fazzolari meloni

"FAZZO" TUTTO IO! - LA RESISTIBILE ASCESA DI GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IL BRACCIO DESTRO (E TESO) DI GIORGIA MELONI: FINO AL 2018 ERA UN DIRIGENTE DI SECONDA FASCIA DELLA REGIONE LAZIO, ORA ACCOMPAGNA LA PREMIER ALLA CASA BIANCA E STRINGE LA MANO AI POTENTI DEL MONDO - GLI ADDETTI AI LIVORI DEI PALAZZI ROMANI MALIGNANO: "COMMISSARIA TUTTO E TUTTI, SENZA ANDARE PER IL SOTTILE PERCHÉ MELONI LO COPRE" - CONSIDERATO "IL PIÙ INTELLIGENTE DI TUTTI" DENTRO FRATELLI D'ITALIA (PENSA COME SONO GLI ALTRI), È LUI A DETTARE LA LINEA AI PARLAMENTARI, CON IL MATTINALE. ED È SEMPRE LUI A FARE DA "FILTRO" ALLE NOMINE NELLE PARTECIPATE - LO SCAZZO CON SCHILLACI

Articoli correlati

DAGOREPORT! FAZZOLARI ARRIVATO A PRENDERE IL POSTO DEL MINISTRO DEGLI ESTERI, L'IMBELLE TAJANI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Estratto dell'articolo di Stefano Iannaccone per “Domani”

 

giovanbattista fazzolari giorgia meloni - foto lapresse

Stratega della comunicazione, responsabile delle nomine e anche consigliere diplomatico. Sempre dietro le quinte, e senza alcun riconoscimento ufficiale di questi incarichi, il sottosegretario alla presidenza, Giovanbattista Fazzolari, è il punto di riferimento su ogni dossier. Più sono importanti gli argomenti e più vengono richiesti i suoi suggerimenti da parte di Giorgia Meloni. Fino ad arrivare alla presenza nella delegazione che ha recentamente partecipato, alla Casa Bianca, allo storico vertice sulla pace in Ucraina.

 

C’è chi maligna, mal tollerando il suo potere: «Commissaria tutto e tutti, senza andare per il sottile perché Meloni lo copre». Dicerie da detrattori? Chissà. Di certo si muove da padrone di casa a palazzo Chigi. Un Richelieu degli anni Duemilaventi. Il vero vicepremier, non ufficiale, ça va sans dire.

 

Giovanbattista fazzolari

La presenza di Fazzolari a Washington ha rappresentato una novità che non è passata inosservata. Formalmente il sottosegretario ha solo la delega all’attuazione del programma, è il “gendarme” governativo a guardia dei ministeri affinché mandino avanti i provvedimenti. E allora che ci faceva negli Usa? Era lì per dispensare suggerimenti a Meloni. [...]

 

Tuttavia, chi conosce le dinamiche interne a FdI non è affatto sorpreso della sua partecipazione al viaggio negli Stati Uniti. «Ha una formazione di respiro internazionale, la geopolitica è una sua vecchia passione e parla di Ucraina dall’inizio della guerra», raccontano, citando la sua estrazione familiare – è figlio di un diplomatico ed è cresciuto tra Europa e Sud America – e i suoi studi internazionali.[...]

 

giorgia meloni e giovanbattista fazzolari al summit dei leader europei a washington

Di recente aveva rilasciato un’intervista al Corriere della sera illustrando le possibili prospettive di pace ucraine. Argomenti che competerebbero, sulla carta, ad altri ministri, come Guido Crosetto o Antonio Tajani. E invece i due sono rimasti un passo indietro, in Italia, a commentare da lontano – sui giornali – i fatti. Ed è sempre a Fazzolari che è stata attribuita la proposta di garantire la sicurezza a Kiev, sotto l’ombrello della Nato, senza un’adesione diretta, d’intesa con il (vero) consigliere diplomatico di Meloni, Fabrizio Saggio.

 

L’ennesima conferma che è ascoltatissimo dalla presidente del Consiglio. Nei momenti delicati la leader di Fratelli d’Italia sente Fazzolari.

 

Una consuetudine nata fin dai tempi del congresso di Viterbo di Azione giovani, nel 2004, quando l’attuale sottosegretario aveva scritto la piattaforma programmatica della futura premier. «Non litigano mai», è la versione edulcorata degli aedi del melonismo.

giovanbattista fazzolari giorgia meloni

 

Ma Fazzolari, che in molti all’interno di FdI descrivono all’unisono come «il più intelligente di tutti, la figura a cui Giorgia non rinuncerebbe mai», è considerato anche il vero fautore dell’arroccamento di Meloni. Dietro la sua proverbiale riservatezza incarna l’ala più intransigente degli eredi della fiamma, il melonismo in purezza meno incline al dialogo, che predilige i fedelissimi all’apertura ad altri mondi.

 

Non è un mistero, comunque, che Fazzolari sia mente, e longa manus, del Mattinale, il documento informale che detta la linea governativa agli eletti di Fratelli d’Italia (e che va distinto dalle analisi dell’ufficio studi del partito, guidato dal deputato Francesco Filini).

 

meloni fazzolari

Fatto sta che il Mattinale non è certo un modello di dialogo con le opposizioni, la stampa «ostile» o chi non appartiene alla cerchia della fiamma. Anzi, spesso vengono indicati i nemici, nelle istituzioni e non solo. Tra una strategia sulla propaganda e un’analisi geopolitica, il vero punto di forza di Fazzolari è la gestione del potere.

 

È ormai una pietra miliare del melonismo il suo ruolo di filtro sulle nomine nelle società pubbliche. Chi non convince il sottosegretario non ha chance di passare. Al contrario, chi gli è gradito parte avvantaggiato. Solo poche settimane fa ha sponsorizzato il nome del manager Michele Pignotti come ad di Sace, società del Mef.

 

fazzolari meloni

L’attivismo è pari alla capacità di non farsi notare troppo. Tanto resta nell’ombra, e tanto incide sull’azione politica. Fazzolari è stato il regista degli affondi verso il ministro della Salute, Orazio Schillaci, sullo scioglimento del gruppo consultivo sui vaccini (per la presenza di esponenti criticati per le loro tesi sulle vaccinazioni). 

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO