LO SGARBO DI DECARO A ELLY – È ALTA TENSIONE NEL PD DOPO IL VARO DELLA GIUNTA DEL NUOVO GOVERNATORE PUGLIESE: L’EX SINDACO DI BARI NON HA ASCOLTATO LE INDICAZIONI DELLA SCHLEIN E HA TENUTO FUORI DALLA SQUADRA MICHELE EMILIANO, CHE SARÀ SOLO CONSIGLIERE DEL PRESIDENTE PER LE CRISI INDUSTRIALI, E LA FEDELISSIMA DELLA SEGRETARIA DEM, LOREDANA CAPONE, VICEPRESIDENTE NAZIONALE DEL PD – ELLY AVEVA CHIESTO ANCHE CHE ALMENO DUE ASSESSORI FOSSERO DONNE, INVECE…
Estratto dell’articolo di Mary Tota per https://bari.corriere.it
Dire che nel Pd, da Roma a Lecce, c’è maretta è riduttivo. Dopo il varo della giunta da parte del governatore Antonio Decaro, la tensione si taglia a fette. Da un lato ci sono le dichiarazioni ufficiali che raccontano una soddisfazione per il risultato ottenuto dai dem, dall’altra c’è un malumore che si alimenta di ora in ora.
La pattuglia Pd in giunta è rappresentata da Raffaele Piemontese (Trasporti), Donato Pentassuglia (Sanità), Francesco Paolicelli (Agricoltura), e Debora Ciliento (Ambiente). Se ne ritiene soddisfatto il segretario regionale Domenico De Santis: «Nella giunta Emiliano avevamo tre assessori e un presidente del Consiglio, ora abbiamo un assessore in più. Un riconoscimento pieno al Pd. Certo, non coprono tutte le province e tutte le sensibilità, troveremo un modo per chiudere il cerchio».
michele emiliano antonio decaro
[…] A creare scossoni è l’aver disatteso le richieste arrivate informalmente dalla segretaria nazionale Elly Schlein: l’ex governatore Emiliano in giunta e almeno due donne. Bene specificarlo: la scelta dei componenti della giunta è prerogativa del governatore. Il confronto con i partiti è un passaggio non obbligatorio che pure Decaro ha fatto.
Il punto, però, è che il decisionismo del presidente, ha messo in seconda linea il fronte schleiniano del partito. Non è sfuggito il fatto che Loredana Capone, vicepresidente nazionale del Pd, riferimento della corrente Schlein in Puglia e presidente uscente del Consiglio, sia al momento senza prospettiva d’incarico. Cosa che si intreccia con un secondo tema: la rappresentanza femminile dem al momento è nelle sole mani di Debora Ciliento.
Stando a quanto si prospetta, in base agli accordi raggiunti anche con Decaro, alla presidenza del Consiglio andrà Toni Matarrelli mentre alla presidenza del gruppo Stefano Minerva. Dunque, due uomini.
Il fatto che oltre a Capone, sia rimasta fuori dalla giunta anche la più suffragata delle elette, Elisabetta Vaccarella (quasi 27mila voti) e un mister preferenze come Stefano Minerva (poco meno di 32mila), fa scatenare la battaglia interna. Fonti del Nazareno parlano di una Schlein niente affatto di buon umore.
Ma dicono anche altro: «Designazioni già fatte per il Consiglio? Mancano dieci giorni per il momento in cui i consiglieri regionali decideranno le cariche istituzionali. Queste cose si discutono con calma». Tradotto: la partita non è chiusa. E difatti, non sono pochi i dem che sostengono che Schlein qualche telefonata la farà per ridiscutere le nomine in arrivo.
Ad intervenire a carte scoperte è il segretario del Pd del Salento, Luciano Marrocco, che parla di «amarezza e disorientamento». «Risulta incomprensibile come nella provincia di Lecce - dice - il Pd sia fuori dal governo regionale pur con oltre 73mila preferenze». […]




