SULLA SICUREZZA ORMAI E’ UNA ROYAL RUMBLE: MELONI VS SALVINI VS VANNACCI, TUTTI CONTRO TUTTI! – LA DUCETTA NON PUO’ LASCIARE I TEMI SECURITARI AL GENERALE O A SALVINI, CHE STA CAVALCANDO IL CASO ROGGERO - I SONDAGGI SPAVENTANO FRATELLI D’ITALIA. SECONDO LA SUPERMEDIA AGI/YOUTREND IL PARTITO DELLA PREMIER È CALATO AL 27%, IL DATO PIÙ BASSO DAL GIORNO DELLA VITTORIA, NEL 2022. MENTRE VANNACCI HA RAGGIUNTO IL 6,5%, MATERIALIZZANDO L’INCUBO DELLA PREMIER: CHE L’EX GENERALE POTREBBE AVER INIZIATO A ERODERE IL CONSENSO DI FDI…
Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “la Stampa”
Matteo Salvini Giorgia Meloni1
Lo dice, senza dirlo. Senza mai nominare Mario Roggero, senza mai precisare che si sta riferendo al caso del gioielliere di Grinzane Cavour, condannato per omicidio, e non per eccesso di legittima difesa. «Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto».
È in questo modo che Giorgia Meloni decide di prendere le parti del commerciante cuneese e di unirsi alla campagna scatenata dall’intero centrodestra in sua difesa. Un post di poche righe, chirurgico, apparentemente dedicato un capitolo specifico del disegno di legge Sicurezza, licenziato dal Consiglio dei ministri alla vigilia della sentenza su Roggero.
A questa dichiarazione, dopo poche ore, ne segue un’altra sui social, sotto una fotografia che mostra Meloni stringere la mano agli agenti impiegati nelle operazioni di controllo e di sicurezza a Roma e a Milano. «Il messaggio è chiaro - scrive la premier -: tolleranza zero. Lo Stato non si volta dall’altra parte e copre le spalle di chi garantisce la sicurezza, ogni giorno».
Nel testo del suo post mattutino Meloni fissa un punto: «Chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari». Oltre alla condanna, la Cassazione ha reso definitive le provvisionali di 780 mila euro da dividere tra i parenti delle vittime di Roggero.
La premier limita a questo aspetto della storia giudiziaria il suo intervento, evitando di ingaggiare una nuova battaglia personale con i magistrati, mentre affida ai vertici del suo partito il resto della mobilitazione. A partire dalla richiesta di grazia e l’inevitabile controcanto rispetto alla dura nota del presidente della Repubblica Sergio Mattarella contro il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che aveva assecondato l’eco politica comunicando l’intenzione di avviare l’istruttoria per l’atto di clemenza.
Matteo Salvini Giorgia Meloni2
Quasi negli stessi istanti in cui la leader esce sui social, il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami annuncia di aver firmato per la richiesta di grazia. Qualche ora dopo il sottosegretario Alberto Balboni si spinge oltre e lancia una frecciata contro il Capo dello Stato: «Se davvero Mattarella avesse voluto sostenere che Nordio ha agito fuori dalle proprie competenze, vorrebbe dire che dovrebbe licenziare oggi stesso il capo dell’Ufficio Grazie del Quirinale, cosa che non penso assolutamente voglia fare, visto che l’ha nominato lui».
L’allusione è maliziosa, ma, per chi conosce il tema, è anche chiara: Enrico Gallucci, alto funzionario del Colle, è l’autore di un testo, “L’esercizio del potere di grazia. Regole e prassi del procedimento per la concessione della clemenza individuale”, in cui è scritto che la concessione della grazia può avere corso anche in caso di apertura d’ufficio su impulso del Capo dello Stato o del ministro della Giustizia. Una ricostruzione che, secondo Balboni, avvalorerebbe la legittimità dell’iniziativa - poi frenata - del Guardasigilli su Roggero.
La sfida a destra sulle politiche securitarie è ormai a tre, e Meloni non vuole lasciare troppi margini di vantaggio a Roberto Vannacci e a Matteo Salvini. A partire dal caso del gioielliere, cavalcato spavaldamente dal vicepremier leghista e dall’ex generale, con t-shirt, propositi irrealizzabili di candidatura, show di fronte al carcere. Roggero, conteso dall’ultradestra italiana, diventa preda della propaganda sulla sicurezza.
meloni e salvini qualche anno fa
Meloni evita uscite troppo scenografiche ma non si sottrae. […] D’altronde, i sondaggi cominciano a riflettere un dato ineludibile che spaventa e fa riflettere gli strateghi di Fratelli d’Italia. Secondo la supermedia Agi/YouTrend il partito della premier è calato al 27%, il dato più basso dal giorno della vittoria, nel 2022. Contemporaneamente Vannacci ha raggiunto il 6,5%, materializzando l’incubo della premier: che l’ex generale potrebbe aver iniziato a erodere il consenso di FdI. […]

