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LA TANGENTOPOLI UCRAINA È MEJO DI HOUSE OF CARDS – SCALATE DI POTERE, GIUDICI INVADENTI, POLITICI CON IL CESSO D’ORO: LA SPETTACOLARE TRAMA DELLO SCANDALO CORRUZIONE CHE FA TREMARE ZELENSKY. A PARTIRE DALLE PAROLE CHIAVE: FORREST GUMP, MIDAS, THEMIS, LA VEGGENTE VERONIKA FENG SHUI - LE ACCUSE CHE LAMBISCONO IL PRESIDENTE, CHE HA GIÀ RIMOSSO TUTTI E DEVE AFFRONTARE LA MINACCIA POLITICA DELL’EX MINISTRO DELLA DIFESA FEDOROV, CHE CHIEDE VENDETTA DOPO ESSERE STATO LICENZIATO: ORA ANDRÀ IN AMERICA A CERCARE IL SOSTEGNO DI MUSK E TRUMP...

Estratto dell’articolo di Marta Serafini per www.corriere.it

 

Herman Halushchenko

Forrest Gump, Midas, Themis, la veggente Veronika Feng Shui. Sembra il catalogo di una piattaforma streaming, invece è il lessico con cui l'Ucraina sta raccontando il suo scandalo politico più tossico dell'ultimo anno. Per sbrogliare la matassa e codificare il palinsesto bisogna procedere a ritroso mentre le bombe russe continuano a cadere su Kiev.

 

Forrest Gump sarebbe il soprannome usato nelle intercettazioni per indicare l'ex ministro dell'Energia Herman Halushchenko; Midas è il nome in codice scelto dagli inquirenti per il fascicolo e che coinvolte l'imprenditore Tymur Mindich, vecchio socio di Volodymyr Zelensky e considerato un Re mida moderno;

 

Timur Mindich

Themis, dea della giustizia, è invece l'etichetta di un filone che parla di immobili, registri manipolati, hacker e scalate opache, mentre Feng Shui è lo pseudonimo scelto da una maga cui l’ex consigliere del presidente Zelensky, Andriy Yermak affidava i suoi commenti e le sue riflessioni sulle vicende politiche.

 

Tre titoli quasi grotteschi per una sola storia fatti di soldi, protezioni politiche, banche statali, fughe all'estero e un'inchiesta che dal settore energetico è arrivata fino al cuore della Bankova, la via dove si trovano a Kiev gli uffici della presidenza. Il tutto mentre l'Ucraina si avvia verso il suo quinto inverno di guerra.

 

Iryna Mudra

È il 19 agosto quando l'agenzia anticorruzione ucraina (Nabu), annuncia l'inchiesta Forrest Gump contro una presunta organizzazione criminale composta da parlamentari, ex parlamentari, funzionari di alto livello e figure legate a una banca statale.

 

Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe riciclato circa 150 milioni di grivne (circa 3,1 milioni di euro) attraverso Sense Bank e una rete di società controllate per finanziare la cauzione di Halushchenko, figura chiave del precedente scandalo Midas.

 

Volodymyr Zelensky

Nello stesso giorno, il presidente Volodymyr Zelenskyy licenzia Iryna Mudra, vice capo dell'ufficio presidenziale, dopo perquisizioni e notifica di sospetto. Mudra è così diventata la figura istituzionale più alta emersa nel filone Forrest Gump [...].

 

[[...] Prima della rimozione, Mudra gestiva la strategia legale internazionale dell'Ucraina: si occupava dei meccanismi per la confisca dei beni russi congelati, dell'istituzione del Tribunale speciale per il crimine di aggressione e della commissione internazionale sui risarcimenti di guerra. All'interno dell'ufficio presidenziale seguiva gli affari legali e la riforma della giustizia, dopo essere stata vice ministra della Giustizia. Prima di entrare in politica aveva alle spalle oltre vent'anni nel settore giuridico-finanziario, compresa la guida del dipartimento contenzioso internazionale di Oschadbank, la cassa di risparmio statale ucraina.

