giuseppe conte roberto speranza

SI METTA A VERBALE CHE GIUSEPPE CONTE HA FATTO UN CASINO: BASTAVA BLOCCARE IL NORD - NELLE CARTE DESECRETATE LA VERITA' NASCOSTA. IL 3 MARZO IL CTS SCRIVE: "BLINDARE ALZANO E NEMBRO". MA IL CONTE CASALINO IGNORO' IL PARERE DEGLI SCIENZIATI - NON SOLO IL GOVERNO: NON C'E' TRACCIA DELLA RICHIESTA FORMALE DA PARTE DELLA REGIONE LOMBARDIA - IL VERBALE DEL CTS ("SU BASE SCIENTIFICA NON C'ERANO LE CONDIZIONI" PER UN LOCKDOWN TOTALE) È ARRIVATO A PALAZZO CHIGI, MA “GIUSEPPI” GIURA DI NON AVERLO VISTO, MA INTANTO COSA HA FATTO? HA PRESO TEMPO MENTRE LA SITUAZIONE PRECIPITAVA IN VAL SERIANA... 

Fiorenza Sarzanini, Marco Imarisio, Simona Ravizza per il ''Corriere della Sera''

 

giuseppe conte roberto speranza

È la settimana che ha cambiato l' Italia, forse per sempre. Sette giorni che infine hanno portato il Paese al lockdown per contenere i contagi da coronavirus, segnati da un confronto continuo tra gli scienziati e i politici. Ma anche da errori e sottovalutazioni che hanno contribuito a far crescere il numero dei malati e quello delle vittime, soprattutto nella provincia di Bergamo.

 

verbale del comitato tecnico scientifico sulla zona rossa ad alzano e nembro

Sono quasi tutti noti i verbali del Comitato tecnico scientifico appena desecretati dal governo. Ma la loro sequenza, combinata con le prese di posizione di questi giorni, quelle sì inedite, fa risaltare quello che fu un netto contrasto tra le istituzioni in un momento di massima emergenza, quando invece ci sarebbe stato bisogno di unità a ogni livello.

 

Per comprendere che cosa è davvero accaduto bisogna tornare al 23 febbraio quando l' epidemia, che si scoprirà presente già da settimane in alcuni paesi della Val Seriana, viene certificata con i primi due casi di positività rilevati all' ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano Lombardo. Due pazienti in fin di vita. Ricoverati da giorni in Medicina generale, a contatto diretto con altri pazienti, infermieri, familiari e medici .

giuseppe conte alla camera

 

Alla fine della settimana seguente, a Nembro, paese vicinissimo a quell' ospedale, ci sono 24 casi di coronavirus e 12 ad Alzano. Numeri che possono sembrare irrisori. In realtà i dieci comuni intorno a Codogno, dove il 20 febbraio venne scoperto il cosiddetto «Paziente uno», vengono dichiarati zona rossa tre giorni dopo con 69 casi, ossia con lo 0,15% della popolazione ammalata (51 mila abitanti). Su poco più di 11 mila e 13 mila abitanti, quei 36 casi in totale di Nembro e Alzano bastano per fare correre veloce il virus.

 

GIULIO GALLERA ATTILIO FONTANA BY CARLI

In proporzione ai residenti, è come se a Milano città ci fossero all' improvviso 2.028 contagi in meno di una settimana, un numero che la città raggiungerà invece solo il 22 marzo, nel momento peggiore della crisi. I primi giorni di marzo va anche peggio. Gli ospedali della Bergamasca vengono presi d' assalto, i Pronto soccorso si riempiono all' inverosimile. La situazione è fuori controllo.

 

 

giuseppe conte 1

Il 3 marzo nella sede della Protezione civile di via Vitorchiano a Roma si riunisce il Comitato tecnico scientifico, per stilare un verbale diventato elemento chiave per l' inchiesta aperta poi dai magistrati di Bergamo. I contatti con i vertici di Regione Lombardia, in particolare con il governatore Attilio Fontana e con l' assessore alla Sanità Giulio Gallera, sono costanti.

 

Videoconferenze, telefonate, riunioni. «La zona rossa a Nembro e Alzano noi la volevamo», rivendica oggi Gallera. Ma una richiesta formale da parte della Regione non è mai arrivata. A dare conto della gravità della situazione è il verbale del Cts, anticipato ad aprile dal Corriere e ancora oggi oggetto di discussione.

