salvini di maio

DAGONOTA - SALVINI HA FATTO UN GROSSO ERRORE TATTICO CHIEDENDO IL TAGLIO DEI PARLAMENTARI. COSÌ IL TRUCE RISCHIA DI NON AVERE I VOTI PER SFIDUCIARE IL GOVERNO E DI FAR NASCERE CONTRO DI LUI UN ESECUTIVO TECNICO (O DEL PRESIDENTE, CHE È LA STESSA COSA) - SALVINI CE LA PUÒ ANCORA FARE MA SOLO SE TROVA UN ACCORDO ESPLICITO CON BERLUSCONI E, SOTTO BANCO, CON ZINGARETTI. LE PROSSIME 48 ORE SARANNO DECISIVE

DAGONOTA

matteo salvini e matteo renzi si incrociano in senato 1

Salvini ha fatto un grosso errore tattico chiedendo il taglio dei parlamentari prima di votare la sfiducia a Conte. Un altro errore è quello di chiedere a Berlusconi la lista unica. Così il Truce rischia di non avere i voti per sfiduciare il governo e quindi di far nascere un governo tecnico (o del Presidente, che è la stessa cosa) contro di lui. Salvini ce la può ancora fare ma solo se trova un accordo esplicito con Berlusconi e, sotto banco, con Zingaretti. Le prossime 48 ore saranno decisive.

 

LA NUOVA ALLEANZA

Antonio Polito per “il Corriere della sera”

 

È l a crisi più pazza del mondo. Si va al Senato convinti di assistere a una delle ore più gravi della Repubblica, e se ne esce con la sensazione che effettivamente la situazione politica è grave, ma non seria.

I senatori arrivano dritti dritti dalle vacanze, e si vede.

VIGNETTA TEDESCA - SALVINI COME MUSSOLINI A PIAZZALE LORETO

Salvini sfotte quelli del Pd sostenendo che ne invidia l' abbronzatura, e quelli del Pd rispondono «Papeete Papeete». Sono stati tutti convocati il 13 di agosto per decidere se il presidente del Consiglio Conte deve andare in Aula a riferire della crisi oggi 14 agosto, anniversario della tragedia del Ponte Morandi, o martedì 20 agosto. Pare una questione di vita o di morte, e infatti c' è il pienone delle grandi occasioni. Salvini esige di votare subito la sfiducia al governo per farlo dimettere, non può aspettare neanche un giorno di più. Ma appena otto giorni fa, il 5 agosto, gli ricorda soave una senatrice sudtirolese, ha chiesto e ottenuto dalla stessa aula del Senato il voto di fiducia al governo sul decreto sicurezza-bis. Nel frattempo, però, il leader della Lega non si dimette né fa dimettere i suoi ministri, unico metodo sicuro per provocare la crisi di governo che pure tanto dichiara di volere.

daniela santanche' al senato

 

La sua volontà di accelerare la distruzione del governo di cui fa ancora parte viene però bocciata dall' Aula, che lo mette in minoranza (in fin dei conti dispone solo del 17% dei seggi): il calendario è votato da un' alleanza nuova e spuria, che mette insieme Cinque Stelle e Pd e tutti quelli che non vogliono essere mandati a casa dal ministro dell' Interno (sono molti, anche in Forza Italia, ancora in attesa di sapere se verrà ammessa nella coalizione in caso di elezioni). Sembrerebbe profilarsi una sconfitta tattica per Salvini.

 

Quella che un' ora prima del dibattito ha annunciato in conferenza stampa Renzi, vero e proprio regista dell' operazione Tutti Contro Matteo (l' altro). Ricuce con Zingaretti, accetta il lodo Bettini, e si dice convinto che la nuova maggioranza comparsa ieri al Senato possa diventare politica, darsi un programma, formare un nuovo governo, durare l' intera legislatura ed eleggere il successore di Mattarella nel 2022.

i senatori leghisti abbracciano matteo salvini

 

Una specie di «contratto-bis»: così come Cinque Stelle e Lega si allearono dopo essersi combattuti alle elezioni, ora potrebbe succedere lo stesso tra Cinque Stelle e Pd che dopo le elezioni si respinsero sdegnati.

 

Ma ecco che Salvini, fiutata la trappola, prova a uscire dall' angolo in cui Renzi voleva metterlo, e infila una zeppa non da poco tra Di Maio e i democratici: dichiara di accettare lui la richiesta grillina di votare prima il taglio dei parlamentari e poi dopo («subito dopo», precisa) andare alle elezioni.

matteo salvini parla al senato 1

 

Il Pd accusa chiaramente il colpo. Non se l' aspettava nessuno. Anche perché chiedere la crisi di governo per il giorno successivo e la riforma costituzionale per la settimana appresso è davvero un colpo di teatro. Il capogruppo dei Cinque Stelle salta sulla contraddizione: senza un governo non ci può essere il voto sul taglio, dunque ritirate la mozione di sfiducia.

 

matteo renzi in senato

Ci sarebbe anche un altro problemino: se si approva una riforma costituzionale bisogna poi aspettare per mesi un eventuale referendum prima che vada in vigore. Lo risolve Salvini: il taglio dei parlamentari - precisa - sarebbe a futura memoria, non varrebbe per il prossimo Parlamento ma per quello dopo ancora. Si può fare? Boh. Ma così intanto inguaia il Pd, che contro quella legge ha già votato tre volte e ne teme l' effetto maggioritario implicito, capace di trasformare un' ipotetica maggioranza elettorale di centrodestra del 50% nel 65% di seggi, un blocco che potrebbe anche da solo cambiare la Costituzione.

matteo salvini e matteo renzi si incrociano in senato

 

Fatto sta che la Camera dei deputati, un' ora dopo, mette in calendario per il 22 di agosto il voto definitivo sul taglio dei parlamentari. E ora nessuno sa più che cosa succederà.

Cadrà prima il governo Conte il 20 agosto al Senato, o la Camera il 22 agosto approverà prima la più grande riforma del governo cadente?

 

I coscritti del Senato sciamano verso i lidi da cui provengono in preda a questi dilemmi.

La crisi intanto non è per questa settimana: Ferragosto con i tuoi. Forse nemmeno la prossima, e quella dopo ancora finisce il mese. La road map al voto anticipato è molto più tortuosa della rotta tracciata dal Capitano. Anzi, per dirla tutta, al momento pare che al timone non ci sia nessuno.

senato informativa di giuseppe conte sui presunti fondi russi alla lega 4matteo salvini al senato

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