 

Timur Mindich

Le registrazioni rese pubbliche dal Nabu proverebbero, secondo gli investigatori, il tentativo di Mudra di condizionare l'operato dei dirigenti della banca. Dalle stesse intercettazioni emergerebbe anche la discussione sulla possibilità di influenzare la selezione dei membri del comitato di controllo civico dell'agenzia anticorruzione. In uno dei passaggi più delicati, la funzionaria avrebbe sostenuto che il procuratore capo - in un riferimento che appare rivolto a Oleksandr Klymenko - dovesse essere sostituito con una figura più allineata all'ufficio presidenziale. [...]

 

La vicenda riporta inevitabilmente alla memoria il tentativo di Zelensky, un anno fa, di ridimensionare i poteri di Nabu e Sapo con la motivazione ufficiale di «ripulirle» da presunte «influenze russe»: una mossa poi ritirata di fronte alle proteste di piazza e alle pressioni dell'Unione europea.

 

Iryna Mudra

Il giorno successivo, il 20 agosto, gli investigatori diffondono nuovi dettagli sul ramo Themis, che appare come la proiezione più aggressiva dello stesso sistema. Qui non si parla più soltanto di denaro per una cauzione, ma di un presunto meccanismo finalizzato alla presa illecita di immobili e società. Secondo il Nabu, la rete avrebbe già sottratto asset aziendali per oltre 248 milioni di grivne, pari a circa 5,4 milioni di euro, e tentato di conquistare immobili nel centro di Kiev per altri 207 milioni di grivne, cioè circa 4,5 milioni di euro, usando hacker, prestanome, giudici, funzionari e coperture politiche.

 

Un altro tassello decisivo del filone Forrest Gump riguarda Sense Bank. Secondo il Nabu e la Procura specializzata anticorruzione (Sapo), il gruppo avrebbe utilizzato la banca statale e i conti di società sotto il proprio controllo per movimentare e ripulire i fondi destinati alla cauzione di Halushchenko.

 

Timur Mindich

Tra i 13 nomi indicati dai procuratori compaiono anche tre figure legate direttamente a Sense Bank: Mykola Hladyshchenko, ex presidente del board della banca; Oleh Stupak, anch'egli ex presidente del board; e Lyudmyla Snihur, dirigente di dipartimento dell'istituto. Le perquisizioni hanno raggiunto anche la sede della banca, che ha confermato attività investigative nel suo head office.

 

Accanto al lato bancario emerge poi un livello tecnologico e clandestino. Sempre secondo il Sapo, l'organizzazione avrebbe diretto soggetti non identificati, compresi hacker, incaricati di interferire con il registro immobiliare. Questo dettaglio è cruciale perché lega direttamente Forrest Gump a Themis: non si tratterebbe soltanto di denaro ripulito e cauzioni, ma di una struttura capace di usare competenze informatiche per incidere sui registri da cui dipende il controllo legale di immobili e società. Sense Bank sarebbe stata usata come canale finanziario, mentre gli hacker avrebbero operato soprattutto sul versante dei registri immobiliari e amministrativi.

 

Veronika Anikievich

Ma Forrest Gump e Themis, da soli, non si capiscono. Sono il seguito di Midas, il caso madre esploso nei mesi precedenti e diventato lo scandalo di corruzione più devastante dell'ultimo anno per il potere ucraino. Questo ruota attorno a un presunto sistema di riciclaggio di fondi nel settore energetico, soprattutto attorno a Energoatom, con un valore stimato attorno ai 100-112 milioni di dollari, cioè a circa 86-96 milioni di euro.

 

Anche il nome Midas sembra avere un forte valore simbolico. Diverse ricostruzioni lo collegano al lusso ostentato emerso attorno a Tymur Mindich, e in particolare alla toilette dorata trovata nel suo universo immobiliare, diventata una delle immagini-simbolo dello scandalo.

