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LA RIVOLUZIONE “APERTA” DELLA SILICON VALLEY ERA SOLO UNA SCUSA PER FARE PIÙ SOLDI POSSIBILE, SENZA ROTTURE DI COJONI – I MILIARDARI TECH SONO PASSATI DAL FINANZIARE I DEMOCRATICI E LA SINISTRA WOKE AL FASCIO-TRUMPISMO SENZA FARE UN PLISSÉ. COME? LO RACCONTA IL LIBRO “GILDED RAGE” (LA RABBIA DORATA), DI JACOB SILVERMAN: “'INGRASSATA' DAL DENARO FACILE DEGLI ANNI DEI TASSI BASSI, L'INDUSTRIA TECH DIVENTA SEMPRE PIÙ REAZIONARIA E ALIENATA DAI SUOI CLIENTI" - "I MILIARDARI VIZIATI PENSAVANO DI POTER RIFARE IL MONDO A PROPRIA IMMAGINE, SALVO POI SCOPRIRE CHE LA LORO RIVOLUZIONE INCONTRAVA LA RESISTENZA DI ATTIVISTI, REGOLATORI E GIORNALISTI”

Traduzione di un estratto dell’articolo di Richard Waters per il “Financial Times”

 

JACOB SILVERMAN - THE GILDED RAGE

C’è stato un tempo, non troppo lontano, in cui figure della Silicon Valley come Elon Musk e Marc Andreessen finanziavano e sostenevano candidati politici democratici.

 

Anche se talvolta rimpinguavano le casse di repubblicani favorevoli alle imprese, sembravano comunque incarnare in modo affidabile l’etica liberale che da sempre permea la scena tecnologica della California settentrionale.

 

A un certo punto, però, qualcosa si è rotto. Non si è trattato solo di un cambio di fedeltà politica: sono diventati guerrieri culturali, impegnati in una battaglia uscita dai confini di X (Twitter) per trasformarli in presenze fisse di Mar-a-Lago e della Washington dell’era Trump 2.0.

 

Come suggerisce il titolo del libro, “Gilded Rage”, l’autore Jacob Silverman ritiene che tutto questo sia molto più di una semplice questione di interesse personale o di divergenze politiche con i Democratici. In questo racconto, i tecnologi sono ricchi e arrabbiati, e non hanno più intenzione di sopportare nulla.

 

mark zuckerberg - lauren sanchez - jeff bezos - sundar pichai elon musk al giuramento di trump

[…] “Gilded Rage” […] è un resoconto vivace e provocatorio su come alcune delle menti più brillanti della tecnologia siano passate a destra, anche se non fornisce una spiegazione del tutto completa.

 

Secondo Silverman, tutto iniziò con la crescita smisurata delle fortune tecnologiche negli anni dei tassi d’interesse bassi successivi alla crisi finanziaria del 2008.

 

“Ingrassata” dal denaro facile, scrive l’autore, l’industria tech divenne “sempre più reazionaria e alienata dalle persone che avrebbero dovuto essere i suoi clienti”.

 

PETER THIEL E LA PAYPAL MAFIA - FOTO DI FORTUNE

È una critica ormai classica del periodo di Uber e WeWork: l’innovazione venne sostituita dal cinismo dello sfruttamento, mentre le startup abbandonavano la creatività per usare montagne di contanti allo scopo di schiacciare la concorrenza.

 

Un’analisi più equilibrata riconoscerebbe che ogni esplosione d’innovazione è seguita da una fase di assestamento, mentre la nuova tecnologia raggiunge il mercato di massa.

 

Più che un tradimento dello spirito originario della Silicon Valley, questa appare come una fase necessaria del ciclo tecnologico.

 

JACOB SILVERMAN

Qualunque ne sia l’origine, Silverman sostiene che la ricchezza e il potere enormi che ne seguirono abbiano rivelato forze reazionarie latenti. Quando gli spavaldi imprenditori tecnologici si accorsero di non ricevere il riconoscimento che credevano di meritare, esplosero in un impeto di risentimento.

 

L’autore definisce questo fenomeno come «una destra corporativista e tecno-fascista, il naturale territorio ideologico di miliardari viziati che un tempo pensavano di poter rifare il mondo a propria immagine, salvo poi scoprire che la loro rivoluzione proposta incontrava la resistenza di attivisti per la privacy e i diritti dei lavoratori, regolatori, giornalisti e persone semplicemente non disposte ad accettare la visione offerta».

