E SE IL FEDERATORE DEL “CAMPO LARGO” FOSSE GUALTIERI? - IL SINDACO DEM DI ROMA E' PRONTO A UNA CORSA PER IL BIS AL CAMPIDOGLIO SOSTENUTO DA UNA COALIZIONE LARGHISSIMA CHE VA DA CALENDA E RENZI FINO AL M5S (CHE HA SUPERATO ANCHE I MALUMORI PER IL TERMOVALORIZZATORE) - LE TRAME TRA BETTINI, TESSERA NUMERO UNO DEL M5S, E CONTE - IL 15 SETTEMBRE GUALTIERI SARA’ AL “RADUNO DEI SINDACI” CON MANFREDI, FUNARO, LEPORE E SALA, ORGANIZZATO DALLA FONDAZIONE “ITALIANIEUROPEI” DI D’ALEMA. L'EVENTO AVRA' L'EVOCATIVO TITOLO "GOVERNARE LE CITTA', GOVERNARE L'ITALIA" - LE PAROLE DEL SINDACO OMBRA DI ROMA CLAUDIO MANCINI CHE SEMBRANO SMENTIRE OGNI VELLEITA’ DA NOVELLO FEDERATORE DI GUALTIERI: "E' UNA PERSONA SERIA. NEL MOMENTO IN CUI AVRÀ RINNOVATO IL MANDATO DI FIDUCIA CON I CITTADINI ROMANI SARÀ COMPLETAMENTE IMPEGNATO IN QUESTA SFIDA”
1. CAMPO LARGO ROMA
Estratto dall’articolo di Marianna Rizzini per “il Foglio”
goffredo bettini giuseppe conte foto lapresse
L’occasione (ieri sera), al Visionaria Urban Fest a Garbatella, era il viaggio a tappe de “L’impero del disordine”, primo numero (nella sua seconda vita) della storica rivista della sinistra: la “Rinascita” che ha preso il volo qualche mese fa, con la direzione editoriale del deus ex machina e pilastro del Pd non solo romano Goffredo Bettini.
E l’occasione, sotto lo sguardo del direttore responsabile Federico Lobuono, è fatta di idee – articoli scritti da intellettuali e politici di ogni schieramento attorno al nostro mondo instabile “che non è un’eccezione, ma la regola”.
Ma l’occasione, nel luogo dove parla la rivista che vuole far dialogare i naviganti di un campo largo che muove i suoi passi non sempre velocissimi verso il 2027, anno elettorale doppio, locale e globale, è fatta anche di uomini: l’ex premier a Cinque Stelle Giuseppe Conte, invitato a parlare di guerra, pace, Europa, internazionale nera, elezioni, algoritmi, ordine e caos (e modalità per tenere insieme il centrosinistra) con Bettini medesimo, oltre che con la giornalista e filosofa Ida Domjanni e con Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura di Roma Capitale, moderati da Agnese Pini.
Caso non casuale: nello stesso luogo, qualche giorno prima, era arrivato il sindaco dem Roberto Gualtieri (pronto alla corsa per il secondo mandato), segno che il campo largo più piccolo e meno turbolento, quello romano, vuole lanciare una cima al più agitato ed esteso campo largo nazionale. [...]
A Roma, nonostante la passata contrarietà del M5s al termovalorizzatore di Gualtieri, i rapporti tra forze sono più sereni. Fuori da Roma, chissà. Intanto aleggiano le primarie. “Al di là di quello che ognuno di noi pensa”, dice Smeriglio, “paiono ora inevitabili. E quindi, a questo punto, la discussione può passare dal ‘primarie sì o no’ al ‘primarie come?’”. [...]
2. IL BIS DI GUALTIERI: "NESSUNO SI SIEDA". PARLA MANCINI
Estratto dall’articolo di Gianluca De Rosa per “il Foglio”
alessandro onorato goffredo bettini giuseppe conte foto lapresse
“Nessuno deve avere l’illusione che siccome il sindaco Gualtieri tira nei sondaggi allora ci si può sedere e smettere di occuparsi delle cose concrete, anche perché non sarà giudicato solo lui, ma tutta la squadra: dagli assessori ai presidenti di municipio.
E per essere confermati occorre impegnarsi fino all’ultimo, senza cedere alla tentazione della campagna elettorale e del dire ‘ne parliamo dopo’. I problemi di Roma non sono esauriti”.
