TEHERAN, MOSCA E PECHINO: L'ASSE DEI PUZZONI! - CINA E IRAN AGGIRANO LE SANZIONI USA PER SCAMBIARSI PETROLIO, FORNITO DAGLI AYATOLLAH, ED EQUIPAGGIAMENTO MILITARE, INVIATO DAL "DRAGONE" - NEL FRATTEMPO, PUTIN, AIUTANDO GLI IRANIANI A COMBATTERE CONTRO GLI AMERICANI. TOGLIE RISORSE AGLI UCRAINI (SOLO QUEL DERAGLIATO MENTALE DI TRUMP NON LO CAPISCE E CONTINUA A FLIRTARE CON "MAD VLAD") - IN MEDIO ORIENTE, L'ESERCITO USA È COSTRETTO A UTILIZZARE I MISSILI PATRIOT CONTRO GLI ATTACCHI DI TEHERAN, MISSILI CHE ZELENSKY SOGNA MA CHE TRUMP NON HA INTENZIONE DI SPEDIRGLI...
IRAN: MEDIA, 'TEHERAN HA VENDUTO PETROLIO ALLA CINA IN CAMBIO DI CREDITI PER IMPORTAZIONI'
vladimir putin e xi jinping al vertice sco in kirghizistan foto lapresse 2
(Adnkronos) - L'Iran ha utilizzato un meccanismo simile al baratto per aggirare le sanzioni sulle sue vendite di petrolio e acquistare dalla Cina beni per miliardi di dollari, tra cui equipaggiamento militare.
Lo scrive il Times of Israel, citando quanto riferito a Reuters da due fonti iraniane di alto livello e da altre tre persone a conoscenza della questione, secondo cui, il meccanismo commerciale segreto, in cui il petrolio iraniano viene scambiato con crediti per le importazioni cinesi, ha rappresentato un'ancora di salvezza finanziaria per Teheran negli ultimi anni, in concomitanza con l'intensificarsi delle pressioni economiche e militari statunitensi sul suo programma nucleare.
vladimir putin donald trump xi jinping
Questo meccanismo avrebbe anche permesso alla Cina, il più grande importatore mondiale di petrolio greggio, di mantenere l'accesso al petrolio iraniano a prezzi scontati, proteggendo al contempo banche e aziende che esportano nella Repubblica islamica da controlli o sanzioni internazionali.
Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni ad alcune piccole entità cinesi che acquistano o facilitano le spedizioni di petrolio iraniano, ma si sono astenuti dall'adottare le misure più severe che potrebbero avere ripercussioni sull'economia globale.
IL BALLO DI COPPIA DI MOSCA E TEHERAN
Estratto dell'articolo di Micol Flammini per “il Foglio”
La Repubblica islamica dell’Iran ha deciso che è arrivato il momento di intensificare la guerra, riportarla a un livello che possa danneggiare il presidente americano, Donald Trump, in vista delle elezioni di metà mandato, quando gli americani esprimeranno il loro primo giudizio sull’operato del presidente degli Stati Uniti. E su questo giudizio la guerra in Iran, con i suoi costi, ha un peso.
Gli iraniani sono pronti a provocare l’esercito americano e i suoi alleati in medio oriente sapendo che il presidente, visto il voto in arrivo, non è incline a riaccendere il conflitto totale, ma a condurre solo operazioni nello Stretto di Hormuz.
I colpi si sommano, Washington vuole che la guerra rimanga a bassa intensità, Teheran invece vuole che sia rumorosa e oltre a colpire le navi che passano per lo Stretto, ha ripreso a colpire le basi americane nel medio oriente, soprattutto prendendosela con la Giordania. Dagli attacchi iraniani contro Amman fra martedì e mercoledì è uscito un dato: sono stati usati sessanta intercettori Patriot in una sola notte.
Il numero è drammatico per Washington ma anche per chi è costretto a confidare negli americani per la propria difesa, come gli ucraini che negli ultimi incontri con i rappresentanti di Donald Trump hanno detto che per affrontare l’inverno avrebbero bisogno di almeno trecento intercettori. Un paese che ne spreca sessanta in una notte e che ha davanti a sé ancora mesi di scontri non è incline a vendere le sue scorte a un alleato.
[...] Kyiv chiede di comprare i Patriot, ma se gli Stati Uniti devono usarli contro l’Iran, non possono fare fronte alle richieste ucraine. Vladimir Putin è consapevole che la guerra è un ballo di coppia che sta conducendo assieme a Teheran e, se all’inizio le richieste di aiuto del regime iraniano erano una scocciatura per il capo del Cremlino, adesso invece ha capito come usare il medio oriente a suo vantaggio: aiutando gli iraniani a combattere contro gli americani, toglie risorse agli ucraini.
Putin ha usato l’Iran come una porta d’accesso alla collaborazione con Trump e ha discusso l’argomento anche durante l’ultima visita degli inviati americani, Steve Witkoff e Jared Kushner. Non ha parlato dell’aiuto militare che sta dando al regime, ma ha ribadito che può collaborare nella soluzione del conflitto. [...]
vladimir putin con la mimetica alla vigilia del vertice trump-zelensky
Putin Trump
vladimir putin e xi jinping al vertice sco in kirghizistan foto lapresse 4


