“SE AL CENTRO C’E’ SOLO RENZI, IL M5S NON CI STA” – GIUSEPPE CONTE INSORGE SULLA NORMA ANTI-CESPUGLI (CHE PENALIZZA IL MOVIMENTO DI ALESSANDRO ONORATO) E AVVISA IL PD – “IL M5S NON ACCETTERÀ MAI UNA CONVENTIO AD EXCLUDENDUM. VOGLIAMO ALLARGARE IL PROGETTO AI SOCIALISTI E A FORZE NUOVE COME QUELLA DI ONORATO. CHI C’È GIÀ AL CENTRO HA GIÀ DIMOSTRATO LA CAPACITÀ ESPANSIVA DI CUI È CAPACE (L’ALLUSIONE VELENOSA È A ITALIA VIVA) – IL SOSPETTO DELLO ZAMPINO DI RENZI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO (IN ODORE DI SCHIERARSI CON CONTE ALLE PRIMARIE). LA NUOVA NORMA SAREBBE, INFATTI, UN REGALO A ITALIA VIVA, CHE RESTEREBBE L’UNICA LISTA DEL CENTRO DEL CENTROSINISTRA, E ANCHE A SCHLEIN, VISTO CHE RENZI LA VOTERÀ A UN EVENTUALE BALLOTTAGGIO…
Daniela Preziosi per Domani – www.editorialedomani.it
MATTEO RENZI E GIUSEPPE CONTE - FOTO LAPRESSE
Il giorno dopo la battaglia al Senato sulle preferenze, c’è un altro colpo di scena. In aula, dove prosegue l’esame della legge elettorale, arriva un emendamento a firma della senatrice di FdI, Antonella Zedda. E scoppia il caos. È una riscrittura della già contestatissima norma “taglia cespugli”, quella che mandava al macero i voti delle liste che non raggiungono il 3 per cento, tranne la migliore perdente.
Nel nuovo testo il limite del 3 per cento è saltato, del resto era universalmente ritenuto incostituzionale, dunque destinato a cadere. In compenso la quantità delle firme da raccogliere per le liste “nuove”, per partecipare alla competizione, è un numero monstre. In origine la maggioranza ne scrive 9mila per collegio, contro le 1.500 della stesura precedente. Dopo il fuoco di fila delle opposizioni si “riduce” a 6mila. Ma è sempre un’enormità per una forza che si presenta al voto per la prima volta.
È «l’ennesima vergogna di imporre una barriera spropositata a chi è fuori dal Parlamento», tuona Luca Pirondini, capogruppo M5s. Si scatenano contro i dem Dario Parrini, Alessandro Alfieri e Andrea Giorgis: la quadruplicazione delle firme necessarie è «una macroscopica violazione dei principi democratici», «non è contro la frammentazione ma contro ogni logica e ragionevolezza», «è palesemente incostituzionale». Va detto che Italia viva, che pure vota contro, non usa gli stessi toni. Poi, dopo un confronto con gli alleati, si convince della gravità della norma. È un dettaglio, ma a volte nei dettagli si nasconde il diavolo. Un diavolo che semina zizzania nel campo progressista.
alessandro onorato goffredo bettini giuseppe conte foto lapresse
La norma, infatti, per la destra non ha alcuna utilità. E invece impatta pesantemente sulle liste in gestazione nel centrosinistra: quella di Alessandro Onorato e dei socialisti del Psi. Che forse convergeranno. Non impatta su +Europa perché la riscrittura prevede un’esenzione dalla raccolta di firme per i partiti che hanno tre parlamentari nel gruppo Misto. Impatta su Rifondazione comunista, che vuole ritentare la via del palazzo.
L’appello al Colle e al Pd Nel pomeriggio, da Campobasso, e proprio dalla festa dei socialisti di Enzo Maraio, Giuseppe Conte usa parole durissime.
Si appella al Colle: la regola, dice, «è costruita per tutelare la casta», rispolvera questa parola, «che è già li in Parlamento. Chiedo al presidente della Repubblica Sergio Mattarella di bloccare questa norma che è una vergogna». Usa un esempio amaro, nel giorno della scomparsa della dirigente radicale: «Con questa norma Emma Bonino non sarebbe entrata in Parlamento».
Ma è ancora più forte l’appello che l’ex premier fa agli alleati. «Interrogo il campo progressista: il M5s non accetterà mai una conventio ad excludendum». Chiede «una seria riflessione al nostro interno: vogliamo allargare il consenso, vogliamo allargare il progetto a voi socialisti e a forze nuove come quella di Alessandro Onorato? Dobbiamo allargare a tutti. Chi c’è già al centro ha già dimostrato la capacità espansiva di cui è capace», l’allusione è a Italia viva e al suo leader. Poi lancia l’avviso: «Se oggi si vuole perimetrare anziché allargare, il M5s non c’è».
alessandro onorato goffredo bettini giuseppe conte foto lapresse
La traduzione non autorizzata è: se dopo tante enfatiche professioni di inclusione, finisce che invece nel «perimetro» dell’alleanza resta solo Renzi, il M5s non ci starà. Per questo mette a disposizione di Onorato e Maraio tutto il Movimento per la proibitiva raccolta delle firme, e chiede agli altri partiti alleati l’impegno formale a fare altrettanto, e «dimostrare piena lealtà e correttezza».
(…) nella norma, voluta apparentemente da FdI, ci sarebbe lo zampino di Renzi. E persino un avallo del Pd. Perché? Perché escludere la lista civica di Onorato, in odore di schierarsi con Conte alle primarie, sarebbe insieme un regalo a Iv, che resterebbe l’unica lista del centro del centrosinistra, e anche a Schlein, visto che Renzi la voterà al ballottaggio delle primarie, come ha ripetuto ieri dal palco della festa dell’Unità di Reggio Emilia; dov’era insieme a Dario Franceschini, che ha fatto un appello al centro di «concretizzare»: «Si deve ragionare anche con Renzi».
Il complotto anti Onorato combacia con la teoria secondo cui Giorgia Meloni preferisce avere come avversaria Schlein, e non l’ex premier. Il Pd respinge tutto il ragionamento con irritazione, e anche fastidio, visto che in aula ha dato battaglia contro la norma. E ne prepara un’altra lunedì prossimo sulla raccolta delle firme digitali.
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Elly Schlein alessandro Onorato Giuseppe Conte Gaetano Manfredi
alessandro onorato giuseppe conte assemblea nazionale di progetto civico italia foto lapresse 5
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