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STA MANOVRA POTEVA ESSE FERO E INVECE È PIUMA – LA LEGGE DI BILANCIO 2024 SI LIMITERÀ A DEFINIRE LE RISORSE E I (POCHI) PROVVEDIMENTI PRINCIPALI: ADDIO ALLA DETASSAZIONE DELLE TREDICESIME DI DICEMBRE. I 3,2 MILIARDI SARANNO UTILIZZATI PER ADEGUARE LE PENSIONI, LE RETRIBUZIONI NEL PUBBLICO IMPIEGO E PER I COSTI DELL’EMERGENZA MIGRANTI – NONOSTANTE IL DEFICIT APPENA CREATO CON LA NADEF, MANCANO ALMENO 10 MILIARDI PER COPRIRE LA SECONDA MANOVRA MELONI

1. SUBITO I FONDI PER PENSIONI E STATALI SPARISCE IL BONUS SULLE TREDICESIME

Estratto dell’articolo di Mario Sensini per il “Corriere della Sera”

 

IL CONTO DEL SUPERBONUS - MEME BY OSHO

Una legge di Bilancio «destrutturata», con una parte della manovra anticipata a quest’anno e un diluvio di disegni di legge collegati, ben 32, cui affidare la definizione di gran parte delle misure previste per il prossimo anno.

 

Spogliata di molti contenuti di merito, che saranno discussi nei collegati, la legge di Bilancio del 2024 si limiterà a definire le risorse e i provvedimenti principali, il taglio del cuneo, le misure per le pensioni, i contratti dei dipendenti pubblici.

 

GIORGIA MELONI

Anche la riduzione delle aliquote e il taglio dell’Irpef saranno definiti da un provvedimento a parte, un decreto legislativo di attuazione della delega. L’anticipo della riforma al 2024, con la detassazione delle tredicesime di dicembre, intanto, è stato accantonato. Il governo ha scelto di utilizzare i 3,2 miliardi guadagnati alzando un po’ il deficit di quest’anno per l’adeguamento delle pensioni, le retribuzioni nel pubblico impiego, i costi dell’immigrazione.

 

IL RIGORE - VIGNETTA BY GIANNELLI

Con un decreto, tra pochi giorni, si provvederà a recuperare lo 0,8% di indicizzazione Istat che ancora manca per il 2023 (riferito all’inflazione 2022). Poi dal prossimo anno, con la legge di Bilancio, si provvederà al nuovo adeguamento per l’inflazione 2023, poco più del 5%.

 

Con il decreto dovrebbe arrivare anche la conferma del bonus dell’1,5% sulle retribuzioni dei dipendenti statali, che costerà un miliardo di euro. Altri fondi saranno destinati alla gestione dei flussi migratori e dei Cpr.

 

Dei 32 collegati alla legge di Bilancio elencati nella Nadef, 17 erano già stati indicati a maggio nel Documento di economia e finanza e sono stati confermati. Uno, la delega fiscale, è già stato portato a casa. Di altri tre collegati previsti ad aprile, turismo, rifunzionalizzazione delle carceri e piante organiche degli uffici giudiziari, si sono già perse le tracce. Cosa che succede spesso ai collegati delle leggi di Bilancio. Negli ultimi quindici anni ne sono stati approvati meno di due l’anno.

 

SEMO GENTE DI PORCATA - VIGNETTA BY MANNELLI

Il governo, però, ci riprova e ai 17 ddl indicati nei mesi scorsi ne aggiunge altri 15.

Dovranno tutti essere presentati entro il prossimo 15 novembre, anche se adesso non godono più della corsia preferenziale riservata alla sessione di bilancio. Potrebbero dunque essere approvati anche più in là, rinviando gli effetti ad anno inoltrato. […]

 

2. TAGLI, PENSIONI, BONUS MANCANO DIECI MILIARDI PER CHIUDERE LA MANOVRA

Estratto dell’articolo di Valentina Conte per “la Repubblica”

 

Mancano almeno 10 miliardi per coprire la seconda manovra del governo Meloni. Non basta il maggior deficit appena creato nella Nadef, quattro volte più alto di quanto lo stesso esecutivo prevedeva in aprile: 16 anziché 4 miliardi. Nei prossimi venti giorni Palazzo Chigi darà la caccia ad altre risorse.

 

meloni e salvini belve vignetta by rolli per il giornalone la stampa

Non sarà facile, perché le strade rimaste sono due: tagliare le spese o alzare le tasse. Complicato farlo senza scontentare alleati e contribuenti. E mantenendo la promessa, esplicitata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, di non aggiungere condoni, come lavoluntary disclosure .

 

Anche perché il quadro non è dei più sereni. Lo ammette la stessa Nadef, la Nota sui conti pubblici approvata giovedì dal Cdm. In un focus si simulano quattro scenari avversi, pesando l’effetto di una frenata del commercio mondiale, del rialzo dei tassi, del prezzo del petrolio e dell’euro forte. Se ci fossero impennate, la crescita dell’Italia, prevista all’1,2% l’anno prossimo, potrebbe accusare cali dallo 0,1 allo 0,4%. Non poco. Motivo in più per cercare coperture solide.

 

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha detto che dai ministeri si aspetta non un miliardo e mezzo, ma due miliardi di tagli. Solo due o tre dicasteri hanno già risposto.

 

[…]

giancarlo giorgetti giorgia meloni

Un’altra fonte di risorse potrebbe venire dai giochi. Tre strade: le nuove concessioni sul gioco online, le vecc hie sul gioco fisico da prorogare fino al 2026, la tassa sulle vincite. Fuori dai radar sia la sugar tax che la plastic tax. Il governo non vuole farle scattare il primo gennaio. C’è poi la tassa sugli extraprofitti delle banche, ma pare già molto sgonfia.

GIORGIA MELONI - VIGNETTA BY MANNELLI carrello tricolore vignetta by rolli per il giornalone la stampameloni contro i tecnici vignetta by rolli per il giornalone la stampagiancarlo giorgetti giorgia meloni

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