Conte Speranza

 

«Nel tardo pomeriggio sono giunti all' Istituto superiore di sanità i dati relativi ai comuni di Alzano Lombardo e Nembro. Al proposito sono stati sentiti per via telefonica l' assessore Gallera e il direttore generale Cajazzo che confermano i dati relativi all' aumento.

 

GIUSEPPE CONTE IN UN MOMENTO DI PAUSA DURANTE LE TRATTATIVE SUL RECOVERY FUND

I due comuni si trovano in stretta prossimità di Bergamo e hanno una popolazione rispettivamente di 13.639 e 11.522 abitanti. Ciascuno dei due paesi ha fatto registrare attualmente oltre 20 casi, con molte probabilità ascrivibili a un' unica catena di trasmissione. Il comitato propone di adottare le opportune misure restrittive già adottate nei comuni della zona rossa al fine di limitare la diffusione dell' infezione nelle aree contigue. Questo criterio oggettivo potrà, in futuro, essere applicato in contesti analoghi».

 

alzano lombardo

Il verbale viene subito trasmesso a Palazzo Chigi. Ma il presidente del consiglio Giuseppe Conte giura di non averlo visto. Lo dichiara alla procuratrice di Bergamo Maria Cristina Rota che il 12 giugno arriva a Roma per interrogarlo come testimone nell' inchiesta avviata proprio per accertare se l' epidemia che ha sconvolto la Bergamasca sia stata colposa: «Non mi è arrivato». Risulta che lo abbiano ricevuto gli uffici della presidenza. Ma Palazzo Chigi comunque, a prescindere da quel documento, decide di prendere tempo.

 

GIUSEPPE CONTE

Risale al 4 marzo, invece, la riunione avvenuta a Milano tra Fontana, Gallera e il ministro della Salute Roberto Speranza. In un audio rimasto inedito fino al 31 luglio, rivelato nel libro «Come nasce un' epidemia, la strage di Bergamo. Il focolaio più micidiale d' Europa», e oggi acquisito dai magistrati, viene discussa l' ipotesi di istituire una zona rossa a Nembro e Alzano.

 

Speranza garantisce agli interlocutori di farsi portavoce dell' istanza, che però non è categorica né imperativa, a Roma. In ogni caso, due giorni dopo arrivano le camionette dell' esercito destinate a blindare la Val Seriana. Il 6 marzo, ad Alzano e Nembro si arriva a 108 casi che, come diffusione tra la popolazione, valgono 6.760 casi a Milano, raggiunti nel capoluogo solo intorno al 20 aprile.

alzano lombardo

 

A questo punto, se mettiamo a confronto la velocità di propagazione del Covid-19 tra Codogno, Casalpusterlengo e Castiglione d' Adda, i tre principali comuni della zona rossa lodigiana, con la Bergamasca, scopriamo che in quelle tre città l' indice di diffusione del virus è ben sotto il 2, mentre intorno alla Val Seriana è ormai a 2,3 .

 

Speranza torna a Roma e il 7 marzo c' è una nuova riunione, presente anche il premier Conte, nella sede della Protezione civile. Si valuta la chiusura dell' intera Lombardia, e non solo. Il comitato tecnico raccomanda di «definire due livelli di misure di contenimento: uno nei territori in cui è maggiore la diffusione del virus, l' altro, sull' intero territorio nazionale».

giuseppe conte meme 1

 

«Le zone cui applicare le misure di contenimento della diffusione del virus più rigorose rispetto a quelle da applicarsi all' intero territorio nazionale, sono le seguenti: Regione Lombardia, e province di Parma, Piacenza, Rimini, Reggio Emilia e Modena; Pesaro e Urbino; Venezia, Padova e Treviso, Alessandria e Asti», si legge ancora nel verbale del 7 marzo.

 

GIUSEPPE CONTE

Ma l' 8 marzo i contagi continuano a salire ovunque, così come il timore di una catastrofe sanitaria. Il 9 marzo, il premier decide per il lockdown generale.

alzano lombardoAlzano LombardoFONTANA GALLERAgiuseppe conte a bergamo con mascherinaIL MISTERO DEI CAPELLI DI GIUSEPPE CONTEgiuseppe conte in aula

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…