SORPRESA FISCALE - LA META’ DEI 3 MILIONI AL MESE CHE BERLUSCONI VERSERA’ ALLA LARIO E’ DEDUCIBILE DALLE TASSE - LO DICE LA LEGGE: SE IL PAGAMENTO E’ MENSILE E NON IN UN’UNICA SOLUZIONE, SCATTA IL VANTAGGIO FISCALE - STIPENDIATA MENSILMENTE, VERONICA E’ IN PRATICA UNA “DIPENDENTE” DEL PATONZA - E SILVIO PUO’ DEDURRE IL 50% DELLO “STIPENDIO” CORRISPOSTO OGNI MESE…

Nicola Di Molfetta per www.economiaweb.it

Un euro Silvio. Un euro gli italiani. Sembra quasi una delle declinazioni del famoso "patto" siglato dall'ex premier con i suoi elettori nel 2001. Invece, è la gestione fiscale del mantenimento da 3 milioni di euro al mese a cui Berlusconi è stato condannato la vigilia di Natale dal Tribunale di Milano.

ASSEGNO DEDUCIBILE.
Infatti, secondo quanto prevede la legge, se il mantenimento viene corrisposto in modo periodico, assume natura reddituale e di conseguenza diventa fiscalmente rilevante nonché deducibile per il coniuge che lo versa. Invece, la signora Veronica Lario (al secolo Miriam Raffaella Bartolini) le tasse, sul super mantenimento dovrà pagarle visto che per la legge si tratta di reddito imponibile.
Sul punto, l'Agenzia delle Entrate ha precisato che gli assegni periodici costituiscono per il coniuge che ne beneficia redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e «si presumono percepiti, salvo propria contraria, nella misura e alle scadenze risultanti dai relativi titoli» (articoli 50, comma 1, lett. i) e 52, comma 1, lett. c), del Tuir).

Diverso sarebbe stato in caso di liquidazione in unica soluzione.
Se, invece, Berlusconi avesse deciso di pagare in unica soluzione i 36 milioni all'anno a cui lo ha condannato il giudice non avrebbe potuto godere di alcuna deduzione. Infatti, in quel caso, l'accordo avrebbe rappresentato una transazione in ordine alle pregresse posizioni patrimoniali. Questa seconda soluzione sarebbe stata sicuramente più comoda per la ex moglie dell'ex premier, visto che per tali somme non è prevista alcuna tassazione in capo al beneficiario. Ma sarebbe risultata fiscalmente onerosa per il patron di Fininvest che non avrebbe potuto portare a deduzione la cifra.

GLI AVVOCATI SPERANO NELLA REVISIONE.
Sebbene i dettagli della sentenza non siano stati resi noti, è lecito supporre che il cavaliere sia stato condannato a corrispondere un assegno mensile alla signora Lario. Infatti, dagli ambienti legali vicini a Berlusconi è trapelato che si confida in una revisione della cifra in sede di divorzio. E la cosa risulta possibile solo se chi versa il mantenimento non ha pagato il dovuto in un'unica soluzione.

A tale proposito, la Corte Costituzionale ha chiarito come «l'importo da corrispondere in forma periodica viene stabilito in base alla situazione esistente al momento della pronuncia, con la conseguente possibilità di una revisione, in aumento o in diminuzione; mentre al contrario quanto versato una tantum, che non corrisponde necessariamente alla capitalizzazione dell'assegno periodico, viene concordato liberamente dai coniugi nel suo ammontare e definisce una volta per tutte i loro rapporti per mezzo di una attribuzione patrimoniale, producendo l'effetto di rendere non più rivedibili le condizioni pattuite».

LA SOMMA DEDUCIBILE PUO' ARRIVARE AL 50%.
Ma a quanto ammonta il "risparmio" che il fisco consente a Berlusconi? Anche qui, si può ragionare solo in via teorica. Ma decisamente plausibile. Infatti, la legge prevede diverse fasce di deducibilità sulla base dell'aliquota di tassazione in cui rientra il singolo contribuente. Il leader del popolo delle libertà è da sempre uno dei primi contribuenti italiani e quindi è ragionevole supporre che benefici del diritto a dedurre il 50% del mantenimento mensile.
Dunque, la metà dei 3 milioni al mese, ovvero 18 dei 36 milioni l'anno che il cavaliere dovrà pagare alla sua seconda ex moglie se li "accollerà" il Fisco.

 

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