“LA RIAPERTURA DEL PADIGLIONE RUSSO ALLA BIENNALE? MORALMENTE SBAGLIATO” - ARRIVA LO STOP DELL’ALTO RAPPRESENTANTE DELLA UE KAJA KALLAS CHE CONFERMA L’INTENZIONE DI TAGLIARE I FONDI ALLA RASSEGNA (2 MILIONI DI EURO ALL’ANNO FINO AL 2028) - MA PER LA FARNESINA NON SONO STATE VIOLATE LE SANZIONI NEI CONFRONTI DI MOSCA. E SALVINI SPARA CON IL CANNONE: “CON TUTTI I MILIARDI CHE DIAMO NOI ALL’UNIONE, SE RITIRANO QUEI 2 MILIONI DI EURO, FAN PROPRIO LA FIGURA DEGLI SPILORCI. ANCHE IGNORANTI, DIREI”
Serena Riformato per repubblica.it
La notizia filtra con qualche imbarazzo nel giorno in cui l’Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas giudica «moralmente sbagliato» accogliere i russi alla Biennale: sulla riapertura del padiglione di Mosca, il governo sventola bandiera bianca. La Farnesina, nei giorni passati, ha risposto ufficialmente alla Commissione europea che a fine marzo ha richiesto un parere legale sullo spazio del Cremlino.
La lettera è riassumibile in un concetto chiave, confermato a Repubblica da più fonti: «Non ravvisiamo violazioni del regime sanzionatorio in vigore». Al contrario dell’Ue che ha accusato l’istituzione lagunare di aver infranto l’articolo 5 del regolamento contro la Russia del 2014.
alessandro giuli pietrangelo buttafuoco
Al Consiglio affari esteri di Lussemburgo il ministro Antonio Tajani ha cercato di spiegare ai colleghi la difficile posizione in cui si trova l’esecutivo: nonostante sia contrario alla decisione del presidente della fondazione Pietrangelo Buttafuoco, ha un limitato spazio di manovra davanti all’autonomia dell’ente culturale.
Tanto più ora che, all’esito del vaglio italiano, non sono state riscontrate vistose irregolarità. È ancora possibile che l’Italia neghi un numero ridotto di visti ai partecipanti più vicini a Vladimir Putin: ma niente di più verrà fatto per ostacolare il padiglione del Cremlino.
KAJA KALLAS - CONFERENZA SULLA SICUREZZA DI MONACO
La Commissione rimane sulle barricate. Dentro e fuori dalla riunione dei ministri europei, ieri, le critiche sono state violente. Per l’estone Kallas, mentre Mosca «bombarda i musei, distrugge le chiese e cerca di cancellare la cultura ucraina, non dovrebbe esserle permesso di esporre la propria». Dunque l’ennesima conferma: «L’Ue intende tagliare i finanziamenti».
Del resto, l’Alta rappresentante è vicina alla sensibilità dei Paesi dell’Est, i più esposti alle minacce di Vladimir Putin e i più indignati. A portare il punto all’ordine del giorno, in Lussemburgo, non a caso è stato il lettone Artjoms Ursulskis, per chiedere di «vietare» la presenza dei russi alla rassegna veneziana: «Non sono pronti a porre fine alla guerra, non è certo il momento di concedere loro credibilità internazionale».
pietrangelo buttafuoco alessandro giuli
Dal Salone del mobile il leader della Lega Matteo Salvini ha risposto quasi in tempo reale con tanto di esclamazione in dialetto milanese: «Ciumbia! Con tutto il rispetto per la Lettonia conto di esserci all’inaugurazione della Biennale di Venezia che ha 130 anni di storia, è un ente autonomo e apprezzato nel mondo». Lo stop ai fondi europei? «Con tutti i miliardi che diamo noi all’Unione, se ritirano quei 2 milioni di euro, fan proprio la figura degli spilorci». Anzi: «Anche ignoranti, direi».
INFORMATIVA - GIORGIA MELONI ALLA CAMERA - ANTONIO TAJANI E MATTEO SALVINI
Che cosa accadrà adesso? La Commissione europea andrà avanti per la sua strada nel processo di sospensione o cancellazione del finanziamento (2 milioni di euro all’anno fino al 2028). Il parere del governo italiano non è vincolante, infatti. Entro l’11 maggio, in ogni caso, la fondazione avrà il tempo per dimostrare, come ha ribadito più volte, «di non aver violato alcuna norma».
pietrangelo buttafuoco ph andrea avezzu
KAJA KALLAS - CONFERENZA SULLA SICUREZZA DI MONACO
ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO
alessandro giuli pietrangelo buttafuoco
KAJA KALLAS - FOTO LAPRESSE
