SPARALA ANCORA, NORDIO! INFISCHIANDOSENE DEL MONITO DI MATTARELLA AD ABBASSARE I TONI, IL GUARDASIGILLI HA INVITATO A VOTARE “SÌ” AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA “COSÌ CI TOGLIEREMO I DUE RESIDUI DELLE DITTATURE DEL SECOLO PRECEDENTE, QUELLA COMUNISTA E QUELLA FASCISTA”. E ANCORA: “GRAZIE ALLA RIFORMA FINALMENTE SAREMO UN PAESE DEMOCRATICO, LIBERO ED ENTREREMO A PIENO DIRITTO NELLE DEMOCRAZIE OCCIDENTALI”. EVIDENTEMENTE PER IL MINISTRO DELLO SPRITZ AL MOMENTO NON SIAMO UNA DEMOCRAZIA COMPIUTA. IL FATTO È CHE DA OLTRE TRE ANNI AL GOVERNO C’È LA SUA DESTRA…
Estratto dell’articolo di Daniela Preziosi per “Domani”
carlo nordio e giusi bartolozzi
La dice ad Ancona la sua ultima (ma solo per ora, contiamo sui prossimi giorni) perla. In videocollegamento con un’iniziativa del Sì, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha chiamato la cittadinanza al voto spiegando che con la vittoria della sua riforma al referendum del 22 e 23 marzo «la rivoluzione copernicana sarà che finalmente saremo un Paese democratico, libero ed entreremo a pieno diritto nelle democrazie occidentali» – evidentemente non lo siamo, il fatto è che da oltre tre anni al governo c’è la sua destra, e lui stesso – e che infine «ci toglieremo i due residui delle dittature del secolo precedente, quella comunista e quella fascista».
Si capisce, sebbene con qualche sforzo, il senso del discorso, nel contesto della propaganda di questi giorni: il Sì considera l’attuale unità delle carriere fra pm e magistrati un’eredità del ventennio. Infelice la scelta dei termini però.
Perché se in Italia qualche residuo del fascismo c’è, nel governo e nella maggioranza – non fosse altro per il culto di Giorgio Almirante a cui è dedita Fratelli d’Italia –, di quella comunista no, e neanche del governo comunista, che mai ci fu. [...]
Dall’altra parte piovono appelli e ultimi posizionamenti. Come quello dell’ Ali – Autonomie locali italiane – e del Comitato società civile per votare No. «Chi governa i Comuni conosce bene i problemi reali della giustizia: processi troppo lunghi, carenza di personale, arretrati, infrastrutture informatiche insufficienti», dice.
«Questa riforma è sbagliata e non affronta nessuna di queste questioni. Per questo tanti sindaci, dalle grandi città ai piccoli comuni, hanno deciso di dire con chiarezza che non serve riscrivere la Costituzione: serve far funzionare meglio la giustizia».
Lo hanno firmato 270 fra sindaci e sindache. Il testo è stato promosso dal presidente di Ali, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, e dal sindaco di Torino Stefano Lo Russo, che a sua volta è il vicepresidente dell’Anci, l’associazione nazionale dei comuni d’Italia, il cui presidente è Gaetano Manfredi, primo cittadino di Napoli; anche lui fra i firmatari, insieme ai colleghi di Bari, Bologna, Firenze, Genova, Cagliari, Parma, Verona, Vicenza, Bergamo, Reggio Emilia, Sassari, a decine di comuni medi e piccoli.
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CARLO NORDIO CON UNO SPRITZ - MEME
La chiusura della campagna del No sarà mercoledì 18 a Roma, a piazza del Popolo, una lunga kermesse che inizierà alle 17. Sul palco, oltre Bachelet, Rosy Bindi, Maurizio Landini, gli scrittori Benedetta Tobagi e Giancarlo De Cataldo, il cantante Daniele Silvestri, l’attrice Sonia Bergamasco e la giornalista Paola Caridi. E anche i leader dei partiti che si sono schierati per il No, cioè Pd, M5s e Angelo Bonelli. Alla piazza manderà un messaggio Rino Formica, 99 anni appena compiuti.
Nei due giorni successivi le manifestazioni continueranno. Il 20 marzo, ultimo giorno prima del silenzio elettorale, il Pd chiuderà la sua campagna a Milano, e il Movimento Cinque stelle a Roma.
giusi bartolozzi e carlo nordio
giorgia meloni carlo nordio
CARLO NORDIO E GIUSI BARTOLOZZI

