IL RUGGITO DI LEONE! IL PAPA TUONA CONTRO “L’INDUSTRIA DELLA GUERRA” E BATTEZZA LA “GEOPOLITICA DELLA MISERICORDIA”: “C'È BISOGNO DI MULTILATERALISMO. CERCARE DI RAGGIUNGERE UN ACCORDO TRA KYIV E MOSCA SENZA INCLUDERE L'EUROPA NON È REALISTICO" – DOPO IL GIUBILEO (CON OLTRE 33 MILIONI DI PELLEGRINI A ROMA), LEONE APRE IL CONCISTORO CON TUTTI I CARDINALI PER LE RIFORME CHE DOVRÀ AFFRONTARE NEL CORSO DEL SUO PONTIFICATO. SI DISCUTERÀ DI EVANGELIZZAZIONE, RIFORMA DELLA CURIA ROMANA E DEL CONTROVERSO TEMA DELLA MESSA IN LATINO…
1 - PAPA LEONE, SFERZATA AI POTENTI
Giacomo Galeazzi per “la Stampa” - Estratti
papa leone chiude la porta santa a san pietro 1
In campo contro ogni guerra. Per l'Epifania, il Papa chiude la Porta Santa nella basilica vaticana e termina l'Anno Santo (oltre 33 milioni di pellegrini nel Giubileo dei due Papi) stigmatizzando «deliri di onnipotenza, aggressioni, nuove schiavitù, dominio dei violenti». Leone XIV mette in guardia dalle «lusinghe dei potenti», esorta a «cercare la pace» e avverte: «In un mondo pericoloso e respingente la paura accieca e l'economia distorta ne trae profitti. Il mercato trasforma tutto in affari».
No «all'industria della guerra e alle disuguaglianze», sì «all'artigianato della pace e all'equità». Servono «tessitori di speranza» così da «incamminarci verso il futuro per un'altra strada». A San Pietro il Capo dello Stato Sergio Mattarella, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, il sottosegretario Alfredo Mantovano. Oggi il concistoro per tracciare con i cardinali le linee future della Chiesa. Ieri la condanna di quello che Francesco chiamava «lo spirito di Caino».
papa leone chiude la porta santa a san pietro 2
In agenda Ucraina, Terra Santa, Venezuela, decine di conflitti dimenticati nel Sud del mondo. Il Pontefice ha già chiarito la strategia: «C'è bisogno di multilateralismo e di unità tra i Paesi. Cercare di raggiungere un accordo tra Kyiv e Mosca senza includere l'Europa non è realistico e molto dipende dalle garanzie di sicurezza che vanno trovate. Non tutti lo capiscono, ma qui c'è un'opportunità per tutti i leader dell'Europa di unirsi».
Osserva a La Stampa il prefetto vaticano Marcello Semeraro: «In ciascun teatro di crisi la neutralità per la Santa Sede non significa indifferenza ma lavoro silenzioso senza precludersi possibilità di pace coinvolgendo tutti». E aggiunge: «La linea resta quella di ricavare spazio per la diplomazia sottraendolo alle armi. Prima Francesco e adesso Leone cercano punti di incontro e occasioni per avvicinare le parti.
papa leone XIV - angelus di santo stefano
Stare insieme senza precondizioni, partendo dai nodi concreti da sciogliere come accaduto per i corridoi alimentari e sanitari. Ad animare una sincera volontà di dialogo può essere solo il desiderio di incontrarsi più che di scontrarsi. Così la comunità internazionale potrà concorrere ovunque a sradicare le premesse dei conflitti e della distruttiva volontà di conquista».
E venerdì il Papa parlerà di sfide geopolitiche agli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede.
Leone confida in una «umanità trasformata non da deliri di onnipotenza ma dal Dio che per amore si è fatto carne.
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Ecco la geopolitica della misericordia, chiosa monsignor Marco Malizia, consigliere ecclesiastico della Farnesina:
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«Ciò significa schierarsi dalla parte dei perdenti dell'umanità, di tutte le popolazioni deboli e marginalizzate. La giustizia sociale è necessaria alla pace in terre martoriate dai conflitti come il Corno d'Africa». Dice Leone all'Angelus: «Gli estranei e gli avversari diventino fratelli e sorelle, al posto delle diseguaglianze ci sia equità, invece dell'industria della guerra si affermi l'artigianato della pace». Il rispetto della sovranità vale a Est come a Ovest. Resta la chance di un viaggio papale a Kyiv.
«Lo stile di Leone è attento a ottenere il più possibile dal dialogo senza gesti che possano compromettere l'opera di pacificazione – nota il cardinale Semeraro –. La diplomazia pontificia, attraverso la Segreteria di Stato e le nunziature, opera nel silenzio, non nel clamore. In ciascuna crisi il Papa non si lascia sfuggire opportunità che evangelicamente considera occasioni di Grazia».
papa leone XIV - angelus di santo stefano
E prosegue il porporato: «Neutralità va intesa come sollecitudine a non chiudere porte e a mettersi in campo per mediare. Non è l'atteggiamento di chi non vede torti e ragioni. La missione del Papa implica la responsabilità di guardare ogni settore per scorgere sentieri di pace. Parteggiare per gli uni a scapito degli altri danneggia i progetti di conciliazione. Essere neutrali significa rispettare la complessità di una situazione, tenere aperti canali per una interlocuzione e cogliere i segnali opportuni per fare qualcosa di buono così da uscire dalla perversa logica della forza. Non vuol dire mettere sullo stesso piano aggressori e aggrediti. Perseguire la pace esige di praticare la giustizia, non equiparare posizioni già chiare agli occhi dell'umanità. Anche a Gaza».
