SALVINI ORA TIFA PER LO “STABILICUM” – IL SEGRETARIO DELLA LEGA HA CAMBIATO IDEA SULLA LEGGE ELETTORALE E SI È CONVINTO CHE L’ATTUALE SISTEMA, IL ROSATELLUM, VADA CAMBIATO – LE CRITICHE DEL CARROCCIO ALL’ELIMINAZIONE DEI COLLEGI UNINOMINALI RESTANO VALIDE (PENALIZZANO IL PARTITO NEI TERRITORI DEL NORD), CIÒ CHE È CAMBIATO È L’APPROCCIO DI FORZA ITALIA: SALVINI TEME CHE GLI AZZURRI NON VOGLIANO CAMBIARE IL ROSATELLUM E SPERINO IN UN PAREGGIO, PER POI POSIZIONARSI AL CENTRO E DIVENTARE L’AGO DELLA BILANCIA..
Estratto dell’articolo di Matteo Pucciarelli per www.repubblica.it
matteo salvini e giorgia meloni - presentazione piano casa - foto lapresse
Matteo Salvini si è convinto: il Rosatellum va cambiato. Il segretario della Lega lo ha spiegato ai propri parlamentari, riuniti mercoledì sera a porte chiuse nella Sala Salvadori, negli uffici dei gruppi parlamentari a Montecitorio.
Il ragionamento è semplice, cioè che con l'attuale sistema di voto, e con le proiezioni attuali, nessuno vincerà davvero le prossime elezioni. Per il Carroccio è l'opzione peggiore.
Il progetto su cui il vicepresidente del Consiglio intende convergere è frutto di un'intesa già raggiunta in seno alla maggioranza, cioè una legge proporzionale con premio nazionale per le coalizioni o i partiti che superino il 40 per cento dei consensi, accompagnata dall'eliminazione dei collegi uninominali.
Alla Lega del nord l'idea non è mai piaciuta, perché così si penalizzano i territori (e le candidature) nel bacino storico del partito. Ma Salvini nutre più di qualche riserva nei confronti di Forza Italia: il timore, neanche troppo velato, è che gli azzurri preferiscano arrivare al 2027 con il Rosatellum intatto, nella speranza di un risultato in equilibrio che consentirebbe loro di pesare in modo determinante nella formazione del prossimo governo. Diventando il nuovo baricentro della politica italiana.
matteo salvini al gazebo della lega a milano foto lapresse 4
Da tempo Salvini nutre diffidenza verso il mondo azzurro, dalla linea editoriale di Mediaset oggi considerata troppo liberal al segnale dato il 25 aprile scorso, con i giovani del partito che sono scesi in piazza al corteo milanese. «Se non modifichiamo la legge elettorale, rischiamo la fine del centrodestra e di restare fuori dall'esecutivo», è la sintesi del ragionamento ai suoi attribuito al vicepremier. [...]
