-Savelli? «Una delle cose belle di Castel Gandolfo - confessa Navarro - è l'incredibile possibilità di isolarsi completamente dal mondo».

Ecco ciò di cui il Papa dimissionario ha bisogno. Saranno due mesi di isolamento, di "deserto evangelico" come dicono i biblisti. Il mondo del vescovo emerito di Roma sarà rinchiuso nelle sei stanze al secondo piano dell'appartamento privato. Un eremo.

Non come quello dove era precipitosamente tornato Pietro di Morrone dopo lo scandalo dell'abdicazione da Papa nel 1294. L'eremo di Ratzinger è una residenza patrizia seicentesca voluta da Urbano VIII Barberini, abbellita da Alessandro VII Chigi, ristrutturata all'inizio del Nocevento, quando i Patti Lateranensi restituirono la villa al Vaticano. L'anticamera e lo studio hanno alle pareti i dipinti del fiorentino Carlo Dolci e di Paolo Veronese. Cristoforo Unterberger ha decorato la Sala da Pranzo di Clemente XIV, papa romagnolo dell'inizio del Settecento.

Nella cappella privata c'è una copia della Madonna nera di Czestochowa. Non risale, come si potrebbe pensare, al papato di Wojtyla, ma a quello d'inizio Novecento di Achille Ratti che prima di diventare Pio XI era stato nunzio apostolico in Polonia. Così, per coincidenza e per destino, nel luogo dei suoi quotidiani colloqui con Dio Joseph Ratzinger avrà inevitabilmente di fronte l'immagine del suo predecessore, l'amico che
per decenni aveva incontrato in queste stanze quando il tedesco era Prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede e il polacco guidava con vigore Santa Romana Chiesa.

Il resto dell'eremo prezioso di Castel Gandolfo è una stanza da letto di dimensioni modeste, con la finestra che affaccia sul giardino e un semplice tavolo da lavoro. A fianco, una sala da bagno con affreschi medievali che risalgono al primitivo castello dei Gandolfi-Savelli e due stanze originariamente riservate alla servitù, quella dello Scalco e, a lato, l'antica camera dello Scopatore segreto, un tempo addetto alle pulizie dell'appartamento papale.

In questi locali, il teologo bavarese di Marktl imparerà la difficile arte di rimanere «nascosto al mondo» nell'ultima parte della sua vita terrena, nel singolare rovesciamento dell'esperienza di Cristo. Non sarà un apprendistato facile per Benedetto XVI. Ma sarà la fine di un inedito calvario del distacco: l'ultimo Angelus, domenica a mezzogiorno; l'ultima udienza pubblica, mercoledì in piazza San Pietro; l'ultimo incontro con i cardinali, giovedì mattina nella Sala Clementina del vaticano.

Poi, l'arrivo in elicottero nel piccolo borgo sul lago: «Ci riuniremo in preghiera già alle sedici», promette, Pietro Diletti, parroco di Castel Gandolfo. Il paese si radunerà per l'ultimo saluto pubblico, un affaccio dalla finestra del cortile papale prima di quel singolare «extra omnes» che sarà la chiusura del Palazzo pontificio e l'inizio della vita nascosta del 265esimo successore di Pietro.

«Ritengo che trascorrerà le giornate nella preghiera e nello studio. Nella biblioteca rimangono i libri che ha portato in questi anni», spiega Navarro. Sarà impossibile vederlo uscire dal Palazzo come era accaduto anni fa, quando aveva sorpreso tutti comparendo sulla piazza del paese con una piccola auto elettrica. Il suo impegno ormai sarà quello di non essere più nel mondo, fuori dai clamori, dentro una sorta di clausura virtuale imposta dalla particolarissima condizione di un Papa che vive ai tempi del suo successore.

Dalla prossima settimana e per i due mesi necessari a ristrutturare la sua nuova residenza in Vaticano, Joseph Ratzinger cercherà di recuperare quella serenità d'animo che trovava su questa collina Benedetto XIV Lambertini, suo predecessore quasi omonimo alla guida della chiesa a metà del Settecento. «Quando arrivo a Castel Gandolfo - raccontava agli amici quell'altro Benedetto - posso finalmente tirar fuori la mia anima dal torchio».

 

papagandolfo PAPACASTEL GANDOLFO CASTEL GANDOLFOs allievi papa CASTEL GANDOLFO castel gandolfo residenza papale CASTEL GANDOLFO CASTEL GANDOLFO vacanze

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....