ITALIA FU-DURA - CAPITO DI NON ESSERE IL NUOVO CHE AVANZA MA L’AVANZO DEL NUOVO (CIOE’, PASSERA), LO SMONTEZEMOLATO STA ORGANIZZANDO IL SUO ‘PARTITO DEI CARINI’ PER METTERLO NEI CASINI DI PIERFURBY O AL GUINZAGLIO DI CORRADINO CHE L’HA UCCELLATO - PER ORA LUCHINO DEVE PRIMA RISOLVERE ALTRE GRANE: STA PER ARRIVARE LA SENTENZA SUGLI ABUSI EDILIZI NELLA SUA VILLA A CAPRI - PERCHÉ IL PARA-GURU DI “ITALIA FUTURA” HA DISERTATO LA FESTA IN ONORE DI ENZO FERRARI? VECCHI RANCORI CON LA FONDAZIONE?...

1 - MONTEZEMOLO È PARTITO PERÒ GLI MANCANO I VOTI
Stefano Filippi per "il Giornale"

Coordinatori in tutta Italia e 45mila iscritti. Così «Italia Futura», la fondazione di Luca Cordero di Montezemolo, è pronta a fare il grande salto, trasformandosi in un partito. Già, perché l'idea è arrivare preparati alle elezioni del 2013. Con un sogno nel cassetto: riunire i moderati e cooptare il ministro Passera.

Rombano i motori nella scuderia politica di Luca Cordero di Montezemolo. La sua Italia Futura, in silenzio e con determinazione, si sta preparando all'appuntamento elettorale del 2013. L'associazione di cui è presidente, Italia Futura, pianta bandierine in tutta Italia. Per il momento le sedi regionali sono otto,ma entro l'estate l'intero Paese sarà coperto e l'intenzione è arrivare all'autunno con recapiti in ogni provincia.

Non è un partito e non lo sarà. Tessere e congressi sono viste come la «vecchia politica». È un movimento associativo, «un luogo di ideazione civile, politica ed economica », come si legge sul manifesto programmatico.

Montezemolo ha rotto gli indugi. La strategia è decisa.L'obiettivo è arrivare preparati tra un anno, alle elezioni politiche. Il primo passo è stato cogliere la disponibilità dell'opinione pubblica e il risultato è stato lusinghiero. In tutta Italia gli aderenti sono oltre 45mila, spiega Andrea Causin, uno dei tre neo-coordinatori per il Veneto: qui le adesioni sono tremila. Non ci sono tessere da sottoscrivere, è sufficiente associarsi via internet. Questo consenso va strutturato, e Italia Futura è proprio in questa fase.

Finora Montezemolo e il suo coordinatore nazionale, Federico Vecchioni, hanno aperto sette associazioni regionali: Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Puglia, Romagna, Toscana e Veneto. È imminente l'insediamento in Piemonte cui seguirà la Lombardia. Il radicamento sul territorio è fondamentale per la raccolta del consenso. In autunno sarà il momento di mettere a punto il programma elettorale. Saltate a pie' pari le elezioni amministrative di maggio.

Non c'è tempo: sono tutti presi a inaugurare le sezioni. Chi sarà il candidato di Italia futura? Lo stesso Montezemolo? Monti, Passera, Casini? La partita è apertissima. «L'incognita riguarda lo scenario istituzionale del 2013, le regole del gioco», dice Causin. Cioè con quale sistema elettorale si andrà al voto. «Se rimane il bipolarismo bloccato non avremo grandi spazi, se sarà introdotta una riforma in senso proporzionale vedremo». L'ipotesi allo studio della maggioranza che sostiene il governo Monti è dunque molto ben vista. Ma sul nome da candidare a Palazzo Chigi i montezemoliani tengono la bocca cucitissima.

Italia futura è un mix di intellettuali, professori, politici di professione, imprenditori e gente comune. Nel comitato direttivo e nel comitato promotore siedono costituzionalisti (Michele Ainis), economisti (Giancarlo Bruno e Irene Tinagli), storici (Miguel Gotor), industriali (Maria Paola Merloni e Andrea Mondello), un critico d'arte come Francesco Bonami, per fare qualche nome. Giornalisti come Angelo Mellone e Giulia Innocenzi, ex spalla di Michele Santoro a Raidue.

