ARRIVA IL TICKET OBAMA-CLINTON - PER PREPARARE IL TERRENO A “HILLARY 2016”, L’EX INFOJATO BILL È DIVENTATO IL MIGLIOR TIFOSO DI BARACK, UNO CHE NEL 2007 CHIAMAVA “IL PRINCIPIANTE INADEGUATO” - IL SUO ARRIVO HA CAMBIATO LA STRATEGIA CONTRO ROMNEY, ORA ACCUSATO DI ESSERE UN FANATICO DI ESTREMA DESTRA IN GUERRA CON GAY, IMMIGRATI, E DONNE - MEGA-EVENTO A BROADWAY, ANCHE CON BON JOVI. MA ARRIVA LA BUCCIA DI BANANA: BON JOVI SCARROZZATO SULL’AIR FORCE ONE, E I REPUBBLICANI VANNO ALL’ATTACCO…

1- OBAMA SI PORTA JON BON JOVI SUL VOLO DI STATO
Da "Il Messaggero"

Barack Obama nella bufera per aver dato un passaggio a Jon Bon Jovy a bordo dell'Air Force One diretto a New York. A svelare la presenza della star sul volo presidenziale è stato Politico.com. Un portavoce della Casa Bianca ha poi confermato che la star del rock ha viaggiato come «ospite del presidente».

Le critiche.
Bon Jovi è sempre stato un sostenitore del presidente americano: ha fatto campagna per lui nel 2008 e ha cantato alla cerimonia del suo insediamento. L'impegno è ripreso anche per il voto di novembre: il cantante rock era diretto assieme ad Obama al Waldorf Astoria di New York per un evento elettorale ed è stata la campagna per Obama a pagare le spese del suo viaggio sull'Air force one. Ma il passaggio a bordo dell'Air Force One espone Obama alle critiche dei repubblicani a un presidente che se ne va a braccetto con star di Hollywood e celebrities mentre gli americani hanno sempre più problemi economici.

I precedenti.
«Meanwhile», un video messo in rete dal comitato nazionale repubblicano, mostra Obama che, insieme a Michelle, chiacchiera con Anna Wintour, la famosa direttrice di Vogue, della prossima cena elettorale a casa di Sarah Jessica Parker, mentre in sovrimpressione scorrono immagini di giovani, donne, neri e ispanici senza lavoro. Già prima dell'annunciata cena, per il prossimo 14 giugno, nella casa newyorkese della star di Sex and the city, Obama aveva fatto il pieno di celebrities, e di finanziamenti elettorali, alla festa organizzata da George Clooney a Hollywood. Mentre a gennaio era stato il registra newyorkese a organizzare nella sua casa una festa per Obama. Mesi prima, durante una raccolta per fondi elettorali a Silicon Valley, il presidente aveva avuto la sua photo opportunity con Lady Gaga.


2- A BROADWAY SONO NATE DUE STELLE LA STRANA COPPIA BILL-BARACK SEPPELLITI I RANCORI PARTE IL TANDEM ELETTORALE
Alessandra Farkas per il "Corriere della Sera"

«President Barack Obama and President Bill Clinton», lampeggiava l'insegna fuori dal New Amsterdam Theater di Broadway, dove lunedì sera lo show politico-musicale tutto esaurito dei due ex nemici giurati del Partito democratico ha fermato per una notte il traffico di Manhattan. Insieme alle altre due kermesse elettorali presiedute dal duo: un party a casa del manager di Wall Street Marc Lasry, dove 50 super-finanziatori hanno sborsato 40mila dollari a testa, e una cena al Waldorf Astoria per 500 ospiti che hanno pagato dai 2500 dollari in su per applaudire Obama, Clinton e Jon Bon Jovi. Ricavato del triplo blitz: oltre 3,5 milioni di dollari.

«The Times They Are a-Changin'», direbbe Bob Dylan. Chi non ricorda, infatti, la tanto pubblicizzata animosità tra i due all'indomani delle primarie democratiche del 2008, quando Clinton accusò Obama di «promuovere un'agenda volta a cancellare il mio lascito di presidente» e l'allora senatore dell'Illinois tacciò il marito della rivale Hillary di «giocare sporco, soprattutto con lo spinoso tema della razza».

Quattro anni più tardi Clinton è il supporter-portavoce-testimonial più in vista della campagna per l'Obama-bis. Un sodalizio, il loro, inaugurato lo scorso aprile quando i due apparsero uno accanto all'altro al fundraising organizzato a casa dell'ex presidente del Comitato nazionale democratico Terry McAuliffe. Il fedelissimo clintoniano e amico personale di Bill e Hillary che quattro anni prima si era speso invano per battere Obama, adesso raccoglieva oltre due milioni di dollari per farlo rieleggere.

«Quando diventi presidente, è tuo compito spiegare al Paese dove ci si trova, verso quale luogo si è diretti e la tua strategia per arrivarci», Clinton arringò la platea di ricchissimi donatori democratici riunita nella villa di McAuliffe in Virginia. «Per questo motivo - terminò in uno scroscio d'applausi - Barack merita di essere rieletto».

Il comizio arrivò 72 ore dopo che la campagna di Obama aveva diffuso un video web narrato dall'ex presidente che accusava il candidato repubblicano Mitt Romney di «inadeguatezza in materia di politica estera», suggerendo che, se fosse stato lui presidente al posto di Obama, «forse non avrebbe autorizzato l'attacco che ha portato alla storica eliminazione di Osama Bin Laden».

Secondo Politico, l'autorevole sito vicino ai conservatori, sarebbe stato lo stesso Clinton a persuadere l'entourage di Obama a ritrarre l'ex governatore del Massachusetts come un pericoloso fanatico d'estrema destra (soprattutto in materia di gay, immigrati, tasse e aborto), abbandonando la meno fortunata strategia d'attacco fino ad allora perseguita da Obama che dipingeva Romney semplicemente come l'eterno indeciso e voltagabbana.

Ma a trarre vantaggio dalla collaborazione sono entrambi. «Offrendosi come il paladino altruista di Obama, Clinton può mondare definitivamente un'eredità personale che l'ossessiona», teorizza il Washington Post. In cambio Obama può «contare su un astuto stratega», ma anche sul «surrogato ideale, capace di andare nelle zone rurali del Profondo Sud e nella cintura industriale del Rust Belt ed essere accolto a braccia aperte dai maschi bianchi della working class».

Poco importa se i media li accusano di cinico opportunismo. Nella sua biografia su Barack Obama The Amateur (un titolo ispirato dall'appellativo attribuito al presidente da Clinton) Edward Klein descrive una scena in cui nell'agosto 2011 Bill esortò la moglie Hillary a dare le dimissioni da Segretaria di Stato per tornare a sfidare Obama per l'Ufficio Ovale. «La lealtà è una barzelletta», avrebbe risposto Clinton di fronte ai dubbi della moglie, «e comunque in politica non esiste».

Ma dietro quella che Romney ha già ribattezzato «la strana coppia» (la sua campagna ha riesumato un'intervista alla Pbs in cui Clinton nel 2007 dava del pivellino ad Obama) ci sarebbe proprio il desiderio di tornare alla Casa Bianca come first husband. «Bill sta spianando la strada alla moglie per le presidenziali del 2016», scrive la blogosfera, «per vincere, Hillary ha bisogno dell'aiuto del team Obama».

 

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