Stesso approccio per la salvaguardia della «sovranità del popolo venezuelano» superando «la geopolitica della prepotenza» e «la violenza come strumento di soluzione di controversie. Vale ovunque».
leone xvi benedizione urbi et orbi
Con lo sguardo alle trattative sull'Ucraina e alle implicazioni umanitarie. «Una guerra in Europa a otto decenni dal conflitto mondiale è ancora più dolorosa per il Papa.
Contrappone due popoli cristiani – precisa il cardinale – .
Leone XIV si spende in prima persona per trovare spazi di mediazione».
Al Sinodo della Chiesa greco-cattolica ha parlato di conflitto «insensato», benedetto un gruppo di mamme di soldati caduti in combattimento, cantato il Padre Nostro in ucraino. Fuori «dalla diabolica spirale che si nutre di paura, logica da guerra permanente, riarmo, vendetta, aggressione preventiva».
2 - IL CONCISTORO DOPO IL GIUBILEO LEONE APRE LA SFIDA DELLE RIFORME
Iacopo Scaramuzzi per “la Repubblica” - Estratti
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Chiusa la Porta santa, Leone XIV apre il cantiere delle riforme ecclesiali senza perdere tempo. Il Papa ha concluso solennemente il Giubileo della Speranza, ieri, accostando di persona i battenti di bronzo dell'ingresso di San Pietro solcato per tutto l'anno santo da milioni di pellegrini, e da questo pomeriggio si riunisce per due giorni con tutti i cardinali del mondo che ha convocato a Roma per discutere dei nodi fondamentali che dovrà affrontare nel corso del suo pontificato.
Alla cerimonia che si è svolta ieri, solennità dell'Epifania, conclusa dall'Angelus straordinariamente recitato dal loggione di San Pietro, ha assistito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura. «Se non ridurremo a monumenti le nostre chiese, se saranno case le nostre comunità, se resisteremo uniti alle lusinghe dei potenti, allora saremo la generazione dell'aurora», ha detto Robert Francis Prevost nell'omelia, «e serviremo una magnifica umanità, trasformata non da deliri di onnipotenza, ma dal Dio che per amore si è fatto carne». La Porta santa «ha conosciuto il flusso di innumerevoli uomini e donne», ha detto ancora il Papa: «Chi erano e che cosa li muoveva? Che cosa hanno trovato?». E, ancora, «c'è vita nella nostra Chiesa? C'è spazio per ciò che nasce?
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Amiamo e annunciamo un Dio che rimette in cammino?».
Interrogativi che risuoneranno nell'aula nuova del Sinodo dove oggi e domani si svolgerà, a porte rigorosamente chiuse, il primo Concistoro straordinario di Leone. Si tratta di una riunione di cardinali (attualmente sono 245 presenti in tutto il globo ma tra i più anziani potrebbe esserci più di una defezione) che si celebra, recita il diritto canonico, «quando lo suggeriscono peculiari necessità della Chiesa o la trattazione di questioni particolarmente gravi».
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Ora Leone XIV, che fin dall'inizio ha precisato di non voler essere un «condottiero solitario», ha convocato un Concistoro straordinario che non ha natura deliberativa ma, ha spiegato il Vaticano, favorirà «un discernimento comune e ad offrire sostegno e consiglio al Santo Padre nell'esercizio della Sua alta e gravosa responsabilità nel governo della Chiesa universale».
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Se ufficialmente non c'è un'agenda, in una lettera riservata che ha inviato ai cardinali prima di Natale il Papa ha già indicato quattro aree tematiche, che, suscitando apprensione tra i porporati più conservatori, prendono le mosse dalla spinta riformista di Francesco. Si discuterà della evangelizzazione muovendo dall'esortazione apostolica Evangelii Gaudium, il testo programmatico con il quale Francesco spingeva la Chiesa ad uscire dalle proprie certezze occupandosi dei poveri e dialogando con la società. Si parlerà poi di riforma della Curia romana a partire dalla costituzione apostolica di Bergoglio, Praedicate Evangelium; di sinodalità, ossia il metodo con il quale il Papa argentino ha coinvolto anche laici e donne nelle discussioni sui temi caldi della Chiesa;
e infine del controverso tema della messa in latino, caldeggiata dai tradizionalisti e respinta dai progressisti. I cardinali avranno momenti di discussione, in assemblea e in gruppi di lavoro, pregheranno insieme e insieme mangeranno (il pranzo dei giovedì con Leone si svolgerà nell'atrio dell'aula delle udienze). Il Concistoro inizia questo pomeriggio alle 16 e si conclude domani sera alle 19 con le conclusioni del Papa e la recita del Te Deum.
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