umberto bossi e matteo salvini

"I DUE A MALAPENA SI SOPPORTANO, CON L'AGGRAVANTE DI DOVER NASCONDERE IN PUBBLICO LA RECIPROCA AVVERSIONE" - LA CONVIVENZA IMPOSSIBILE TRA BOSSI E SALVINI RACCONTATA DA FILIPPO CECCARELLI – "QUANDO LO SCORSO ANNO IL SENATUR COMPÌ 80 ANNI, SALVINI SI GUARDÒ BENE DAL PARTECIPARE ALLE CERIMONIE E GLI FECE FRETTOLOSI AUGURI SOCIAL, DALLA MACCHINA. ALLE ELEZIONI GLI TROVÒ SÌ UN POSTICINO IN LISTA, MA NON PROPRIO SICURISSIMO" – QUANDO BOSSI DISSE: “SALVINI? NON CAPISCE UN CAZZO”

Filippo Ceccarelli per “la Repubblica”

 

umberto bossi e matteo salvini

Nella fiaba di Andersen è un bambino a squarciare la coltre d'ipocrisia gridando per la strada: "Il Re è nudo!". Nel serial eroicomico della Lega (che nel simbolo continua inopinatamente a presentarsi "per Salvini premier") tocca invece al vecchio e malandato sovrano, deposto ormai tanti anni fa, rompere il furbo silenzio dei maggiorenti per dire quello che quasi tutti pensano e quindi che l'attuale re "è un bambino" - accusa tanto più oltraggiosa considerato che di solito sono gli anziani a rischio rimbambinimento.

 

Pur con tale asimmetrica premessa va da sé che l'affondo di Bossi verso Salvini ha ragioni politiche che investono la linea e l'orizzonte soprattutto geografico del Carroccio; questioni che certo si sono riacutizzate dinanzi all'imminente voto nella terra madre, la Lombardia. Ma come sempre accade, nello scontro confluiscono umori, sentimenti e rancori molto personali, per cui da sempre il Capitano e il Senatùr a malapena si sopportano, con l'aggravante di dover nascondere in pubblico la reciproca avversione.

LUCA ZAIA UMBERTO BOSSI MATTEO SALVINI

 

Per dire, quando lo scorso anno Bossi compì 80 anni, Salvini si guardò bene dal partecipare alle cerimonie e gli fece frettolosi auguri social, dalla macchina. Alle elezioni gli trovò sì un posticino in lista, ma non proprio sicurissimo, tanto che il fondatore fu eletto per miracolo, con i resti.

 

D'altra parte, per quanto fragile in salute, dal Papeete in poi Bossi non ha mai perso l'occasione per far capire a chiunque di non avere nessuna stima di Salvini. Detto al suo modo, dalla gestione del Quirinale alle figuracce all'estero, da Chaouqui a Capuano passando per gli affari petroliferi: "Non capisce un cazzo", là dove tale generica affermazione non esprime solo una sprezzante superiorità di ordine patriarcale, ma anche e soprattutto segnala una particolare inadeguatezza che mai come nel caso di ieri si è esplicitata.

 

matteo salvini e umberto bossi

Ora, del vecchio e linguacciutissimo Bossi si può pensare tutto il male possibile, così come è vero che gli insuccessi del giovane capo finiscono per alimentare, specie al Nord, la mitologia del vecchio leader della prima gloriosa Lega e addirittura la nostalgia fideistica della grottesca Padania indipendentista con le sue baracconate: vedi la recente proposta dell'architetto Leoni di trasformare la villetta di Gemonio in un Museo, magari con fondi pubblici.

Dopo le ultime disastrose elezioni contro Salvini si è comunque aperto un lungo, lento e in qualche modo ancora incerto processo, di cui il "Comitato del Nord" e le invettive del vegliardo costituiscono per ora delle tappe. I vari Giorgetti, Calderoli, Zaia, Fedriga e compagnia silente stanno appunto a guardare.

 

Però quando Bossi tocca quel particolare tasto - «Salvini è un bambino, con si comporta come un uomo e io sono abituato a parlare con gli uomini», ecco, al di là del caso di giornata e dalla congiuntura che l'ha determinato, la sintetica notazione lascia il segno per trasmettere, come nella favola, inusitati bagliori di verità.

 

salvini al congresso della lega

Forse saranno i social, che dei leader di questo tempo enfatizzano prima di tutto l'espressività, le facce, le smorfie, i gesti, gli accessori e gli oggetti che esibiscono, le fissazioni tipo il Ponte sullo Stretto; forse è la natura tutta esteriore del comando che rende gli odierni capi puri soggetti apparenti, sempre in bilico tra la condizione di eroe e quella della macchietta, fra retorica e capricci.