Claudio Mancini parla al centrosinistra romano come un allenatore di calcio farebbe con la sua squadra prima di una partita decisiva. “Roma e Lazio sono entrambe prime in serie A, ora tocca anche a noi rivincere”, ironizza.
roberto gualtieri matteo renzi (4)
E’ anche grazie al suo lavoro informale, da ambasciatore politico del sindaco con i partiti, che in città si respira aria di pace. Nel Pd romano non si litiga più, il campo largo sembra destinato ad allargarsi: Iv è già entrata in maggioranza, Azione sosterrà il Gualtieri bis e persino il M5s sembra pronto a farlo. [...]
A sinistra però qualcosa si muove. C’è l’irriducibile ex sindaco Ignazio Marino, e poi anche il capo del Cinema America, Valerio Carocci, che con un pezzo del jet set italico prima dell’estate parlava senza mezzi termini di una lista alla sinistra di Gualtieri.
Mancini non si nasconde: “I fischi a Napoli ai leader e gli scontri in Val di Susa – dice – mostrano che c’è a sinistra qualcosa che si muove fuori dal campo largo”. [...] Mancini invita Pd e alleati a concentrarsi: “E’ su quello che sarà stato fatto che la squadra verrà giudicata.
Questi cinque anni hanno consentito al sindaco e alla giunta di raggiungere grandi risultati sui problemi strutturali della città, affrontando tanti nodi irrisolti che erano lì da troppo tempo: il Mattatoio chiuso da 30 anni, le Vele di Calatrva da 15, gli ex Mercati generali da 40.
Poi il termovalorizzatore, la metro C… e ovviamenti il Giubileo – prosegue Mancini – che ha mostrato il ritorno a una capacità di esecuzione degli interventi.
Adesso però bisogna concentrarsi sul futuro, con grande attenzione ai cittadini che devono ricevere i benefici della trasformazione in corso. E quindi più attenzione alla mobilità pubblica, al decoro, alla manutenzione delle periferie e, sul piano dei servizi, alla semplificazione e all’innovazione tecnologica, senza dimenticare fragilità e solitudini”.
Intanto si parla di election day ad aprile con il voto capitolino accorpato a quello politico. “E’ auspicabile – risponde il parlamentare dem – si risparmierebbero soldi, ma soprattutto si risparmierebbero agli italiani altri mesi con questo governo: arrivare a ottobre sarebbe imporci un supplizio”.
In caso di election day, però, Gualtieri non potrebbe diventare un possibile federatore del campo largo, come diversi retroscena lo hanno immaginato in questi mesi. “Sono ricostruzioni fisiologiche”, commenta Mancini.
“I sindaci democratici delle grandi città sono simbolici leader dell’opposizione nell’immaginario collettivo. Avviene negli Usa, in Turchia e, ovviamente, anche in Italia. Ma Gualtieri è una persona seria: nel momento in cui avrà rinnovato il mandato di fiducia con i cittadini romani sarà completamente impegnato in questa sfida”.
Da ambasciatore delle questioni capitoline in Parlamento, prima dell’estate, Mancini ha dovuto registrare una sconfitta: il gruppo Pd alla Camera, per la maggior parte, si è astenuto sul ddl costituzionale per Roma Capitale.
“Quella discussione – dice – ha in parte risentito di un clima di scontro alimentato dalla destra, ma anche, va riconosciuto, delle diffidenze bipartisan dei parlamentari del nord, con un lavorio ostile trasversale ai partiti. Eppure Roma è la capitale d’Italia, della cristianità e della storia occidentale, non è interesse dei romani che questo ruolo sia istituzionalmente riconosciuto, ma di tutti gli italiani”. [...]
3. GOVERNARE LE CITTÀ, GOVERNARE L'ITALIA. PRESENTAZIONE ITALIANIEUROPEI 3/2026
Evento fondazione italianieuropei con i sindaci a Roma martedi 15 settembre
Martedì 15 settembre a Roma alle ore 17:30 presso la sala della Protomoteca in piazza del Campidoglio a Roma la Fondazione Italianieuropei ha organizzato la presentazione del numero 3/2026 della rivista Italianieuropei dal titolo "Governare le città, governare l'Italia.
La Fondazione Italianieuropei organizza la presentazione del numero 3/2026 della rivista Italianieuropei, “Governare le città, governare l’Italia”, che si terrà martedì 15 settembre alle ore 17:30 presso la sala della Protomoteca in piazza del Campidoglio a Roma.
Intervengono Gaetano Manfredi, Roberto Gualtieri, Vittoria Ferdinandi, Sara Funaro, Vito Leccese, Matteo Lepore, Giuseppe Sala e Massimo Zedda.
Conclude Massimo D’Alema
massimo d'alema silk red wines
Introduce Mario Hübler



