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DA BRUXELLES LA DUCETTA RICEVE UN BEL “PACCHETTO” NATALIZIO – RIFORMA DEL PATTO DI STABILITÀ, UNIONE BANCARIA, NOMINA DI FRANCO ALLA BEI: MELONI DICEVA, EMULANDO GIUSEPPE CONTE, CHE IL VETO SUL MES ANDAVA INSERITO IN UNA TRATTATIVA COMPLESSIVA – MA ALLA FINE L'ITALIA NON HA OTTENUTO  NULLA. E LA RATIFICA DEL NUOVO FONDO SALVA STATI È ORMAI RITENUTA, DA TUTTI I PARTNER, UNA SORTA DI ATTO DOVUTO…

Estratto dell’articolo di Luciano Capone per “Il Foglio”

 

GIORGIA MELONI E URSULA VON DER LEYEN

La “logica di pacchetto” la inventò Giuseppe Conte nel lontano 2019. Anche all’epoca il problema era il Mes, ovvero la firma della riforma, che l’allora premier legava a un patto che includeva le garanzie della Bei, il supporto Sure, l’Unione bancaria e altre questioni in discussione a Bruxelles. Era in realtà una formula, escogitata da Conte, per far ingoiare al M5s la firma del nuovo Fondo salva stati. Ora, dopo quattro anni, siamo allo stesso punto.

 

Il tema è sempre il Mes, stavolta la ratifica di quell’accordo, e Giorgia Meloni ha fatto suo l’approccio contiano. L’Italia non ratifica, unico paese a non averlo fatto, per “affrontare il negoziato sulla nuova governance europea con un approccio a pacchetto” diceva la premier al Parlamento. Mentre il negoziato si avvia alla sua fase conclusiva, cosa troverà il governo Meloni nel pacchetto di Natale europeo?

 

giorgia meloni contro il mes

[…] per Meloni il veto sul Mes – perché la mancanza della ratifica italiana impedisce al nuovo trattato di entrare in vigore – doveva essere, se non un ricatto, quantomeno una moneta di scambio per ottenere concessioni su altri tavoli come la riforma del Patto di stabilità in un senso meno rigido; l’avanzamento verso l’Unione bancaria; una trasformazione istituzionale del Mes verso una sorta di fondo sovrano europeo che faccia investimenti e finanzi politiche industriali nazionali; la candidatura, proposta dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, di Daniele Franco al vertice della Banca europea degli investimenti (Bei).

 

GIORGIA MELONI E ursula von der leyen A ROMA 1

Quasi tutte le trattative si sono chiuse, tanto che Giorgetti, da molto tempo pressato dai suoi colleghi europei, ha garantito che la discussione parlamentare sul Mes ci sarà la prossima settimana. E qualcosa sicuramente dovrà dire la premier martedì 12 dicembre, quando sarà alla Camera per le comunicazioni in vista del decisivo Consiglio europeo del 14 e 15 dicembre.

 

Sicuramente si potrà fare un bilancio preliminare di questa strategia “a pacchetto”. Cosa ha ottenuto il governo? Molto poco. La ratifica del Mes è ormai ritenuta, da tutti i partner, una sorta di atto dovuto e unilaterale: non c’è alcuno sviluppo sull’unione bancaria (eccezion fatta per l’introduzione del backstop che però, paradossalmente, è il frutto del nuovo accordo sul Mes ritardato dall’Italia); e non c’è neppure, sul tavolo, una discussione sul cambio di funzione del Mes come “fondo sovrano europeo”. […]

 

 

GIANCARLO GIORGETTI DANIELE FRANCO

Sulle nomine è stata un po’ una débâcle. Daniele Franco era uno dei tre candidati alla Bei, quando Giorgetti ha capito che non ce l’avrebbe fatta si è buttato sulla danese Margrethe Vestager: ieri è stata ufficializzata la nomina della spagnola Nadia Calviño. Vuol dire che l’Italia esce dal giro di nomine con una poltrona di rilievo in meno visto che nel frattempo Andrea Enria ha lasciato la presidenza della Vigilanza della Bce, assegnata alla tedesca Claudia Buch.

 

Resta la revisione delle regole fiscali, per le quali Giorgetti aveva chiesto di scorporare gli investimenti legati al Pnrr e agli obiettivi europei su green e digitale. Non è stato ottenuto granché. Alla fine il Patto di stabilità che verrà fuori è la proposta della Commissione europea in salsa tedesca, visto che verranno aggiunte alcune salvaguardie sulla riduzione di deficit e debito. La Spagna ha ottenuto molto di più senza minacciare alcun veto […]

PACCO A SORPRESA - VIGNETTA BY MACONDO giorgia meloni giancarlo giorgettiIL RIGORE - VIGNETTA BY GIANNELLI

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