 

FILIPPO CECCARELLI

Certo fa pensare il grido levatosi dalla platea a un recente congresso della Lega: «Togliete il telefonino a Salvini!». Fatto sta che a forza di felpe, uniformi, bacioni, Nutella, maglie da calciatori, e poi cucciolini, palloncini, candeline, mini ruspe, pistole ad acqua, peluche e giocarelli, i dispositivi di infantilizzazione della leadership, generati dal marketing, non sono mai apparsi così evidenti e fruttuosi come nel caso di Salvini.

 

Si sa, o meglio si è capito come vanno queste cose e a quale esito portano tali percezioni: finché vinci e hai portato il tuo partito dal 10 al 30 per cento, tutti ti dicono: ma che bravo, che fantasia, che modernità, che slancio! Quando invece va male, e ti ripeti, perdi colpi, cerchi di salvarti premiando per paura solo la fedeltà, beh, succede che un'autorità dia voce alla vera e grande debolezza che nessun politico in nessuna fiaba potrà mai perdonarsi: sei un bambino, o peggio, sei rimasto un bambino, non è cosa per te, addio.

salvini bossi pontidaUMBERTO BOSSI E MATTEO SALVINI 4UMBERTO BOSSI E MATTEO SALVINI 2UMBERTO BOSSI E MATTEO SALVINIUMBERTO BOSSI E MATTEO SALVINI 3

Ultimi Dagoreport

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO

elkann ferragni

CHIARA FERRAGNI E' FINITA SUL GOZZO A TUTTI - UN SONDAGGIO "YOUTREND" CERTIFICA CHE, DOPO IL PANDORO-GATE, L'80% DEGLI ITALIANI HA UN GIUDIZIO NEGATIVO DELL'INFLUENCER (SOLO L'8% SI FIDA DI LEI) - MALISSIMO ANCHE JOHN E LAPO ELKANN: IL 58% DEGLI ITALIANI HA UN'OPINIONE NEGATIVA DEL PRESIDENTE DI "STELLANTIS". PEGGIO SUO FRATELLO, MAL VISTO DAL 69% DEGLI INTERVISTATI - AVVISATE CUCINELLI: IL 64% DEGLI ITALIANI NON LO CONOSCE, NONOSTANTE IL SUO FILM DAL POMPOSO TITOLO "BRUNELLO, IL VISIONARIO GARBATO", COSTATO 4 MILIONI DI SOLDI PUBBLICI...

pier silvio marina berlusconi giudici toghe magistrati

FLASH! – E MARINA FINI' MARINATA DA PIER SILVIO - LA CAVALIERA AVREBBE CHIESTO UN IMPEGNO PIÙ INCISIVO DI MEDIASET PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, IN NOME DEL “CALVARIO” SUBITO DA PAPI SILVIO - MA “PIER DUDI”, CHE È MOLTO PIÙ AUTONOMO DALLA PRIMOGENITA DI QUANTO SI RACCONTI IN GIRO, IN NOME DEL PLURALISMO SI SAREBBE OPPOSTO – PERCHÉ SPINGERE CON UNA CAMPAGNA SPECIFICA, QUANDO BASTA MARTELLARE SUGLI ERRORI GIUDIZIARI (GARLASCO, TORTORA ECC.) SUI TALK SHOW E LE TRASMISSIONI CRIME?

donald trump ted sarandos david zaslav larry david ellison paramount

CASA BIANCA DELLE MIE BRAME (PICCOLI TRUMP CRESCONO) - COME MAI LA PARAMOUNT DELLA FAMIGLIA MULTI-MILIARDARIA DI LARRY ELLISON VUOLE WARNER BROS-DISCOVERY A TUTTI I COSTI? - DOPO IL NO ALL'ULTIMA OFFERTA DI 108 MILIARDI DI DOLLARI (25 IN PIÙ DI NETFLIX) L'EREDE DAVID ELLISON PORTA L'AFFARE IN TRUBUNALE - L’OBIETTIVO PRINCIPALE NON SONO I FILM O GLI STUDIOS, MA L'EMITTENTE ALL-NEWS, LIBERAL E ANTI-TRUMP CNN, TRAMPOLINO INDISPENSABILE PER SOSTENERE LA CANDIDATURA DI ELLISON JR ALLA NOMINATION REPUBBLICANA NEL 2028…(A DIFFERENZA DI TRUMP, NON HA BISOGNO DI FARSI FINANZIARE DA NESSUNA BIG TECH...)