’STA LEGGE ELETTORALE È UN PASTROCCHIO PER TUTTI – IL MELONELLUM PASSATO ALLA CAMERA, SENZA PREFERENZE, PREVEDE UN PREMIO DI MAGGIORANZA AL 42% CHE APPARE UN MIRAGGIO SIA PER IL CENTRODESTRA E CHE PER IL CAMPO LARGO – LO STORICO GIANNI OLIVA: “OGGI È DIFFICILE IMMAGINARE UN CARTELLO CHE TENGA INSIEME IL CONSERVATORISMO LIBERALE DI FORZA ITALIA E L’ESTREMISMO XENOFOBO DI VANNACCI; COSÌ COME È DIFFICILE IMMAGINARE UN CARTELLO OPPOSTO CHE SPAZI DAL MODERATISMO CATTOLICO AL RADICALISMO DI AVS. IL PRIMO GOVERNO DI DESTRA HA DETERMINATO LA NASCITA, ALLA SUA DESTRA, DI UN MOVIMENTO COME ‘FUTURO NAZIONALE’, CHE MOLTIPLICA I CONSENSI RIPETENDO LE PAROLE D’ORDINE CHE MELONI UTILIZZAVA QUANDO ERA ALL’OPPOSIZIONE...”
Estratto dell’articolo di Gianni Oliva per “L’Arena”
Dopo due sussulti che hanno provocato molte parole e nessuna conseguenza (nella Prima Repubblica sarebbero stati due terremoti politici), la riforma elettorale è passata alla Camera: generoso premio di maggioranza per la coalizione che supera il 42% a garanzia di stabilità, altrimenti proporzionale puro; le liste rimangono bloccate, con i cittadini che votano a scatola chiusa i candidati proposti dalle direzioni di partito.
[…] Quando un presidente del Consiglio, che governa da quattro anni ed è a capo di una maggioranza numericamente solida, si intesta un provvedimento che prevede il ritorno alle preferenze ma il provvedimento stesso, alla prova del voto segreto, naufraga sotto i colpi di qualche decina di franchi tiratori, significa che qualcosa di importante non funziona più.
E non funziona neppure che il «campo largo» abbia votato contro questo provvedimento, cioè contro un meccanismo che garantisce l’esercizio sano della democrazia e che replica quanto già accade per scegliere i consiglieri regionali e comunali. Il fatto è che la logica dei princìpi e quella del tatticismo strumentale sono quanto mai divaricati.
È ben vero che oggi la politica sembra correre su una pista da bob, dove si può pattinare un poco più a destra o un poco più a sinistra, ma se si esce dalle sponde ci si schianta, perché i paletti dell’economia globalizzata e dell’Europa tolgono margini di manovra.
protesta dell opposizione alla camera contro la legge elettorale foto lapresse.
Proprio per questo bisognerebbe reagire con la capacità progettuale, figlia di una vera cultura politica: l’esperienza quotidiana dimostra invece che si ricorre alle frasi ad effetto, si affidano i programmi ai neologismi («remigrazione», «sanità universalistica»), si alzano i toni contro l’avversario, finendo per galleggiare tutti nel grigiore propositivo.
[…] Quale coalizione può raggiungere il 42%? Le somme numeriche dei sondaggi non possono prescindere dalle variabili interne agli schieramenti.
Il problema riguarda il «campo largo», dove l’elettorato moderato ha difficoltà a riconoscersi in una guida più radicale, ma riguarda soprattutto la Destra. Paradossalmente, il primo governo di Destra della storia italiana ha determinato la nascita, alla sua destra, di un movimento come «Futuro Nazionale», che moltiplica i consensi ripetendo esattamente le parole d’ordine che Giorgia Meloni utilizzava quando era all’opposizione.
schlein magi conte bonelli fratoianni
Non stupisce: negli ultimi trent’anni hanno avuto successo i movimenti fondati sulla protesta e sull’indignazione. Ma il fenomeno Vannacci è diverso perché non raccoglie gli indignati generici, ma gli elettori di Destra delusi dal governo di Destra, quelli che hanno votato Meloni in nome dell’ordine e dell’antieuropeismo e si ritrovano con lo stesso disordine e nella stessa Europa.
Oggi è difficile immaginare un cartello che tenga insieme il conservatorismo liberale di Forza Italia e l’estremismo xenofobo del generale; così come è difficile immaginare un cartello opposto che spazi dal moderatismo cattolico al radicalismo di AVS.
Il rischio concreto è un risultato elettorale che riporti al proporzionalismo puro, cioè esattamente da dove si era partiti trent’anni fa!
AULA DELLA CAMERA RESPINGE L'EMENDAMENTO DI FDI SULLE PREFERENZE
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