C'è il sottosegretario Michel Martone, quello dei fuoricorso «sfigati». I politici provengono in gran parte dal Pd: personaggi delusi come Nicola Rossi o in rotta con il partito. È il caso dello stesso Causin o di Diego Bottacin, entrambi consiglieri regionali veneti da tempo passati al gruppo misto. Bottacin fa parte del movimento «Verso Nord» che ha come riferimento Massimo Cacciari.

Ma sono numerosi anche il dissidenti del Pdl, come - per restare in Veneto - il gruppo legato all'ex sindaco di Padova Giustina Destro. Forte anche la componente delle categorie produttive: il coordinatore nazionale è stato presidente di Confagricoltura, uno dei coordinatori veneti (Jacopo Silva) è presidente uscente dei giovani imprenditori regionali. Facce nuove, un taglio con il passato, anche se qualche vecchio politico si sta avvicinando. «Ci vuole chi sa gestire bene la macchina organizzativa», glissa Causin.

Uno spaccato trasversale della società italiana, rappresentativo di tanti interessi. Ma è evidente il tentativo di diventare il nuovo riferimento delle partite Iva. L'imprenditoria è nel Dna di Italia futura e le zone di primo radicamento sono quelle dei distretti industriali che continuano a rappresentare la spina dorsale del prodotto interno: il Nordest, gli assi Romagna-Toscana-Marche e Puglia-Basilicata, la Liguria. Con l'insediamento a Milano e Torino la matrice del mondo produttivo sarà ancora meglio delineata.

«Abbiamo l'ambizione di fare politica con la stessa efficacia di un partito tradizionale pur non essendolo - confessa Causin - la stagione dei tecnici apre nuovi spazi». Il governo Monti è visto con favore: «Sta facendo ciò che si doveva fare da tempo, come la riforma delle pensioni». E cosa dovrebbe fare ancora? «Essere più incisivo nel contenimento della spesa pubblica e accompagnare l'Imu con la revisione del catasto. Devono pagare tutti» .

2 - MONTEZEMOLO SALTA LA FESTA PER ENZO. IN LITE CON I FERRARI?
Massimo De Angelis per "Libero"

Rappresenta lo scrigno dei ricordi del mitico Drake, e dei suoi bolidi celebri in tutto il mondo, il Museo Casa Enzo Ferrari inaugurato in pompa magna a Modena. All'interno dell'avveniristica galleria in bella mostra le vetture che hanno fatto la storia dell'automobilismo, meraviglie e suggestioni tra passato e innovazione. Presenti al mondano taglio del nastro volti noti, autorità e politici, capitanati dal Ministro del Turismo Piero Gnudi, estasiato dal fascino del Cavallino.

Non potevano mancare il sindaco della città Giorgio Pighi e il governatore della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, accompagnati dal Vescovo locale. A far gli onori di casa Pietro Ferrari, figlio del fondatore, che ha messo in risalto lo straordinario lavoro eseguito, mentre in rappresentanza della Real Casa Agnelli l'ineffabile Lapo Elkann, in completo bianco, maglia collo alto nero e occhiali d'ordinanza. Mitologica la nuova capigliatura. Ma una assenza ha fatto molto rumore, quella dell'attuale presidente Ferrari S.P.A. Luca Cordero di Montezemolo, in carica dal 1991.

Annunciata da tempo la sua presenza, attraverso comunicati stampa, giornali e televisioni, in realtà non si è fatto vedere, lasciando tutto il palcoscenico al nipote prediletto dell'avvocato. Risulta decisamente strana la sua "improvvisa" defezione nel giorno della glorificazione di un mito, della leggenda su quattro ruote. Voci e spifferi impazzano, ma le indiscrezioni più attendibili rivelano che non corrono buoni rapporti tra il dottor Luca e la Fondazione Casa Natale Enzo Ferrari. Dispetti e rancori, ergo meglio disertare .....

