TRACCE DI ROSSETTO – SCUOLA 2012: BASTA METTERSI UN PAIO DI PANTALONI ROSA E SI VIENE VESSATI PEGGIO CHE IN UNA CASERMA - È QUELLO CHE È SUCCESSO AD ANDREA, IL RAGAZZO SUICIDA DEL LICEO CAVOUR DI ROMA - SI METTEVA LO SMALTO PER NON MANGIARSI LE UNGHIE, MA ORMAI ERA STATO ETICHETTATO COME FROCIO - IL TUTTO AVVENIVA SOTTO GLI OCCHI INDIFFERENTI DEGLI INSEGNANTI – LO SFOGO DELLA MADRE...

Corrado Zunino per "la Repubblica"

Legge un foglio, all'inizio. Teresa è minuta. Gli occhiali eleganti, il taglio dei capelli corto, ricercato. Laureata in Giurisprudenza senza aver mai esercitato, mamma Teresa legge. Così racconta Andrea, suo figlio. Poi risponde alle domande, ma chiede di porgerle lentamente. Respirando in profondità, fermando la parola, allontanandosi dalla sala e rientrando, trova infine l'anima per dire tutto quello che sente: «Sono dentro un tunnel nero, ma quella notte mi ha tolto solo il corpo di Andrea perché lui è qui, è dentro di me, è davanti a me. Per quindici anni ho avuto l'onore di crescere una creatura speciale».

Andrea si è impiccato con una sciarpa nella notte tra martedì e mercoledì, nella sua camera da letto, al terzo piano di un palazzo d'angolo dietro la stazione Ostiense, a Roma. L'ha trovato senza vita il fratello Daniele. Andrea era innamorato, non corrisposto, di una compagna di scuola. Andrea per carnevale si era messo un paio di pantaloni rosa, jeans usciti male da un bucato di lavatrice: quell'immagine, fermata in uno scatto, l'avrebbe distrutto.

Andrea, su suggerimento della madre, si smaltava le unghie perché se le mangiava e doveva tornare a suonare il pianoforte. Andrea, su sua iniziativa, appoggiato dalla madre, usava lo smalto colorato: «Era estroso, era un ragazzo più avanti, più grande. L'abbiamo cresciuto libero e nei principi della tolleranza. Non ho dubbi sulla sua identità sessuale, se fosse stato gay me l'avrebbe detto, parlavamo molto. Aveva un astuccio e una maglietta rosa, e allora? Era pieno di fantasia e cultura. A nove anni si era iscritto alla biblioteca comunale e da allora si era divorato mille libri».

Signora Teresa, lei ha scritto: «Le istituzioni del luogo che dovrebbe formarti non sono state in grado di percepire il disagio, non sono state in grado di segnalare la violenza, non hanno fatto nulla per impedirla».
«Al liceo Cavour è accaduto questo. Io ero convinta che Andrea fosse un ragazzo integrato, a ogni colloquio gli insegnanti me lo facevano credere. Alla fine dell'anno scorso mi dissero che si era perfettamente inserito, nonostante i miei timori. Sapete, veniva da una scuola confessionale e tutta maschile, era stato selezionato per cantare nel Coro del Vaticano: l'approccio con il Cavour avrebbe potuto essere duro. Adesso sento docenti dire che mio figlio aveva la forza per difendersi dalle violenze quotidiane. E perché non mi hanno mai detto nulla? Perché devo scoprire adesso, me lo ha detto un suo compagno di scuola, che tre settimane fa Andrea aveva già tentato il suicidio?».

Cosa le hanno nascosto, al liceo Cavour?
«Solo dopo la morte ho saputo che sui muri della sua scuola qualcuno aveva scritto grande così: "Non vi fidate del ragazzo con i pantaloni rosa, è frocio". Un docente fece cancellare la scritta da un imbianchino, ma nessuno mi ha mai avvertito».

È vero che un insegnante lo redarguì per le unghie smaltate?
«Durante un'interrogazione, me lo raccontò Andrea. Davanti a tutti gli chiese: "Ma tua mamma lo sa che porti lo smalto?". Andrea usò la sua ironia acuta: "Mamma
dice sempre: fa quello che vuoi, basta che mi dai dei nipotini". Risero
tutti».

Signora Teresa, sembra di capire, tuttavia, che molte cose di Andrea neppure lei le conoscesse.
«Ho provato ad avere l'attenzione di una madre, sapevo che era un ragazzo diverso degli altri, che rischiava di diventare un soggettone in una scuola statale. Scrutavo il suo mondo su Facebook cercando di non violarne l'intimità. Scoprivo conversazioni sane, alte, romantiche e spegnevo il computer serena».

Sapeva dell'esistenza di una pagina Facebook intitolata al "ragazzo con i pantaloni rosa" e destinata a schernire suo figlio?
«Non sapevo nulla. Sapevo, però, che qualcuno gli aveva rubato la password per accedere alla sua pagina Facebook, quella personale, e che in un'occasione qualcuno era entrato direttamente in una sua conversazione. Una volta mi rivelò che il suo computer personale gli era stato rubato e poi restituito».

Per farne che?
«Si sono sostituiti ad Andrea e hanno inserito una frase sconcia sulla pagina della ragazza di cui era innamorato. Volevano creargli un problema con lei quando Andrea le costruiva sotto il portone di casa pupazzi di neve con i cuoricini».

Ha capito chi è stato a vessare suo figlio?
«La procura di Roma sta indagando, io li sto aiutando. Certo, c'era un gruppo all'interno della classe ostile ad Andrea e ai suoi amici, quelli che venivano il sabato in casa nostra e si preparavano da mangiare da soli. Insieme a questi compagni di classe nemici, nemici senza un motivo reale, c'erano ragazzi più grandi, comunque minorenni».

Il nonno di Andrea, in conferenza stampa, dice che gli aguzzini di Andrea erano in chiesa il giorno del funerale. Il nonno e l'avvocato Eugenio Pini confermano che all'interno del liceo Cavour si era formato un gruppo di giovani «qualunquisticamente di destra, aggressivi e sessisti».

Dice, ancora, la madre: «Anche al Cavour, almeno per molti ragazzi, se non bestemmi e non fumi non sei figo. E se non sei figo, sei frocio. C'è bullismo lì e io voglio che i responsabili del bullismo siano individuati, anche fossero minorenni. E che, oggi che sono così piena di sensi di colpa, "se non gli avessi fatto mettere quello smalto, quel vestito", siano riconosciute tutte le responsabilità della scuola».

 

andrea con la madre teresaFIACCOLATA IN RICORDO DI ANDREA CONTRO OMOFOBIA jpegUOMO CON ROSSETTOUOMO CON ROSSETTOFIACCOLATA IN RICORDO DI ANDREA CONTRO OMOFOBIA jpegFIACCOLATA IN RICORDO DI ANDREA CONTRO OMOFOBIA jpeg

Ultimi Dagoreport

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?