 

Ed è qui che vanno in scena i nomi più pesanti. Le fonti internazionali indicano Mindich, uomo d'affari e vecchio socio di Zelenskyy, come figura centrale o sospettato chiave del caso. Dopo l'esplosione dello scandalo, Mindich è fuggito all'estero ed è stato poi localizzato in Israele; diverse fonti riferiscono anche che ha cittadinanza israeliana, circostanza che potrebbe complicarne l'estradizione. Midas ha poi allargato il suo raggio fino al cuore stesso del potere presidenziale. L'inchiesta ha investito anche Andriy Yermak.

 

Timur Mindich Oleksandr Zukerman

Da alcune intercettazioni, inoltre, è emerso come l'ex capo dell'ufficio presidenziale, finito agli arresti e poi rilasciato su cauzione, discutesse con la consulente esoterica «Veronika Feng Shui» - identificata come Veronika Anikievich, alias Veronika Danylenko - di nomine di ministri e sottosegretari, strategie contro giornalisti investigativi e perfino del comportamento da tenere verso i vertici del Nabu e del Sapo, che lo stavano indagando.

 

In parallelo, nel caso Midas compaiono anche Oleksiy Chernyshov e lo stesso Halushchenko, a conferma del fatto che l'indagine originaria non si fermava a una vicenda imprenditoriale, ma toccava direttamente il vertice politico e amministrativo dello Stato.

A rendere ancora più esplosivo il quadro è il numero e il livello dei nomi che affiorano nei vari filoni dell'inchiesta. Oltre a Yermak, Mudra, Halushchenko, Stolar, Mykytas, Chernyshov e Mindich, compaiono anche Olena Ferens, vice ministra della Giustizia, e Viktor Dubovyk, direttore generale della Direzione delle politiche giuridiche dell'ufficio del presidente.

 

Olga Stefanishyna

A questo complesso e intricato «palinsesto» si aggiunge poi un altro caso, separato dai fascicoli Midas, Forrest Gump e Themis, ma non meno destabilizzante sul piano politico: quello di Olha Stefanishyna, ex ambasciatrice ucraina negli Stati Uniti, già vice prima ministra per l'integrazione europea ed euro-atlantica dal 2020 al 2025 e ministra della Giustizia dal 2024 al 2025.

 

Considerata per anni una delle figure più solide della macchina governativa, Stefanishyna è stata rimossa dal suo incarico diplomatico il 3 agosto; due giorni dopo, il 5 agosto, è stata raggiunta da una notifica di sospetto per illecito arricchimento e false dichiarazioni patrimoniali; il 6 agosto l'Alta Corte anticorruzione le ha imposto una cauzione di 6 milioni di grivne, lasciandola quindi in libertà su cauzione.

 

MYKHAILO FEDOROV CHIEDE ELEZIONI IN UCRAINA

 Secondo gli investigatori, avrebbe omesso dalla dichiarazione due appartamenti e altre spese rilevanti; lei respinge tutte le accuse. Pur non rientrando nei dossier principali di questa inchiesta, il suo caso ha avuto un impatto politico immediato: è stato letto come la scintilla che ha aperto la crisi di governo poi sfociata nel rimpasto, nel quale è finito silurato anche Mykhailo Fedorov, una scelta che ha alimentato nuove proteste. E mentre il sistema politico prova ancora a riassestarsi, resta vacante anche una casella simbolicamente decisiva: l'Ucraina non ha ancora un nuovo ambasciatore a Washington.

 

La cautela finale, però, resta essenziale: a questo stadio il quadro pubblico si basa soprattutto su accuse, intercettazioni, perquisizioni, notifiche di sospetto e ricostruzioni giornalistiche, non su condanne definitive. Politicamente è già un terremoto. Ma giudiziariamente, molte di queste vicende restano ancora da provare in tribunale.

 

Olga Stefanishyna

 

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