renzi poletti

VUOI VEDERE CHE POLETTI AVEVA RAGIONE ED IL CV NON SERVE A NIENTE? CON IL CALCETTO, CIOE’ CON GLI AMICI, HANNO TROVATO LAVORO 3 ITALIANI SU 10, CON IL CURRICULUM SOLO 2 SU 10 – TRA I MILLENIALS SPUNTANO LE AUTOCANDIDATURE CON LA DIFFUSIONE DI PROGETTI ON LINE – I DATI DI UN’INDAGINE ISFOL

 

Marco Ruffolo per la Repubblica

 

POLETTIPOLETTI

Giocare a calcetto: se con questa immagine il ministro Poletti intendeva dire che il lavoro in Italia lo si trova soprattutto attraverso la conoscenza di amici, parenti e conoscenti, allora ha indubbiamente colto nel segno, anche se si tratta di un fenomeno tutt' altro che nuovo. E infatti sono proprio gli amici, i parenti e i conoscenti il primo canale sia di ricerca sia di ingresso nel mondo del lavoro.

 

È così che viene cercato un impiego da sei italiani su dieci, è così che viene trovato da tre su dieci, la metà. Ossia più di quanto possa offrire qualunque altro strumento di intermediazione. Lo dice l' ultima indagine condotta dall' Isfol, l' Istituto per lo sviluppo della formazione professionale, da dicembre diventato Inapp, Istituto nazionale per l' analisi delle politiche pubbliche. Anche mandare curriculum in giro, come dice il ministro, lo fanno in tanti: il 58% (in gran parte gli stessi che si rivolgono ad amici e conoscenti). Ma in questo caso il risultato è molto più deludente: appena il 20% trova lavoro.

 

giuliano poletti  1giuliano poletti 1

Tutti gli altri canali, dice il rapporto, danno risultati al di sotto del 10%. Una soglia a malapena raggiunta dai concorsi pubblici. E fa tristezza constatare che solo il 3,4% ottiene un impiego utilizzando i servizi pubblici, ossia i centri per l' impiego, proprio quelle strutture su cui punta in gran parte il governo per costruire il secondo pilastro del Jobs Act: l' incontro tra domanda e offerta di lavoro.

 

Un' operazione titanica, che non è riuscita a nessun esecutivo in passato, anche perché le risorse a disposizione sono sempre state esigue e perché i dipendenti di quei centri continuano ad essere un decimo di quelli utilizzati in Paesi come la Germania. In attesa che il Jobs Act 2 crei quella rete pubblica-privata che dovrebbe guidare i disoccupati verso l' impiego, la partita del lavoro continuerà dunque a giocarsi ancora per molto tempo su due soli canali di ricerca: in primo luogo le conoscenze, e in misura minore l' autocandidatura.

DisoccupatoDisoccupato

 

Quest' ultimo strumento, tuttavia, pur partendo svantaggiato, ha secondo molti operatori del settore ampi margini di crescita. Mai nessun direttore del personale, in realtà, decide di assumere solo sulla base del curriculum che gli è stato presentato, per quanto possa essere ricco di titoli e di esperienze acquisite.

 

La consegna del "cv" è eventualmente solo la prima tappa di un percorso di selezione fatto di verifiche, colloqui, prove, acquisizioni di dati. La novità introdotta grazie alle potenzialità del web è che ora sia la conoscenza del candidato sia la sua stessa selezione (il cosiddetto e-recruitment) possono essere molto più rapide, più accessibili e meno costose di un tempo.

 

DisoccupatiDisoccupati

In una prima fase, abbiamo assistito agli annunci on line e al diffondersi delle grandi banche dati di curriculum digitali, gestite dalle piattaforme di reclutamento. Poi sono arrivati i social network che, rivolgendosi soprattutto ai Millenials, hanno fornito loro nuovi canali di comunicazione e di selezione: da allora è possibile avere un proprio profilo professionale sempre visibile e accessibile a tutti. Infine, da qualche anno con l' avvento di una serie di "app", il rapporto giovane- azienda si è ulteriormente personalizzato.

MILLENNIALSMILLENNIALS

 

E il curriculum viene sostituito ad esempio dall' invio di un progetto on line dopo un percorso interattivo di autocandidatura (come nel caso di Just Knock), oppure da un tour virtuale all' interno dell' azienda stessa con tanto di colloqui in tempo reale (Meritocracy). Non ci sono ancora dati certi su quanti posti di lavoro vengono alla fine creati da tutti questi nuovi strumenti di autocandidatura.

 

Secondo un' indagine campionaria di InfoJobs, la principale piattaforma di reclutamento on line in Italia, un terzo delle aziende avrebbe in programma assunzioni massicce nel corso di quest' anno, il 45% continuerà nella selezione on line mentre il resto dichiara di non voler aumentare i posti di lavoro.

 

MILLENIALS 3MILLENIALS 3

Certo è che allo stato attuale difficilmente l' autocandidatura, con curriculum vitae o strumenti più sofisticati, sarà in grado di soppiantare il canale delle conoscenze. «In Italia - conclude l' Isfol - il modo in cui si cerca e si trova lavoro continua ad essere fortemente condizionato dalla famiglia di provenienza, dalla storia personale, dal territorio di residenza, e la tendenza si è accentuata durante la crisi».

 

 

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