FERMI TUTTI! A LEGGERE LE CARTE LA TELEFONATA DI LAVITOLA A BERLUSCONI DEL “RESTA DOVE SEI CHE VI SCAGIONO TUTTI” SAREBBE PARTITA DA UN NUMERO FISSO DI PANAMA - ALTRO CHE BULGARIA, ALTRO CHE SOFIA, A PANAMA A MAGNA’ I PEPERONI - MA PERCHE' LAVITOLA DICE UNA BALLA AL SUO AMICO SILVIO? AH SAPERLO…

Carlo Tarallo per Dagospia

Te la do io la Bulgaria! Altro che Sofia, telefonini cellulari criptati e chi sa quali altre diavolerie: la famosa telefonata dello scorso 24 agosto a Berlusconi, quella del "Resta lì e vediamo un po'... vi scagiono tutti", Valterino Lavitola sembra proprio che l'abbia fatta da Panama. E da un numero fisso.

Indiscrezioni internazionali? Macchè: basta leggersi le carte dell'inchiesta sulla presunta estorsione al Premier per accorgersi che qualcosa non quadra nelle ricostruzioni sulla tarantella-tarantini. La notizia (salvo improbabili smentite) cambia infatti completamente tutto lo scenario.

Nelle carte l'utenza intercettata (il target) è individuato dagli investigatori in maniera inequivocabile: "Nome target: LAVITOLA (Panama fisso)". Così c'è scritto, tutti possono verificarlo. E basta controllare il numero intercettato per verificare come il prefisso del numero dal quale parta la telefonata (00507) sia effettivamente quello di Panama.

Del resto, quell'utenza era già da più di un mese nel mirino dei pm, che la misero sotto controllo in relazione al rapporto tra Lavitola e Pozzessere, dalla metà dello scorso luglio.

Perché Lavitola dice a Berlusconi di stare in Bulgaria quando telefona da un numero fisso di Panama? Non si sa. Ma qualche interrogativo questa faccenda lo suscita eccome. Lavitola ha mentito a Berlusconi quando gli dice di stare "in Bulgaria, a Sofia" e di chiamare "con un telefono di qua" tanto da essere preoccupato dell'eventuale ascolto da parte dei magistrati: "se intercettano pure questi... e che cazzo ne so".

Ma non è solo questo il dettaglio interessante. Andiamo avanti. Prima della trascrizione del colloquio vero e proprio, nell'intercettazione ci sono i secondi che precedono l'arrivo alla cornetta del Presidente. Lavitola, infatti, all'inizio della telefonata parla con una voce femminile, forse una segretaria di Berlusconi: è lei che risponde al telefono e poi passa l'interno dal quale risponderà il premier a Valterino. Ecco la trascrizione integrale del brevissimo prologo:

In ambientale si sente Lavitola che dice: peperoni...

Voce Femminile: Pronto !
Lavitola: Pronto... buonasera sono Valter...

Voce Femminile: Buonasera... un attimo solo...
Lavitola: è possibile?

Voce Femminile: Un attimo solo...

Breve pausa con squilli, in ambientale si sente del vocio e della musica e successivamente Valter che chiede ad una terza persona cosa vuole mangiare.

Fine del prologo, inizia la telefonata tra Silvio e Valter. Ma quale Bulgaria: salvo improbabili colpi di scena (sempre possibili in questa inchiesta) Valterino lo scorso 24 agosto se ne stava ad abboffarsi di peperoni a Panama. Che gli siano rimasti sullo stomaco? Ah saperlo...

 

Valter LavitolaSILVIO BERLUSCONI SILVIO BERLUSCONI lavitola

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?