3 - ABUSI EDILIZI A CAPRI: IL PROCESSO MONTEZEMOLO SLITTA PER IL MARE GROSSO
Gian Marco Chiocci per "il Giornale"

Onda su onda e il processo a Luca Cordero di Montezemolo si infrange sui faraglioni della Giustizia, vittima del maltempo. Nel tribunale in miniatura di Capri, a trecento passi dalla celeberrima piazzetta ieri stracolma di vecchietti veneti e giapponesi infreddoliti, la sentenza per gli abusi edilizi nella villa del presidente della Ferrari sembrava cosa fatta.

Era nei programmi dell'elegante giudice unico Alessandra Cataldi, che seppur in ritardo di un'ora rispetto al programma affisso all'entrata, s'era decisa a chiudere il dibattimento in giornata con l'interrogatorio degli ultimi testi, la requisitoria del pm, le arringhe dei difensori di grido, per poi entrare in camera di consiglio e in serata emettere il verdetto tanto atteso dalla politica italiana.

E invece a forza di sbirciare dalla finestra alle sue spalle s'è resa conto che quel mare impazzito, preso a schiaffi dalla tramontana, sempre più grosso e sempre più nero, rischiava di impedire ai presenti, lei compresa, un ritorno sulla terraferma anche con l'ultima corsa delle otto. E così mentre in aula l'architetto arrivato da Roma dava la sua versione su quei discussi lavori di ristrutturazione e ampliamento fatti all'insaputa del padrone di casa, il giudice aveva conferma che alle quattro in punto salpava l'unico e ultimo bastimento della Snav.

Mezz'ora di tempo. Bisognava fare presto. Con l'udienza successiva fissata ai primi di maggio, tutti fuori a conquistarsi un taxi per fiondarsi giù nei tornanti con la speranza di trovare un passaggio nell'ultimo traghettamento su Napoli. Chi è stato meno fortunato ha visto l'aliscafo mollare gli ormeggi con qualche difficoltà, anche se poi il mare s'è calmato e il traffico sul Tirreno è tornato normale. Alle 19 giustizia era fatta.

Peccato. Perché c'era grande attesa per il processo a Montezemolo, un processo alla fiducia mal risposta: il direttore dei lavori e il titolare dell'impresa edile appaltatrice hanno infatti patteggiato rispettivamente 12 e 10 mesi di condanna (con pena sospesa). E ben gli sta, perché non è cosa buona e giusta trasformare un garage nella casa del custode e a mettere mano a un rudere adibito a ospitare attrezzi agricoli per trasformarlo in una dependance di 22 metri quadrati, senza avvisare chi di dovere.

Ma chi avrebbero dovuto avvisare? Villa Caprile è stata acquistata nel 2002 dalla società «Fisvi Holding srl» di cui il leader di Italia Futura detiene il 99 per cento del capitale sociale ma il restante uno per cento è di Francesco Saverio Grazioli, presidente della «Fisvi», diventato suo coimputato. Poi non si capisce perché pure gente importante di qua (l'ex sindaco, il comandante dei vigili), senza che nessuno gli avesse chiesto niente, è finita alla sbarra in un processo gemello con l'accusa d'aver imbrogliato le carte sugli abusi nella casa di Montezemolo.

Il sospetto dei pm è che abbiano cercato - all'oscuro di Luca, s'intende - di silenziare lo scandalo, rallentando e ostacolando i controlli per non provocare imbarazzi all'illustre ospite. E guai a fare dell'ironia sulla Fiat Panda regalata alla polizia municipale caprese. Nessuna corruzione, la donazione rientrava nella campagna promozionale rivolta ai centri turistici più importanti d'Italia. Sempre a pensar male, sempre a sua insaputa.

 

LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO - copyright PizziLUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO - copyright PizziCorrado Passera, Giovanna Salza, Luca MontezemoloMONTEZEMOLO-CASINIFrancesco Bonami Giulia InnocenziMARTONEfer40 montezemolo ferraricompleanno di montezemolo alla taverna Anema e core di Caprimontezemolo a capri

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