SARA’ PER SEMPRE...DONALD – TRUMP E’ SEMPRE PIU’ IMPOPOLARE E, TEMENDO UNA SCOPPOLA ALLE MIDTERM, INTIMA AL CONGRESSO DI APPROVARE IL “SAVE AMERICA ACT”, UNA LEGGE CHE IMPONGA AGLI ELETTORI DI MOSTRARE UN DOCUMENTO ALLE URNE E LIMITI IL VOTO PER CORRISPONDENZA – IL PROVVEDIMENTO CARO AL BULLO DELLA CASA BIANCA DANNEGGIA I DEMOCRATICI, VISTO CHE RENDE PIU’ DIFFICILE LE PROCEDURE DI VOTO PER LE MINORANZE - IL PIANO ORCHESTRATO DAL TYCOON GUARDA AL FUTURO: HA RIDISEGNATO I COLLEGI ELETTORALI ANCHE PER GARANTIRE ALTRI SEGGI "FACILI" AL PARTITO REPUBBLICANO...
Estratto dell’articolo di Paolo Mastrolilli per “la Repubblica”
«Se fate come dico io, non perderemo un'elezione per i prossimi cento anni». Le iperboli non sono mai mancate nel repertorio retorico di Donald Trump, ma questa che ha usato durante il discorso di sabato sera per festeggiare il duecentocinquantesimo compleanno degli Usa ha un fondo di verità, nella sua testa e non solo.
Rivolgendosi in teoria a tutta l'America, ha sollecitato il Congresso ad approvare la legge con cui spera di rendere impossibile il successo elettorale degli avversari. Un piano per il dominio a tempo indeterminato della scena politica da parte del Partito repubblicano, nella versione forgiata dal movimento Maga.
Per l'ultimo atto della lunga celebrazione dell'anniversario, Trump ha scelto un approccio un po' più istituzionale rispetto alle ultime uscite, comizi elettorali rivolti solo al suo mondo. Durante il discorso ha evocato gli eroi americani. [...]
Ha mostrato l'ultimo stendardo americano del Checkpoint Charlie di Berlino, per rilanciare l'attacco al comunismo: «La bandiera a stelle e strisce ha già relegato falce e martello nell'oblio in passato, e lo farà di nuovo se necessario. Il comunismo ha mostrato il suo volto orribile proprio qui in America. È come un cancro: bisogna estirparlo, in fretta». In realtà lo preoccupa che i democratici socialisti stiano vincendo le primarie spinti dal carovita.
Un suo punto debole, anche visti i due miliardi di dollari incassati da quando è tornato alla Casa Bianca. Il discorso ha rischiato di saltare, perché una tempesta di fulmini ha costretto le autorità ad evacuare la zona del comizio, col pubblico Maga infuriato che invocava un altro assalto modello 6 gennaio.
Trump però non ha mollato, e passato il pericolo si è presentato sul palco dopo le undici della sera: «Siamo un solo popolo, una sola famiglia con una sola bandiera. Come ci insegna la nostra Dichiarazione di Indipendenza, siamo tutti creati a immagine di un unico Dio Onnipotente». [...]
Poi però la necessità di usare il 4 luglio per i suoi interessi elettorali è stata più forte di lui, e ha spronato il Congresso ad approvare il "Save America Act", con cui spera di evitare la sconfitta alle midterm e oltre.
Ha già lanciato l'offensiva per ridisegnare i collegi elettorali, che ha fatto guadagnare ai repubblicani una decina di seggi, ma vuole andare oltre. Perciò chiede una legge che imponga agli elettori di mostrare un documento per accedere alle urne e limiti il voto per corrispondenza. La vuole perché svantaggia i democratici, ostacolando i gruppi che li sostengono come neri e minoranze.
Il testo è fermo in Congresso, perché i repubblicani non sono così contrari al voto postale, ma soprattutto temono che se per approvare il Save America Act cancelleranno la pratica del filibustering, che richiede 60 voti al Senato per far passare le leggi, la pagheranno quando prima o poi i democratici riprenderanno la maggioranza in Parlamento. Trump però non sente ragioni. È convinto che così garantirà al Gop un secolo di vittorie elettorali e lo pretende.
DONALD TRUMP
donald trump primo volo del nuovo air force one donato dal qatar
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DONALD TRUMP - 4 LUGLIO 2026