 

marc andreessen

Questo aiuta a spiegare il bizzarro senso di risentimento che trasmettono alcuni miliardari di oggi, ma manca di sfumature. L’intensa frustrazione verso l’apparato amministrativo mostrata da persone come Musk, l’istinto libertario e il desiderio tipico degli uomini d’affari di avere meno regolamentazione e tasse più basse possono aver creato un cocktail tossico, ma Silverman non dimostra che ciò equivalga a un vero sostegno per il fascismo. Inoltre, concentrandosi su pochi estremisti anti-woke e rumorosi, l’autore ignora il più ampio adattamento dell’industria tecnologica alla nuova Casa Bianca di Trump.

 

david sacks

Musk è la figura centrale del libro, anche se Gilded Rage si basa perlopiù su inchieste e interviste altrui, aggiungendo poco di nuovo sull’uomo. Il suo scivolamento verso lo zelo anti-woke su X viene attribuito al fatto che uno dei suoi figli è transgender, ma resta in parte un mistero come l’uomo più ricco del mondo si sia lasciato distrarre da un tentativo donchisciottesco di smantellare il governo federale.

 

Per molti lettori, però, più interessanti di Musk sono gli altri protagonisti della nuova destra tecnologica: Peter Thiel, da tempo spina dorsale intellettuale dei libertari della Silicon Valley, e investitori come Andreessen, David Sacks e Garry Tan. Queste figure sono diventate non solo importanti finanziatori, ma anche profeti e filosofi per una nuova generazione di imprenditori.

 

Mark Zuckerberg - Jeff Bezos - Sundar Pichai - Elon Musk - INAUGURATION DAY DEL SECONDO MANDATO DI DONALD TRUMP

Silverman costruisce la sua tesi attraverso una serie disordinata di episodi, con risultati alterni. Un capitolo sulla partecipazione saudita in Twitter risale perlopiù a prima dell’acquisizione di Musk.

 

Un altro, che presenta i legami più stretti tra la tecnologia e il Pentagono come un’inquietante svolta a destra, trascura le origini militari della Silicon Valley e il fatto che fu Ash Carter, segretario alla Difesa sotto Obama, a voler costruire ponti con il nuovo establishment tecnologico.

 

Molte delle critiche di Silverman, però, colpiscono nel segno. Denuncia giustamente l’ipocrisia di un gruppo di sedicenti libertari che due anni fa invocò l’intervento del governo per salvare la Silicon Valley Bank, quando a rischio c’erano i loro stessi soldi.

 

mark zuckerberg, donald trump e melania trump a cena alla casa bianca

E coglie bene il mutamento che ha visto start-up idealiste e ribelli trasformarsi in colossi aziendali che si presentano come campus utopici, ma si governano come stati di sorveglianza, con uffici dedicati al monitoraggio delle potenziali “minacce interne”.

 

Gilded Rage si conclude prima del caos e del fallimento del progetto governativo di Musk, il cosiddetto Doge Project, e dice poco sul modo in cui i CEO delle altre grandi aziende tech si sono lasciati usare come comparse nella dorata Casa Bianca di Trump. […]

 

peter thiel arriva stoccolma per la riunione del gruppo bilderberg 3

Il focus ristretto su Musk e il suo gruppo lascia poco spazio a figure come Mark Zuckerberg, la cui nuova e spavalda personalità è una delle manifestazioni più interessanti della correzione culturale in atto nella tecnologia.

 

Liberatosi dalle sue precedenti certezze liberal, Zuckerberg si è lamentato del fatto che il mondo degli affari sia diventato “culturalmente neutro” e che serva più “energia maschile”. Le sue strane dichiarazioni catturano perfettamente la ricerca goffa di un terreno comune tra l’etica libertaria e maschile della Silicon Valley e il populismo reazionario anti-woke del trumpismo.

 

JD VANCE PETER THIEL

Quanto durerà questa alleanza va oltre l’ambito del libro. Le spaccature con Musk e le divergenze su temi come l’immigrazione qualificata e il finanziamento della ricerca scientifica rivelano importanti differenze. Suggeriscono che il tecno-futurismo della Silicon Valley sarà sempre un abbinamento scomodo con le forze retrive e negative del trumpismo.

 

La recente minaccia di Musk di creare un nuovo partito politico è stata presto dimenticata e, ultimamente, l’Es incontrollato della Silicon Valley sembra aver ricucito i rapporti con il Super-Io della Casa Bianca. Ma la loro rottura ha comunque il sapore di un presagio di ciò che verrà.

jeff bezos con kash patel all inauguration day di trump

 

elon musk contro mark zuckerberg meme

 

JD VANCE SENZA BARBA QUANDO LAVORAVA CON PETER THIEL

mark zuckerberg e donald trump a cena alla casa bianca MEME SU MARK ZUCKERBERG CHE SPIZZA LE TETTE DI LAUREN SANCHEZ ALL INAUGURATION DAY DI TRUMPmark zuckerberg e donald trump a cena alla casa bianca

 

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