LA SINISTRA FIGHETTA SARA’ PERDENTE FINCHE’ NON AVRA’ LE PALLE DI OCCUPARSI SERIAMENTE DI SICUREZZA (CRIMINE E IMMIGRAZIONE CLANDESTINA VANNO IN CULO AI PIU' POVERI, NON AI RICCHI CHE VIVONO NEI LORO QUARTIERI-FORTINO) – SORGI: “ESISTE UN FORTE DIVARIO TRA LE POSIZIONI UFFICIALI DEL CENTROSINISTRA E QUELLE DEGLI AMMINISTRATORI LOCALI CHE MISURANO SUL TERRITORIO LE REAZIONI DELLA GENTE IN MATERIA DI SICUREZZA O ALLE PRESE CON L'ESCALATION DELL'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA. CHISSÀ QUANTO SARÀ COSTATA, NEL SUO AMBIENTE, AL GOVERNATORE DELL'EMILIA ROMAGNA DE PASCALE, L'INTERVISTA A ‘REPUBBLICA’ IN CUI, SOLITARIO, A RIDOSSO DEL CASO ROGGERO, HA POSTO ALLA SINISTRA IL PROBLEMA DI UNA LINEA CHIARA SULLA SICUREZZA. E HA PARLATO DEL GIOIELLIERE COME ‘VITTIMA’. LO HA FATTO PERCHÉ RITIENE CHE ALLA VIGILIA DELLA SCRITTURA DEL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE NON SI DEBBANO PIÙ RINVIARE LE QUESTIONI CHE LA SINISTRA PER DECENNI HA ELUSO…”
Estratto dell’articolo di Marcello Sorgi per “la Stampa”
Chissà quanto sarà costata, nel suo ambiente, al governatore dell'Emilia Romagna De Pascale, l'intervista a Repubblica in cui, solitario, a ridosso del caso Roggero, ha posto alla sinistra il problema di una linea chiara sulla sicurezza. E ha parlato del gioielliere condannato per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo in termini di "vittima", pur criticando l'escalation del centrodestra sulla vicenda […]
STEFANO BONACCINI - MICHELE DE PASCALE - ELLY SCHLEIN
Che esista un forte divario tra le posizioni ufficiali del centrosinistra e quelle degli amministratori che misurano sul territorio le reazioni della gente in materia di sicurezza o alle prese con l'escalation dell'immigrazione clandestina, si sapeva. Ma De Pascale, presidente della regione storicamente amministrata dal Pci e poi dal Pd, per porre la questione ha scelto uno dei casi più controversi, cavalcato in questi giorni dalla destra con esiti inaccettabili e al prezzo di uno scontro tra il ministro di Giustizia e il Capo dello Stato.
Lo ha fatto probabilmente perché ritiene che alla vigilia della scrittura del programma della coalizione che si accinge a sfidare l'alleanza di governo, non si debbano più rinviare le questioni che la sinistra per decenni ha preferito eludere e anzi i leader del centrosinistra debbano trovare il modo approfondire anche i temi più complicati.
MARIO ROGGERO E MARIANGELA SANDRONE
Trent'anni fa toccò ai laburisti di Tony Blair, poi risultato vincente per tre volte consecutive alle elezioni nel Regno Unito e primo ministro per dieci anni, cimentarsi con un terribile caso di cronaca - l'assassinio di un minorenne e lo sfregio del cadavere da parte di suoi coetanei - e approfittare dell'occasione per rivedere la tradizionale linea di sinistra volta a rimuovere "le cause sociali" che spingevano anche i giovani a delinquere. Blair disse che bisognava essere «severi con le cause del crimine, ma anche con il crimine». Ed è ciò che con altre parole, cadute peraltro nel silenzio della sinistra, il governatore dell'Emilia Romagna ha posto ai suoi come tema di riflessione. […]
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