UN PIRELLONE PER FORMINCHIONI - PERCHÉ UN GRUPPO OSPEDALIERO COME LA FONDAZIONE MAUGERI DI PAVIA, AL PARI PRIMA DEL SAN RAFFAELE DI DON VERZÈ, RITIENE CONVENIENTE DARE 56 MILIONI DI EURO DAL 2004 AL 2011 A UNA PERSONA COME PIERANGELO DACCÒ SENZA SPECIFICHE COMPETENZE SANITARIE? PERCHÉ DACCÒ “APRIVA PORTE” NELLA REGIONE LOMBARDIA, ERA LA VASELINA CHE FACEVA SCIVOLARE AGLI ENTI I SOLDI CHE FATICAVANO A OTTENERLI…

Luigi Ferrarella per il "Corriere della Sera"

Perché un gruppo ospedaliero come la Fondazione Maugeri di Pavia, al pari prima del San Raffaele di don Verzè, ritiene conveniente dare 56 milioni di euro dal 2004 al 2011 a una persona come Pierangelo Daccò senza specifiche competenze sanitarie? Perché Daccò «apriva porte» nella Regione Lombardia agli enti che ritenevano di avere diritto a taluni provvedimenti ma faticavano a ottenerli.

È questa la spiegazione offerta sabato nel suo interrogatorio dal direttore amministrativo della Fondazione Maugeri, Costantino Passerino, arrestato venerdì con il presidente Umberto Maugeri, con Daccò e l'imprenditore ciellino Antonio Simone, ex politico dc e altro amico di Formigoni.

Passerino già il 30 novembre, come teste, aveva spiegato l'occhio di favore verso Daccò con il fatto che «diversi direttori generali di strutture sanitarie lombarde negli anni mi dissero che Daccò era un personaggio con il quale chi svolge attività nel settore sanitario in Lombardia deve avere relazioni, perché è risaputo che ha moltissima influenza nell'assessorato alla Sanità ed è un uomo molto importante in Cl, in particolare per i suoi rapporti con il presidente della Regione Lombardia» Formigoni.

E anche per il fiduciario svizzero Gianfranco Grenci, Daccò «risolveva problemi relativi a rimborsi e finanziamenti per enti che facevano fatica a ottenerli dalla Regione. Questa attività, più che su competenze specifiche, si fondava su relazioni personali e professionali che Daccò aveva in Regione».

La carta di credito di Daccò, stando alle ricevute consegnate da Grenci, ha pagato biglietti di viaggi a nome di Formigoni, del fratello del governatore, del collaboratore Alberto Perego. Quest'ultimo nel 2011 è stato condannato in primo grado a 4 mesi (pena sospesa) per falsa testimonianza al pm Alfredo Robledo nel 2006 nell'inchiesta «Oil for Food»: depose di non avere conti in Svizzera, e invece fu provato che era suo il conto Paiolo alla Bsi di Chiasso.

Inoltre asserì di aver mai usato l'irlandese Candonly e mai avuto rapporti commerciali con Alenia Marconi Systems: invece Candonly è risultata destinataria di soldi proprio da Alenia, trasferiti sia su Paiolo sia su due conti svizzeri della Fondazione «Memalfa» legata ai «Memores Domini» di Massagno, dove ha sede una comunità di questa associazione laicale cara a Comunione e Liberazione.

Ora gli inquirenti stanno facendo verifiche sulla congruità (rispetto al valore stimato da una banca) del prezzo al quale Perego avrebbe acquisito con un mutuo una villa in Sardegna ceduta da una società facente capo a un'altra società di Daccò. Intanto Simone, difeso da Giuseppe Lucibello, interrogato ieri ha sostenuto di aver ricevuto soldi mai dalla Fondazione Maugeri, ma sempre e solo da Daccò (450/550.000 euro l'anno dal 2001 al 2011) per le «consulenze» prestategli, specie in tema di posti letto per «degenze leggere» e meno costose in Sicilia e in Lombardia.

Il commercialista Claudio Massimo, assistito da Angelo Giarda e Rosario Minniti, ha rivendicato il coordinamento di complesse ricerche scientifiche in ambito sanitario, nel cui ambito avrebbe messo in contatto alcune società con la Maugeri proprio per il possibile sviluppo di futuri medicinali sulla base dello studio di molecole. Ma questa sua reale attività sarebbe confluita nella medesima fondazione lussemburghese della Maugeri che vi avrebbe mescolato tutt'altre attività a lui estranee: e cioè le «consulenze» fittizie che per i pm hanno drenato dalla Maugeri soldi ai conti esteri di Daccò e Simone.

 

I FRATELLI FORMIGONI Roberto Formigoni ospite a bordo dello yacht di Piero Dacco FORMIGONI h FORMIGONI SULLO YACHT DI DACCO'salvatore maugeri Alfredo Robledo

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