‘STO MELONELLUM NON E’ MATURO – SALVINI E LUPI VOGLIONO RIPRESENTARE AL SENATO L’EMENDAMENTO ALLA LEGGE ELETTORALE CHE PREVEDE LE PREFERENZE, GIA’ BOCCIATO ALLA CAMERA – A PALAZZO MADAMA NON E’ PREVISTO IL VOTO SEGRETO E CHI SI OPPONE DOVRA’ METTERCI LA FACCIA. MA ALMENO DIECI SENATORI (SU VENTI) DI FORZA ITALIA SONO PRONTI A NON VOTARE L’EMENDAMENTO – E SE ANCHE LA PROPOSTA FOSSE APPROVATA AL SENATO, UN NUOVO PASSAGGIO A MONTECITORIO SAREBBE INEVITABILE, CON TUTTI I RISCHI DEL CASO - TUTTO È LEGATO ALLA DATA DELLE ELEZIONI: VOTEREMO A OTTOBRE, IN PRIMAVERA O A SCADENZA NATURALE? – OCCHIO ALLA DATA DEL 14 APRILE 2027, QUANDO DOPO QUATTRO ANNI, SEI MESI E UN GIORNO I PARLAMENTARI MATURERANNO LA PENSIONE…
1 - LA LEGGE ELETTORALE A PALAZZO MADAMA PREFERENZE, SALVINI E LUPI INSISTONO
Estratto dell’articolo di Alessandra Arachi per il “Corriere della Sera”
maurizio lupi matteo salvini assemblea nazionale noi moderati foto lapresse
La legge elettorale è arrivata in Senato alle otto di ieri sera. Martedì o mercoledì prossimo verrà incardinata in commissione Affari costituzionali dal presidente Andrea De Priamo. E adesso decidere cosa fare con il testo licenziato dalla Camera è diventato un calcolo a geometria variabile.
Tutto è legato alla data delle elezioni, ovviamente. In autunno, a ottobre? In primavera, ad aprile? A scadenza naturale? Con una data che potrebbe fare da spartiacque: il 14 aprile 2027, quando dopo quattro anni, sei mesi e un giorno i parlamentari matureranno la pensione.
La discriminante potrebbe farla la scelta sull’emendamento sulle preferenze. Sì, proprio quello che martedì scorso ha mandato sotto il governo, per un voto. Segreto.
Quello tanto caro alla premier Giorgia Meloni e tanto inviso alle donne di Montecitorio. In formazione bipartisan. Matteo Salvini, leader della Lega, preme per ripresentarlo […]
FRANCHI TIRATORI EMENDAMENTO PREFERENZE CAMERA DEI DEPUTATI
Con lui Maurizio Lupi, leader di Noi moderati: «[…] Al Senato Noi moderati riproporrà il tema delle preferenze per ridare la scelta dei rappresentanti ai cittadini». A questo punto il partito della premier prende tempo: «Ne discuteremo», ha detto ieri il ministro Francesco Lollobrigida. […] Antonio Tajani, vicepremier e leader degli azzurri, sulle preferenze non si è ancora sbottonato e alla fine a fare la differenza con la Camera c’è un dettaglio affatto secondario: al Senato per una materia come questa il voto segreto non è previsto. Con un voto palese i franchi tiratori spariscono e la maggioranza gioco forza si ricompatta.
laura ravetto e gli altri vannacciani espongono cartelli per le preferenze alla camera foto lapresse
Ma a quel punto il nuovo passaggio alla Camera diventerebbe inevitabile. E qui ci sono due questioni: da un lato la possibilità di una nuova bocciatura che, sarebbe molto più dolorosa della prima. Poi ci sarebbe l’altrettanto inevitabile slittamento di ipotetiche elezioni anticipate. Già adesso l’opposizione fa pressing per allungare i tempi. Ieri nelle file del Pd si è levato un coro per invocare il rinvio della legge. […]
2 - LA TRINCEA IN FORZA ITALIA IN DIECI PRONTI A DIRE NO ALL’EMENDAMENTO LA PRUDENZA DI FDI
Estratto dell’articolo di Simone Canettieri per il “Corriere della Sera”
Dieci senatori (su venti) di Forza Italia sono pronti a non votare l’emendamento sulle preferenze qualora fosse ripresentato e riformulato anche con modifiche sulla parità di genere. La notizia è a conoscenza di Giorgia Meloni. Ieri Antonio Tajani ha riunito i vertici del partito sulle prossime strategie chiedendo a tutti «buone idee» per i prossimi mesi […] Tuttavia nel corso del summit, per evitare voci dal sen fuggite, il leader non ha affrontato il «che fare?» sulla legge elettorale, arrivata ieri sera in Senato.
In compenso, a proposito di elezioni, il tesoriere Fabio Roscioli ha colto l’occasione per ribadire che i morosi non saranno ricandidati: c’è chi ancora deve pagare la quota di 20 e 30 mila euro del 2022, prevista dallo statuto forzista in caso di elezione a seconda del collegio, se uninominale o proporzionale.
La posizione di FI agita la coalizione, chiaro. Stefania Craxi, neo capogruppo a Palazzo Madama, non sembra intenzionata a indietreggiare. […] Anche questo è un ulteriore elemento di riflessione per la premier, intenzionata per ora «a far posare la polvere della battaglia alla Camera e poi deciderà», come raccontano i suoi colonnelli.
DeputatI opposizioni esultano al momento della bocciatura delle preferenze
Matteo Salvini, invece, non ha dubbi: è a favore dell’emendamento. Oggi il segretario della Lega riunirà in una call i suoi senatori per fare il punto, ma non sembrano esserci sorprese all’orizzonte.
«Il problema è Forza Italia e non si capisce bene quale: se quella di Tajani o quella di Cologno Monzese, a cui è molto vicina Craxi», dicono con una punta di perfido retroscenismo i dirigenti più vicini a Salvini. Che, con questo sì all’emendamento a Palazzo Madama, mira anche a mettere in luce le crepe tra i forzisti […]
[…]La valutazione dei rischi e dell’opportunità politica continua. Sono in molti, dentro FdI, a consigliarle prudenza. Anche perché in caso di modifica al Senato, la legge tornerebbe alla Camera in terza lettura a ottobre. Con il rischio di un voto segreto sul provvedimento, anche a fronte di uno palese sulla fiducia. La decisione sarà presa comunque prima della pausa estiva. […]
AULA DELLA CAMERA RESPINGE L'EMENDAMENTO DI FDI SULLE PREFERENZE

