IL RITORNO DEL NANO NERO - IL BANANA SGUAINA IL FARD Più HARD CONTRO L’ASSE FRANCO-TEDESCO CHE LO VORREBBE AI GIARDINETTI A MOLESTARE LE TATE: “MI TRATTANO COME L’UOMO NERO, QUESTE REAZIONI SONO OFFENSIVE PER LA LIBERTÀ DI SCELTA DEGLI ITALIANI” - NEL SUO MONOLOGO ANTI-SPREAD B. PERÒ NE AZZECCA UNA: “QUESTE INGERENZE SONO L’ENNESIMA MANOVRA SPECULATIVA TESA A INDEBOLIRE LE NOSTRE AZIENDE E A RENDERLE FACILE PREDA DI ACQUIRENTI STRANIERI”…

Amedeo La Mattina per "la Stampa"

«Sono l'uomo nero». Sembra che sia crollato il mondo con l'annuncio della sua candidatura, la conseguente sfiducia al governo e l'accelerazione di Monti verso lo scioglimento delle camere. Si sono aperti i mercati, la Borsa è precipitata, lo spread è volato e una tempesta di critiche, anche dall'estero, si è abbattuta su Berlusconi. Tutti a indicarlo come l'untore d'Europa. «Ecco - dice ridendo - sono additato come l'uomo nero che fa paura a tutti, ma chi deve avere veramente paura è Bersani. Non deve dormire sonni tranquilli».

Viene descritto grintoso come ai vecchi tempi, indifferente alle accuse di essere un irresponsabile, interessato ai suoi affari, indifferente agli interessi italiani. Ha letto la valanga di fango che gli hanno riversato addosso i giornali, anche quelli esteri, soprattutto tedeschi e francesi.

Così nel pomeriggio «l'uomo nero» ha deciso che non poteva più stare zitto. Non bastava che parlasse Alfano e dicesse che «i mercati sono molto suscettibili ma non dettano l'agenda, non scelgono i governi: diversamente saremmo davanti alla bocciatura di ogni governo futuro. Se la reazione è la sfiducia a prescindere per qualsiasi governo noi ci schieriamo con il popolo italiano e non con i mercati».

Era necessaria una reazione del protagonista di questo sconquasso, che rispondesse anche a l'ex ministro Frattini, che in mattinata aveva preso le distanze dalla linea politica anti-Monti e anti-Merkel: «Chi ignora le reazioni internazionali ed i mercati commette un grave errore». Per Frattini i toni esasperati nei confronti del governo sono sbagliati.

Bene, l'uomo nero considera le reazioni alla sua candidatura «eccitate, fuor di luogo, offensive» non tanto nei suoi confronti quanto per «la libertà di scelta degli italiani». Poi rincara la dose è insinua il sospetto che queste «ingerenze» siano «l'ennesima manovra speculativa tesa a indebolire le nostre aziende e a renderle facile preda di acquirenti stranieri».

Nessuno può mettere in dubbio la sua fede europeista: «Mi sono sempre battuto per un'Europa meno burocratica e più unita politicamente, con una politica monetaria unica, con una politica estera unica, con una politica della difesa unica».

Alla fine, la colpa del nervosismo dei mercati non è di Berlusconi ma di Monti che ha annunciato le sue frettolose dimissioni. E' la tesi paradossale dell'ex ministro Brunetta, per il quale bisognava seguisse «la linea di Napolitano, vale a dire una crisi ordinata, ma Monti l'ha accelerata, indicando le sue dimissioni subito dopo l'approvazione della Legge di stabilità».

Dunque, tutti contro l'uomo nero, con la Boccassini che lo accusa di prendere tempo nel processo Ruby e la vicenda dei fondi per l'editoria in cui è finito incastrato Verdini. «Aspettiamoci avvisi di garanzia che spuntano come funghi», ha detto ieri il Cavaliere, al quale però fa gioco tutta questa attenzione su di lui e le accuse che muove alla politica recessiva di Monti, piegato ai diktat dell'Europa.

E' arrivata l'ora di «un'operazione verità sull'imbriglio dello spread» che portò alla caduta del governo Berlusconi: sarà il tema della contro conferenza stampa di fine anno organizzata da Brunetta, con la probabile partecipazione del Cav. Un contraltare alla conferenza del premier Monti del 21.

In questo modo Berlusconi cerca di recuperare i milioni di voti persi e di far dimenticare che gli impegni in Europa li aveva sottoscritti lui. Ma ora siamo in campagna elettorale e bisogna pensare a mettere su una bella coalizione con la Lega e magari il nuovo movimento di destra di La Russa-Gasparri, senza Matteoli, in forse Alemanno, con l'innesto di Crosetto e la giovane Giorgia Meloni come punte di lancia.

 

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