giorgia meloni matteo piantedosi

DOPO IL FLOP DEL “MODELLO ALBANIA”, IL GOVERNO COMBINA UN ALTRO PASTICCIO SUI MIGRANTI – È SCOPPIATA LA BUFERA PERCHÉ AL SENATO, NEL DECRETO SICUREZZA, È STATA INSERITA UNA MISURA CHE PREVEDE UN INCENTIVO ECONOMICO DI 615 EURO ALL'AVVOCATO CHE CONVINCA IL PROPRIO ASSISTITO AD ADERIRE AL "RIMPATRIO VOLONTARIO" – IL CENTROSINISTRA INSORGE:  “È INCOSTITUZIONALE, È COME METTERE UNA TAGLIA TIPO SELVAGGIO WEST PUR DI RIMANDARE A CASA I MIGRANTI”, “SIAMO A UN PASSO DALL'ICE DI TRUMP” – LO STESSO SINDACATO DEGLI AVVOCATI, L'ORGANISMO CHE AVEVA MARCIATO COMPATTO ACCANTO AL GOVERNO PER IL SÌ AL REFERENDUM, PRENDE NETTAMENTE LE DISTANZE…

Estratto dell’articolo di Conchita Sannino per www.repubblica.it

 

giorgia meloni e matteo piantedosi alla camera foto lapresse

"Allarmante". Anzi: "Totalmente incostituzionale". "Il modo più volgare per allettare gli avvocati e legittimare la remigrazione". Uno scenario che ci trascinerebbe indietro di qualche secolo: "Come mettere una taglia tipo selvaggio west: pur di rimandare a casa i migranti".

 

Ecco come l'intero centrosinistra reagisce all'introduzione, nel decreto Sicurezza, della misura che prevede un incentivo economico, 615 euro, all'avvocato che convinca il proprio assistito ad aderire al "rimpatrio volontario".

 

Ma la questione non è solo politica, dopo l'approvazione in tempi serrati, al Senato, del provvedimento Meloni-Piantedosi. Il caso va ormai ben oltre lo scontro tra maggioranza e opposizioni. Vede schierati contro il governo anche avvocati e magistrati. E ha già spinto il parlamentare Riccardo Magi di +Europa a scrivere un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 

migranti a lampedusa

L'articolo 30 bis, introdotto nella cascata di emendamenti della maratona parlamentare, prevede che il ministero dell'Interno possa stipulare accordi per programmi di rimpatrio volontario, anche con il Consiglio nazionale forense.

 

"Una vergogna normativa che lede la stessa dignità dei professionisti e rispetto alla quale, mi auguro, che l'avvocatura faccia sentire la sua voce - sottolinea Debora Serracchiani del Pd - L'ennesimo decreto che serve solo a reprimere e togliere diritti e che tutto fa, tranne la sicurezza, perché l'obiettivo è solo fare propaganda e creare allarme”.

 

[...]

 

giorgia meloni e matteo piantedosi alla camera foto lapresse

Mentre Magi ne coglie un frammento "inquietante, di Italia trumpiana": "siamo a un passo dall'Ice di Trump: la maggioranza prevede il premio in denaro per quegli avvocati che fanno rimpatriare i loro clienti migranti. Praticamente una taglia tipo Selvaggio West, dove i diritti sono calpestati e chi dovrebbe tutelare i diritti dei cittadini stranieri viene incentivato economicamente a non farlo".

 

La norma, insomma, non ancora resa definitiva dal secondo sì alla Camera - in programma irrevocabilmente per la prossima settimana - è già un boomerang per il governo: perché lo stesso sindacato degli avvocati, l'organismo che fino a qualche settimana fa marciava compatto accanto al governo per il sì al referendum, adesso prende nettamente le distanze.

 

riccardo magi all assemblea nazionale di azione

"Noi non ne sapevamo nulla: né prima, né durante, né dopo. E ci teniamo ad essere chiari su questo punto ", sottolinea a Repubblica il presidente del Cnf, Francesco Greco. Che poi nella nota sintetizza: "Il Cnf precisa di non essere mai stato informato" e chiede che "il Parlamento intervenga per eliminare ogni coinvolgimento", sottolineando che "le attività previste non rientrano nelle proprie competenze".

 

Una bocciatura persino superata, nelle stesse ore, dalla durissima presa di posizione dell'organismo congressuale, il braccio più politico del Consiglio forense, guidato da Fedele Moretti, e per il penale, da Carlo Morace.

 

centro di permanenza per i rimpatri - cpr

Che, riunito in assemblea per precedenti impegni, sottolinea "la posizione critica già manifestata in ordine a numerose norme del decreto sicurezza", ribadisce il "forte stupore" e la "ferma contrarietà" per quella norma sugli incentivi agli avvocati per i clienti che abbandonano il suolo nazionale e proclama "lo stato di agitazione dell'intera avvocatura".

 

Forte è anche il no dell'Unione Camere penali, secondo cui ciò che il governo Meloni ha previsto "è incompatibile con la Costituzione e con i principi più elementari della deontologia forense". In pratica: può una professione legata alla tutela dei diritti fondamentali essere "contaminata" da spinte di tipo economico o incentivi verso una direzione auspicata dall'esecutivo? Una questione che espone anche gli uffici legislativi coinvolti in quel percorso: possibile, è la domanda, che nessuno abbia ravvisato i rischi? [...]

centro di permanenza per i rimpatri - cpr

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